✕

Benzina e diesel ai massimi da agosto. I consumatori: “Intervenga Mister prezzi”

Ascolta l'audio

La replica dei gestori: “Gli aumenti sono inferiori a quelli del Brent. E c’è anche il deprezzamento dell’euro”. Il Pd ha presentato un’interrogazione al Mimit: “Pesa l’obbligo di miscelazione dei biocarburanti, scaricata sui consumatori”
2 minuti di lettura

ROMA – Assoutenti chiede l’intervento di Mister prezzi, il Codacons del ministero delle Imprese e del governo, l’Unione nazionale consumatori (Unc) parla di “una speculazione sulle vacanze invernali degli italiani”. I prezzi di benzina e gasolio per auto tornano a riaccendersi e le associazioni dei consumatori accusano la filiera dei carburanti, dai gestori ai produttori, puntando il dito anche contro un fisco che, denuncia Assoutenti, colloca l’Italia “al quarto posto in Ue per la tassazione sulla benzina”.

Chiede spiegazioni al governo anche il Pd, sottolineando il peso dell'extra-costo addebitato da inizio anno a rivenditori e gestori per la quota d'obbligo di miscelazione annuale dei biocarburanti, in vigore dal 1° gennaio e pari a circa 2 centesimi al litro, «che è stato interamente scaricato sui consumatori attraverso un incremento dei prezzi», rileva il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. Il Pd in Senato ha anche presentato un'interrogazione al ministro delle Imprese e…

ROMA – Assoutenti chiede l’intervento di Mister prezzi, il Codacons del ministero delle Imprese e del governo, l’Unione nazionale consumatori (Unc) parla di “una speculazione sulle vacanze invernali degli italiani”. I prezzi di benzina e gasolio per auto tornano a riaccendersi e le associazioni dei consumatori accusano la filiera dei carburanti, dai gestori ai produttori, puntando il dito anche contro un fisco che, denuncia Assoutenti, colloca l’Italia “al quarto posto in Ue per la tassazione sulla benzina”.

Chiede spiegazioni al governo anche il Pd, sottolineando il peso dell'extra-costo addebitato da inizio anno a rivenditori e gestori per la quota d'obbligo di miscelazione annuale dei biocarburanti, in vigore dal 1° gennaio e pari a circa 2 centesimi al litro, «che è stato interamente scaricato sui consumatori attraverso un incremento dei prezzi», rileva il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. Il Pd in Senato ha anche presentato un'interrogazione al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.

Il clima è quello di due anni fa, quando il governo Meloni obbligò i gestori a esporre il cartello con il prezzo medio regionale, nel tentativo di calmierare i prezzi: l’obbligo, contestato dagli esercenti, è stato abrogato alcuni mesi fa da una sentenza del Consiglio di Stato.

Gli aumenti di oggi

Stamane un nuovo rialzo: la benzina sfiora quota 1,81 euro al litro in media nazionale self service (massimo dal 9 agosto), il gasolio supera quota 1,71 euro al litro (picco dal 28 agosto). Sulle autostrade, i prezzi sono in media pari a 1,9 euro al litro per la benzina self e a 1,82 per il gasolio self. Staffetta Quotidiana precisa inoltre che Tamoil ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Scontro consumatori-gestori

“Dall’inizio dell’anno – calcola il presidente di Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona – un litro di benzina self è aumentato di quasi quattro centesimi, +2,1%, un euro e 82 centesimi in più per un pieno di 50 litri. Anche per il gasolio il rincaro è di quasi quattro centesimi”. “A parte alcuni casi limite denunciati dalle associazioni dei consumatori – ragiona il presidente di Figisc, l’organizzazione dei gestori aderente a Confcommercio, Bruno Bearzi – bisogna guardare ai prezzi medi, che in percentuale sono saliti meno del Brent e hanno anche risentito del deprezzamento dell’euro. Tra Natale e il 13 gennaio scorso il Brent è aumentato dell’8,4%, i prezzi di gasolio e benzina nello stesso periodo sono cresciuti poco più del 2%. Se qualcuno sostiene il contrario, lo fa o per difetto di conoscenza oppure perché vuole creare un problema che non c’è”.

Il report di Unem

Anche l’Unem, che riunisce le aziende della filiera petrolifera, sottolinea in un report come “in questo avvio di 2025 le quotazioni del Brent siano arrivate sopra gli 81 dollari al barile, un livello che non si vedeva dalla fine dell’agosto scorso”, per varie ragioni legate alle tensioni internazionali, a cominciare dal nuovo pacchetto di sanzioni Usa nei confronti della Russia.

Fegica e Faib contro Enilive

Ma c’è anche chi, tra i gestori, punta il dito contro i fornitori: Fegica Confesercenti e Faib, in particolare, accusano Enilive di aver aumentato i prezzi dei carburanti per tre volte in 15 giorni, un centesimo il giorno di Natale, 2 centesimi il giorno di Capodanno (mai successo prima); due centesimi l'8 gennaio. Eni conferma che “nel periodo festivo sono stati effettuati due movimenti al rialzo, il primo di 1 centesimo il 24 dicembre e il secondo di 2 centesimi il 31 dicembre”, ma spiega che “tali aumenti sono dovuti alla circostanza che nello stesso periodo (tra il 24 dicembre e il 3 gennaio), le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi hanno registrato un incremento di circa 3 centesimi, cui va ad aggiungersi l’incremento del costo per l’assolvimento dell’obbligo biocarburanti per ulteriori 2 centesimi, per un complessivo aggravio della posizione di costo di circa 5 centesimi esclusa Iva. Pertanto, Enilive non solo non ha posto in essere nessun aumento ingiustificato dei propri listini prezzi, ma ha ridotto la propria marginalità, recependo solo in parte gli aumenti di mercato”.

Leggi i commenti