ROMA – In parafarmacia per prenotare una visita specialistica. Con ricetta e tessera sanitaria in mano basterà rivolgersi al personale che effettuerà la prenotazione per via telematica: una volta ricevuto il modulo di conferma, il cittadino potrà pagare anche il ticket. A quel punto, alla data fissata, potrà presentarsi direttamente presso la struttura sanitaria pubblica o privata accreditata. E, quando sarà pronto, potrà ritirare il referto sempre dal parafarmacista.
Spetterà al governo decidere se validare questo schema ma l’Antitrust, che lo sollecita, non ha dubbi: “La discriminazione tra le farmacie e le parafarmacie non trova giustificazione”, scrive il Garante per la concorrenza in una segnalazione inviata alla premier Giorgia Meloni e ai president…
ROMA – In parafarmacia per prenotare una visita specialistica. Con ricetta e tessera sanitaria in mano basterà rivolgersi al personale che effettuerà la prenotazione per via telematica: una volta ricevuto il modulo di conferma, il cittadino potrà pagare anche il ticket. A quel punto, alla data fissata, potrà presentarsi direttamente presso la struttura sanitaria pubblica o privata accreditata. E, quando sarà pronto, potrà ritirare il referto sempre dal parafarmacista.
Spetterà al governo decidere se validare questo schema ma l’Antitrust, che lo sollecita, non ha dubbi: “La discriminazione tra le farmacie e le parafarmacie non trova giustificazione”, scrive il Garante per la concorrenza in una segnalazione inviata alla premier Giorgia Meloni e ai presidenti di Camera e Senato.
Il riferimento è all’esclusione delle parafarmacie dalla possibilità, oggi riconosciuta alle farmacie, di "offrire servizi”, come appunto la prenotazione di visite mediche, “idonei ad ampliare la gamma dei servizi offerti e conseguentemente ad attrarre maggiore clientela presso il proprio punto vendita”. Una situazione - è il rilievo - “lesiva delle norme e dei principi a tutela della concorrenza”.
Nelle 24 pagine che elencano le proposte al governo in vista della prossima legge sulla concorrenza, l’Authority raccomanda di intervenire anche su taxi e Ncc. “I tempi - si legge nel documento - appaiono maturi per procedere a una revisione organica della disciplina sulla fornitura dei servizi con l’obiettivo di “allineare l’offerta con la domanda”.
Quindi nuove licenze “anche di durata limitata” e valide solo in “alcuni periodi dell’anno”, ma anche una maggiore flessibilità dei turni sulla base di criteri omogenei da definire a livello nazionale.
“Parole chiare e nette che il Governo e il parlamento dovrebbero finalmente ascoltare, capovolgendo la logica dei decreti Salvini e aprendosi a quella che l’Antitrust auspica come revisione organica della disciplina sulla fornitura dei servizi taxi e Ncc che tenga conto dell’evoluzione del settore, dell’evoluzione tecnologica, delle caratteristiche della domanda, della necessità di rimuovere le barriere all’entrata e all’operatività dei vari player del mercato”, afferma Andrea Romano, presidente di MuoverSì Ncc, la federazione che riunisce le principali associazioni del noleggio con conducente.
Il capitolo dedicato alla mobilità è ampio: dentro ci sono anche le colonnine elettriche. Il rischio è "la creazione di situazioni di monopolio o di forte potere di mercato locale” a causa della concentrazione delle infrastrutture di ricarica “in capo a pochi o a un unico soggetto”. Da qui la raccomandazione ai Comuni di dare priorità ai soggetti che detengono meno del 40% delle colonnine già installate o autorizzate.
Una “strigliata” anche alle Regioni che ricorrono abitualmente agli affidamenti diretti per la scelta del gestore delle ferrovie locali. Parola d’ordine: cambiare. E quindi l’invito al governo a predisporre una norma per far sì che l’affidamento del servizio da parte delle Regioni avvenga tramite "procedure a evidenza pubblica”.