MILANO – Le basse temperature in tutta Europa stanno svuotando i “serbatoi” europei del gas ad un ritmo ben più veloce del passato. È quanto mette in evidenza Bloomberg citando i dati della piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage dove è presente l’aggiornamento quotidiano sul livello di riempimento degli stoccaggi in Europa. Al momento si attesta poco sopra il 70% nella media Europa, contro l’86% dello scorso anno. Quasi 25 punti sotto i livelli di picco raggiunti nei mesi scorsi: una discesa così ripida non si vedeva da 7 anni a questa parte
L’Italia da questo punto di vista può dormire sonni relativamente tranquilli, con il livello al 77,93% contro il 79,76% dell’anno scorso , ma lo stesso non si può di Paesi ben più sotto pressione come l’Ungheria 67% contro l’86% del 2024 o la Romania 63,5% contro l’81,9% dello scorso anno. “Più bassi sono i livelli di stoccaggio a fine marzo, più difficile sarà per la regione rifornirsi. più difficile sarà per la regione rifornirsi …
MILANO – Le basse temperature in tutta Europa stanno svuotando i “serbatoi” europei del gas ad un ritmo ben più veloce del passato. È quanto mette in evidenza Bloomberg citando i dati della piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage dove è presente l’aggiornamento quotidiano sul livello di riempimento degli stoccaggi in Europa. Al momento si attesta poco sopra il 70% nella media Europa, contro l’86% dello scorso anno. Quasi 25 punti sotto i livelli di picco raggiunti nei mesi scorsi: una discesa così ripida non si vedeva da 7 anni a questa parte
L’Italia da questo punto di vista può dormire sonni relativamente tranquilli, con il livello al 77,93% contro il 79,76% dell’anno scorso , ma lo stesso non si può di Paesi ben più sotto pressione come l’Ungheria 67% contro l’86% del 2024 o la Romania 63,5% contro l’81,9% dello scorso anno. “Più bassi sono i livelli di stoccaggio a fine marzo, più difficile sarà per la regione rifornirsi. più difficile sarà per la regione rifornirsi in vista del prossimo inverno”, ha dichiarato in una nota citata da Bloomberg Samantha Dart, responsabile della ricerca sul gas naturale di Goldman Sachs. “Soprattutto – aggiunge- considerato lo scenario di temperature più fredde della media attualmente previsto”.
Intanto il prezzo del gas resta in lieve calo dopo essere schizzato oltre quota 50 euro al megavattora. All'hub di riferimento europeo di Amsterdam i future Ttf sono in calo a 48,37 dollari. Nei giorni scorsi, accanto all’aumento delle temperature che ha spinto al rialzo la domanda, ad aggiungere tensione al mercato aveva contribuito lo stop alle importazioni di gas dalla Russia, da cui la maggior parte dei Paesi europei aveva comunque iniziato a disimpegnarsi negli ultimi anni, virando l’approvvigionamento soprattutto verso il Gnl.