Uk, tempesta sui titoli di Stato. I bond britannici vicini ai massimi dal 2008
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Allarme a Londra. Ieri gli interessi sui titoli di stato (gilt) a 10 anni sono schizzati al 4,93%, ossia ai massimi dalla crisi finanziaria del 2008. Ciò nonostante la legge di bilancio lacrime e sangue di ottobre, con 50 miliardi di nuove imposte annunciate dal governo di Sir Keir Starmer. Che, in teoria, avrebbero dovuto rassicurare gli investitori nel medio periodo e “ricostruire le fondamenta per potere investire” con fiducia, secondo lo stesso primo ministro britannico. Invece, ieri anche la sterlina è caduta fino a 1,224 dollari, ai minimi dal novembre 2023. Ma com’è possibile? Gli investitori sono nervosi, e sembrano aver perso al momento la fiducia nel Regno Unito di Starmer, per due motivi: la mole di enormi prestiti di cui il governo avrà bisogno nel prossimo futuro per far funzionare la macchina dello Stato e delle spese promesse (dalla Sanità a Difesa e guerre) e lo spettro della stagflazione, con il Regno Unito stretto nella morsa di crescita anemica e pressione…
LONDRA - Allarme a Londra. Ieri gli interessi sui titoli di stato (gilt) a 10 anni sono schizzati al 4,93%, ossia ai massimi dalla crisi finanziaria del 2008. Ciò nonostante la legge di bilancio lacrime e sangue di ottobre, con 50 miliardi di nuove imposte annunciate dal governo di Sir Keir Starmer. Che, in teoria, avrebbero dovuto rassicurare gli investitori nel medio periodo e “ricostruire le fondamenta per potere investire” con fiducia, secondo lo stesso primo ministro britannico. Invece, ieri anche la sterlina è caduta fino a 1,224 dollari, ai minimi dal novembre 2023. Ma com’è possibile? Gli investitori sono nervosi, e sembrano aver perso al momento la fiducia nel Regno Unito di Starmer, per due motivi: la mole di enormi prestiti di cui il governo avrà bisogno nel prossimo futuro per far funzionare la macchina dello Stato e delle spese promesse (dalla Sanità a Difesa e guerre) e lo spettro della stagflazione, con il Regno Unito stretto nella morsa di crescita anemica e pressione finanziaria.I conservatori hanno chiesto alla ministra delle Finanze, Rachel Reeves, di riferire in Parlamento.
Ma la prima donna cancelliera dello Scacchiere è in partenza per la Cina nel weekend, in un viaggio controverso insieme al governatore della Banca di Inghilterra Andrew Bailey. Al posto di Reeves, ieri alla Camera dei Comuni si è presentato il sottosegretario Darren Jones che ha escluso grossi guai per gli interessi dei bond, parlando di fluttuazioni nella norma, ha escluso nuove tasse che ora in molti hanno iniziato a temere nella prossima mini-legge di bilancio della primavera (“al massimo taglieremo la spesa”, ha assicurato) per poi ammettere di non aver letto una analisi su Bloomberg citata dai tories in aula “perché l’abbonamento è troppo costoso”, ossia circa 30 euro al mese.
Frasi che di certo non hanno tranquillizzato i mercati. Persino la disastrosa ex premier Liz Truss, che nel settembre 2022 fece affondare l’economia dopo l’annuncio di tagli alle tasse senza coperture, ha avuto il coraggio di dire: “Vedete? Non era colpa mia. È stato l’establishment a farmi cadere”. E addirittura valuta di denunciare Starmer per averla diffamata con la sua frase, ripetuta più volte in Parlamento, “Truss ha distrutto la nostra economia”.