Se l’IA è una bolla, gli investitori sono felici di gonfiarla: Anthropic ora vale 60 miliardi
di Filippo SantelliSe l’Intelligenza artificiale è una bolla, non ha certo finito di gonfiarsi. Lo testimonia l’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, secondo cui Anthropic, società dall’IA considerata la principale rivale di OpenAI, starebbe per raccogliere un finanziamento da 2 miliardi alla fantasmagorica valutazione di 60 miliardi. E’ il triplo di quanto la società era stata valutata solo un anno fa, più di Generali o Eni per fare un paragone italiano, e la proietterebbe al quinto posto tra le startup più “ricche” degli Stati Uniti, dietro alla SpaceX di Elon Musk e – appunto – OpenAI, il cui valore sul mercato privato è schizzato a 157 miliardi di dollari nell’ultima raccolta di fondi.
Intelligenza artificiale, bolla o non bolla?
Sulle società dell’Intelligenza artificiale, la tecnologia che promette d…
Se l’Intelligenza artificiale è una bolla, non ha certo finito di gonfiarsi. Lo testimonia l’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, secondo cui Anthropic, società dall’IA considerata la principale rivale di OpenAI, starebbe per raccogliere un finanziamento da 2 miliardi alla fantasmagorica valutazione di 60 miliardi. E’ il triplo di quanto la società era stata valutata solo un anno fa, più di Generali o Eni per fare un paragone italiano, e la proietterebbe al quinto posto tra le startup più “ricche” degli Stati Uniti, dietro alla SpaceX di Elon Musk e – appunto – OpenAI, il cui valore sul mercato privato è schizzato a 157 miliardi di dollari nell’ultima raccolta di fondi.
Intelligenza artificiale, bolla o non bolla?
Sulle società dell’Intelligenza artificiale, la tecnologia che promette di cambiare tutto, continuano insomma a piovere miliardi a valutazioni crescenti, del tutto scollegate dal loro attuale giro d’affari, nella convinzione che in un futuro quegli affari arriveranno eccome. Chiedere anche a xAI, la società del settore fondata da Elon Musk, o a Perplexity. I critici sottolineano i limiti degli attuali modelli, nel ragionamento e nell’applicazione pratica, e i costi per il loro addestramento; gli entusiasti puntano invece alla loro rapidissima evoluzione e ad una velocità di adozione senza precedenti; i realisti (e i finanziatori) riconoscono che, pur tra molte incognite, ad oggi l’IA rappresenta la più credibile candidata a garantire all’umanità il prossimo salto tecnologico e di produttività. Di certo chi arriverà per primo all’Intelligenza artificiale generale, capace di ragionare come un umano o meglio, sbaraglierà la concorrenza.
Il derby tra Anthropic e OpenAI
Anthropic, creata dal fisico di origini italiane Dario Amodei e dalla sorella Daniela, con il suo modello Claude, vengono descritti da molti come uno dei più credibili concorrenti di OpenAI, la società che con il suo ChatGPT è scattata per prima in avanti. Le ragioni sono diverse. Una sono appunto i soldi che è stata capace di raccogliere, in una corsa all’IA generale che è tutta bruta e costosissima forza di calcolo. La seconda è che tra i suoi fornitori di denari e potenza di calcolo c’è un colosso della computazione come Amazon, a bilanciare la partnership tra OpenAI e Microsoft. La terza e la quarta, legate, sono la differenza di approccio e la qualità del capitale umano. Fin dall’inizio Anthropic si è posta come obiettivo uno sviluppo etico dell’IA, motivo che nel 2021 ha spinto i fratelli Amodei e altri scienziati di OpenAI a lasciarla per fondare una startup concorrente. E che nelle ultime settimane ha portato anche altri a cambiare casacca, dopo la svolta for-profit che Sam Altman ha impartito alla società, nata almeno sulla carta con la missione di essere una no profit.
Tutti in perdita
Quello che accomuna tutte le società è la velocità a cui stanno cercando da un lato di far evolvere i loro modelli di base e dall’altro di aggiungere nuove funzionalità a quelli già rilasciati. Una delle più recenti di Anthropic per esempio permette al suo Claude (arrivato alla versione 3.5) di controllare un Pc per conto dell’utente. Nel 2024 la startup ha lanciato una versione della sua AI per aziende e si è avvicinata a un miliardo di fatturato. OpenAI ha chiuso l’anno vicino ai 4 miliardi di fatturato, con perdite stimate nell’ordine dei 5 miliardi di dollari. Il rosso miliardario e la necessità di raccogliere fondi è l’altra cosa che, in questo momento, accomuna tutti.