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Non sparate sul pianista

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Una riflessione sui disservizi ferroviari e sulla loro origine
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* Presidente Consumers' Forum, Presidente Onorario Assoutenti

Ho incominciato a occuparmi seriamente di trasporto ferroviario e di diritti dei passeggeri e dei pendolari 20 anni fa quando dichiarai il primo sciopero del biglietto in tutta la Liguria il 1 gennaio 2004 per ottenere rimborsi in caso di ritardi accumulati fuori dagli standard, come nella vicina Lombardia. Nonostante minacce di denunce da parte di Trenitalia, l'adesione allo sciopero fu enorme, vinsi la partita e dopo pochi mesi anche la Liguria ebbe il suo bonus che oggi, dopo tanti anni, potrebbe essere migliorato, ma che c'è.

Ho continuato la battaglia per treni puliti, frequenti e in orario sottoscrivendo il patto di Voghera nel 2005, con i pendolari emiliani, piemontesi e lombardi. Battaglia che si fece durissima a Genova dagli epici scontri verbali e con proteste pressoché quotidiane, mai violente, davanti alla stazione Brignole nel periodo 2006-2015 contro l'assessore ai Trasporti della Regione Liguria con il busto…

* Presidente Consumers' Forum, Presidente Onorario Assoutenti

Ho incominciato a occuparmi seriamente di trasporto ferroviario e di diritti dei passeggeri e dei pendolari 20 anni fa quando dichiarai il primo sciopero del biglietto in tutta la Liguria il 1 gennaio 2004 per ottenere rimborsi in caso di ritardi accumulati fuori dagli standard, come nella vicina Lombardia. Nonostante minacce di denunce da parte di Trenitalia, l'adesione allo sciopero fu enorme, vinsi la partita e dopo pochi mesi anche la Liguria ebbe il suo bonus che oggi, dopo tanti anni, potrebbe essere migliorato, ma che c'è.

Ho continuato la battaglia per treni puliti, frequenti e in orario sottoscrivendo il patto di Voghera nel 2005, con i pendolari emiliani, piemontesi e lombardi. Battaglia che si fece durissima a Genova dagli epici scontri verbali e con proteste pressoché quotidiane, mai violente, davanti alla stazione Brignole nel periodo 2006-2015 contro l'assessore ai Trasporti della Regione Liguria con il busto di Lenin sulla scrivania, il comunista Enrico Vesco, diventammo poi amici con lui e con Mauro Moretti, il grande riformatore delle ferrovie italiane, che “subì “ l'ironica consegna del kit del pendolare (valigetta piena di prodotti per pulire i sedili e una tuta usa e getta per sedersi in sicurezza) a una festa dell'Unità dove era intervenuto nel 2012, e che ni fece l'onore di inserirmi unico relatore per i consumatori nel forum strategico del TPL il 27 marzo 2014 a Roma Termini.

Ancora nel 2017 nuovo conflitto con Trenitalia e con l'AD Orazio Iacono con la vittoria epocale della prima riduzione del prezzo del biglietto e dell'abbonamento della storia di svariati punti percentuali per centinaia di migliaia di viaggiatori trans-regionali costretti per anni a subire l'algoritmo tarocco che faceva pagare di più della somma dei biglietti delle singole tratte regionali. Nel frattempo arrivano i nuovi contratti regionali con flotte rinnovate di treni, l'accesso alle frecce tramite abbonamento, con grande risparmio, che sul concorrente Italo non si può fare e per la prima volta dalla sua fondazione, la recente, quanto innovativa, costituzione in Trenitalia per volere dell'AD Luigi Corradi di un team di ricerca e sviluppo al servizio di nuove tecnologie per i passeggeri; frecce rosa dove si possono fare esami di prevenzione per il tumore al seno mentre viaggi e l'annuncio di pochi gg fa di indennizzi automatici da gennaio per chi ha i biglietti elettronici.

Oggi il trasporto ferroviario sta attraversando una fase acuta e complessa di “disservizi” marcati dal “tappo del Frejus, dal corridoio eterotachico a imbuto Firenze-Roma dove affoga ogni puntualità, dall'ultimo caso “dadaista” del freccia argento partito in anticipo da Termini per Genova l'11 novembre scorso e, per non farci mancare nulla, la chiusura per buona parte dell'estate prossima della linea Genova-Milano per il rifacimento del ponte sul fiume Po. Credo, per la mia storia, di avere tutti i titoli per dire che, difronte a questo scenario ferroviario distopico, non serve e non bisogna sparare sul pianista.

Un pianista che è costretto a suonare a orecchio con lo spartito delle tracce e degli orari che cambia ogni secondo perché i cantieri ferroviari del PNRR devono andare avanti a qualunque costo convivendo con il transito “regolare” dei treni in un contesto di linee a un binario solo o su binari dove passano AV, treni pendolari, treni merci e chi più ne ha più ne metta (mentre in Germania chiudono interamente il traffico ferroviario nelle tratte interessate). Un pianista che se, sommessamente, chiede al suo azionista, che è il Ministero dell'Economia, e non dei Trasporti, di poter ridurre alcune corse per le linee troppo congestionate e effettuare un forte piano di comunicazione sui disagi che non solo stiamo patendo, ma che patiremo per i prossimi 3 anni, si sente rispondere che, forse, è meglio tacere ai passeggeri e che è bene non spaventarli per fare fatturato.

Insomma un pianista che deve continuare a suonare in un saloon dove rischia ogni giorno di essere preso a bottigliate o peggio colpito da proiettili vaganti da tutti quelli che sparano, si prendono a pugni e distruggono tavoli e sedie. Che riesce comunque in risultati impossibili: tasso di puntualità dei treni regionali oltre 91,9% (-0,6% su 2023), dell'AV, che ha sofferto di più dei cantieri, 73,7% (-3,6% su 2023), ad assicurare l'assistenza a terra e a bordo nelle giornate nere dei black out delle linee anche causa scioperi e vince il titolo di miglior compagnia ferroviaria d'Europa sulle 27 esaminate dalla ong Transport&Environement.

Mettere in servizio 8000 treni al giorno in condizioni allucinanti dove si deve convivere con un piano lavori PNRR non certo studiato a misura di viaggiatore con emergenze, frane e incendi e altre calamità naturali appare un opera eroica. Si faccia una operazione verità e si dica ai 6 milioni di italiani che ogni giorno usano il treno: “Ci scusiamo per il disagio da qui ai prossimi 3 anni, cercheremo di farvi viaggiare riducendo al minimo i disservizi e ritardi”, l'alternativa è il modello tedesco del blitzkrieg e chiudere le linee così né le frecce argento né altro treno arriverà in ritardo o partirà in anticipo.

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