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Il Tribunale boccia il ricorso di Vivendi: “Tim poteva vendere la rete a Kkr”

(afp)

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La richiesta del gruppo francese, padrone del 23,75 di Tim, secondo il giudice civile di Milano non è ammissibile per difetto di “legittimazione e interesse ad agire”
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MILANO – Il tribunale di Milano boccia le richieste di Vivendi, e dà ragione a Tim e al suo management che lo scorso luglio hanno venduto la rete del gruppo a Kkr per 14,4 miliardi di euro. Secondo il giudice di Milano, le richieste di Vivendi, primo azionista della società con il 23,75% del capitale sono “inammissibili per difetto di interesse ad agire e difetto di legittimazione ad agire”.

Vittoria pe Labriola e per la strategia impostata

Si tratta di un punto importante a favore di Tim e dell ad Pietro Labriola, anche se sicuramente Vivendi farà ricorso in appello, e ha già fatto sapere di essere pronta a rivolgersi anche alla corte Europea per far emergere il danno che ha subito dalla vendita della rete, nonché il conflitto di interessi tra Mef-Cdp nell’operazione. Tim nella causa è stata assistita dallo studio Z0ppini e dall’avvocato Andrea Zoppini e dallo studio Gpbl, con un team guidato da Francesco Gatti e Carlo Pavesi.

Il cda di Tim il 5 novembre del 2023 aveva infatti ap…

MILANO – Il tribunale di Milano boccia le richieste di Vivendi, e dà ragione a Tim e al suo management che lo scorso luglio hanno venduto la rete del gruppo a Kkr per 14,4 miliardi di euro. Secondo il giudice di Milano, le richieste di Vivendi, primo azionista della società con il 23,75% del capitale sono “inammissibili per difetto di interesse ad agire e difetto di legittimazione ad agire”.

Vittoria pe Labriola e per la strategia impostata

Si tratta di un punto importante a favore di Tim e dell ad Pietro Labriola, anche se sicuramente Vivendi farà ricorso in appello, e ha già fatto sapere di essere pronta a rivolgersi anche alla corte Europea per far emergere il danno che ha subito dalla vendita della rete, nonché il conflitto di interessi tra Mef-Cdp nell’operazione. Tim nella causa è stata assistita dallo studio Z0ppini e dall’avvocato Andrea Zoppini e dallo studio Gpbl, con un team guidato da Francesco Gatti e Carlo Pavesi.

Il cda di Tim il 5 novembre del 2023 aveva infatti approvato la cessione della rete di Telecom Italia a una cordata capitanata da Kkr e partecipata anche dal Mef e da F2i, senza passare dal valigia preventivo dell'assemblea dei soci e senza utilizzare la procedura rafforzate del valigia preventivo del comitato parti correlate, perché il Mef, che via Cdp è il socio di maggioranza della prima rivale di Tim Open Fiber, in

realtà nella rete Tim ha investito solo come socio di minoranza con una governance limitata solo ai temi cruciali, come la sicurezza nazionale.

Domani il caso Sparkle al vaglia del Cda

Non a caso, invece per la vendita di Sparkle che è in corso, e su cui domani Tim ha già convocato un apposito cda, il gruppo guidato da Labriola ha invece attivato la procedura delle parti correlate, dato che il Mfe si appresta a rilevare la maggioranza, ovvero il 70%, del gruppo dei cavi sottomarini.

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