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Patto tra generazioni, più facile assumere i giovani nelle Pmi

Il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso (ansa)

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Roma - Arriva la staffetta generazionale nelle piccole e medie imprese. A due anni dalla pensione, i lavoratori a tempo pieno e indeterminato potranno optare per il part-time: orario ridotto tra il 25% e il 50%. Lo stipendio diminuirà, ma potranno beneficiare di un bonus fino a tremila euro, oltre al versamento da parte dello Stato dei contributi per la pensione. Tutto a una condizione: il datore di lavoro dovrà assumere nel frattempo un giovane under 35. La staffetta vera e propria scatterà quando il lavoratore anziano andrà in pensione: a quel punto, infatti, il neo assunto prenderà il suo posto.

A dare forma alla norma sul “part-time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e il ricambio generazionale” è il disegno di legge sulle pmi approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Ma la staffetta non sarà per tutti. E neppure per sempre. L’opzione sarà concessa solo ai lavoratori di imprese "con anzianità contributiva precedente al 1 gennaio 1996” e in possesso dei requisiti per …

Roma - Arriva la staffetta generazionale nelle piccole e medie imprese. A due anni dalla pensione, i lavoratori a tempo pieno e indeterminato potranno optare per il part-time: orario ridotto tra il 25% e il 50%. Lo stipendio diminuirà, ma potranno beneficiare di un bonus fino a tremila euro, oltre al versamento da parte dello Stato dei contributi per la pensione. Tutto a una condizione: il datore di lavoro dovrà assumere nel frattempo un giovane under 35. La staffetta vera e propria scatterà quando il lavoratore anziano andrà in pensione: a quel punto, infatti, il neo assunto prenderà il suo posto.

A dare forma alla norma sul “part-time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e il ricambio generazionale” è il disegno di legge sulle pmi approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Ma la staffetta non sarà per tutti. E neppure per sempre. L’opzione sarà concessa solo ai lavoratori di imprese "con anzianità contributiva precedente al 1 gennaio 1996” e in possesso dei requisiti per andare in pensione entro il primo gennaio 2028. E potranno aderire al meccanismo solo “a decorrere dal 1 gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2027”.

Un altro paletto ha a che fare con la dimensione dell’impresa: il part-time incentivato sarà possibile solo in quelle che hanno fino a 50 dipendenti.

Con il disegno di legge, che punta alla cadenza annuale, scatta anche l’obbligo di verificare l’attendibilità delle recensioni online su prodotti, prestazioni e servizi offerti dalle imprese della ristorazione e del turismo situate in Italia. L’obiettivo è assicurarsi che la recensione sia scritta realmente da un consumatore che abbia effettivamente usufruito del servizio o acquistato il prodotto recensito.

Come spiega il ministero delle Imprese e del made in Italy, che ha ideato il provvedimento, il consumatore potrà rilasciare una recensione motivata entro 15 giorni dalla data di utilizzo del servizio. L’impresa interessata potrà richiederne la cancellazione "nel caso in cui il giudizio risulti falso o ingannevole, o qualora il commento non dovesse più essere attuale trascorsi i due anni dalla sua pubblicazione”.

Novità anche per il settore della moda: alle filiere del comparto fino a 100 milioni per i “mini contratti di sviluppo” che puntano a sostenere programmi di investimento, con importi tra 3 e 20 milioni, proposti dalle piccole e medie imprese.

Spazio anche alle startup: il governo avrà un anno di tempo per adottare un decreto legislativo che punta al riordino e al riassetto delle norme vigenti “in materia di startup, incubatori e pmi innovative”.

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