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Isee, il governo corre ai ripari: titoli di Stato fuori dal calcolo. Ma per aggiornarlo si pagherà

(ansa)
Via libera di Palazzo Chigi al dpcm che esclude gli investimenti fino a 50 mila euro. Chi vorrà un indicatore aggiornato dovrà ripresentare la Dsu, con una spesa tra i 15 e i 25 euro
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ROMA – Via libera al decreto che consente di escludere dall'Isee gli investimenti in titoli di Stato e postali per un importo fino a 50.000 euro. L'Inps elaborerà le nuove attestazioni tenendo conto delle novità non appena il decreto entrerà in vigore, ossia dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, ma non correggerà autonomamente gli Isee rilasciati in precedenza. Chi vorrà avere un Isee aggiornato in base alle nuove regole dovrà presentare una nuova Dsu, e per chi si rivolgerà ad un Caf l’operazione non sarà gratis. Mentre il primo Isee è rilasciato gratuitamente, infatti, per le ulteriori certificazioni è previsto un costo tra i 15 e 25 euro.

Le norme e i conteggi

Con la legge di Bilancio per il 2024 era stata prevista la possibilità di escludere dal calcolo gli investimenti in titoli di Stato e postali, Buoni e libretti, per importi fino ai 50.000 euro. Considerando che il valore dell'Isee si ottiene sommando il reddito complessivo del nucleo familiare al 20% del patrimonio immobiliare e mobiliare, una riduzione di quest'ultimo ha dunque una sua rilevanza.

Fin dallo scorso anno, però, l'Inps aveva chiarito di non poter applicare queste norme in assenza del decreto di attuazione (tecnicamente un Dpcm, ossia Decreto del presidente del Consiglio), anche se già da ottobre l'Agenzia delle entrate a ottobre aveva dato mandato alle banche di inviare all'Anagrafe tributaria i dati relativi ai depositi in titoli al 31 dicembre 2023 (anni di riferimento per l'Isee 2025) per poter effettuare i conteggi secondo le nuove regole. Quindi è partita la nuova campagna e rilasciati i primi certificati senza tener conto delle novità, che riguardano peraltro anche altre misure come l’esclusione dell’imposto dell’Assegno unico per il calcolo degli Isee relativi a prestazioni per i figlia, tra i quali ad esempio bonus nido e bonus nascite. Chi ha lo già richiesto si trova con un Isee più elevato rispetto a quello calcolato in base alle nuove disposizioni.


Il periodo transitorio e il nuovo Isee

Proprio per questo il governo, nel comunicato con il quale annuncia la firma del decreto, precisa che gli Isee già rilasciati restano validi, fatto salvo il diritto a richiedere una nuova attestazione. Si potrà dunque aggiornare l'Isee non appena il decreto sarà in vigore. Peccato che a causa del ritardo sui tempi chi si è rivolto ad un Caf per il primo certificato dovrà mettere in conto di pagare per avere l’Isee aggiornato. A partire dall'ottobre 2023, infatti, per legge i Caf non vengono remunerati dallo Stato per più di una Dsu all'anno richiesta dallo stesso nucleo familiare. Quindi per ogni aggiornamento si paga una somma che varia a seconda degli enti tra i 15 e i 25 euro, con sconti per gli iscritti che pagano in media 10 euro.

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