Pensioni, l’Inps cancella l’aumento e riaccende il simulatore. Ecco cosa potrebbe cambiare dal 2027
di Flavio BiniMILANO – Dal 2027 serviranno davvero tre mesi in più per andare in pensione? Sì, nelle previsioni dell’Istat e no – o almeno ancora no - secondo l’Inps, che questa mattina ha messo in "manutenzione" e sospeso la consultazione sul loro sito della sezione per calcolare la data di maturazione della pensione, dopo che ieri la Cgil ha lanciato l’allarme su un aumento dell’età di pensionamento inserito nell’applicativo Inps utilizzato dai patronati per i calcoli previdenziali. Aumento per ora smentito dall’Inps, che a metà giornata ha “riacceso” il simulatore per il calcolo, perché servirà prima un decreto. Ecco cosa c’è da sapere.
Quali sono i requisiti attuali per andare in pensione?
Oggi per andare in pensione occorre avere 67 anni o 42 anni e dieci mesi di contributi per chi a…
MILANO – Dal 2027 serviranno davvero tre mesi in più per andare in pensione? Sì, nelle previsioni dell’Istat e no – o almeno ancora no - secondo l’Inps, che questa mattina ha messo in "manutenzione" e sospeso la consultazione sul loro sito della sezione per calcolare la data di maturazione della pensione, dopo che ieri la Cgil ha lanciato l’allarme su un aumento dell’età di pensionamento inserito nell’applicativo Inps utilizzato dai patronati per i calcoli previdenziali. Aumento per ora smentito dall’Inps, che a metà giornata ha “riacceso” il simulatore per il calcolo, perché servirà prima un decreto. Ecco cosa c’è da sapere.
Quali sono i requisiti attuali per andare in pensione?
Oggi per andare in pensione occorre avere 67 anni o 42 anni e dieci mesi di contributi per chi accede alla pensione anticipata, cioè quella che consente di lasciare il lavoro prima dei 67 anni se si ha raggiunto un determinato numero di anni di contribuzione. È il caso di chi ad esempio ha cominciato a lavorare molto giovane.
Come cambieranno i requisiti?
Dal 2019 i requisiti sono rimasti invariati, malgrado l’aumento iniziale dell’aspettativa di vita. Gli adeguamenti sono rimasti congelati ma a legislazione vigente dovrebbero scattare a partire dal primo gennaio 2027, sia per le pensioni anticipate, sia per le pensioni di vecchiaia, cioè quelle legate all’età. Per le prime servirebbero 43 anni e un mese di contributi, per le seconde 67 anni e tre mesi di età. Gli scatti proseguirebbero anche nel 2029, con 43 anni e 3 mesi di contributi 67 anni e 6 mesi di età.
Quindi l’aumento scatterà oppure no?
È previsto a meno di cambiamenti di legge. Ma perché diventi operativo serve un decreto ministeriale che ancora non è stato emanato. Inoltre l’adeguamento è legato alle previsioni di aumento dell’aspettativa di vita, che non sempre si realizzano come previsto. Il governo Meloni ad esempio aveva anticipato al 2024 la fine dello stop degli adeguamenti per la pensione anticipata, ma visto che l’aspettativa di vita non è cresciuta gli aumenti sono rimasti di fatto congelati.
C’è anche la possibilità che dal 2027 i requisiti non cambino?
Sì, perché negli ultimi due bienni, per effetto del Covid, l’aspettativa di vita non solo è rimasta invariata, ma è persino diminuita. La legge in questi casi non prevede un abbassamento dell’età pensionabile o dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione, ma consente di recuperare questo effetto quando l’aspettativa dovesse ricominciare a salire, sterilizzando nuovi aumenti.