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Accordo con Natixis: Generali convoca il cda per scegliere l’assetto

L'amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, posa per una foto a margine della presentazione del progetto "The Human Safety Net", iniziativa a favore delle persone più vulnerabili e svantaggiate nelle comunità di tutto il mondo, Venezia, 04 ottobre 2017..ANSA/ANDREA MEROLA 

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La compagnia di Trieste affiderebbe in gestione 650 miliardi dei sottoscrittori delle polizze. Il nodo del golden power all’orizzonte
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Milano — Si scaldano i motori per un eventuale accordo tra le Generali e il gruppo francese Natixis sul fronte della gestione del risparmio. Sul tavolo del consiglio di amministrazione della compagnia triestina, già previsto per lunedì 20, verrà squadernato il dossier per un via libera alla firma di un memorandum of understanding (Mou) con Natixis. Operazione che il giorno prima, domenica 19, dovrebbe essere analizzata dal Comitato investimenti, che deve preventivamente autorizzare qualsiasi m&a superiore a 250 milioni. Prima di Natale sono stati nominati gli advisor che sul fronte del Leone di Trieste sono quattro, Citi, Mediobanca, Zaoui & Co e Ardea Partners, due per la controllante Generali e due per la controllata Generali investment holding (Gih).

I contorni dell’operazione non sono ancora chiari se non per alcune indiscrezioni comparse sulla stampa e che danno Gih da una parte e Natixis investment managers dall’altra conferire in una società di nuova costituzione, contr…

Milano — Si scaldano i motori per un eventuale accordo tra le Generali e il gruppo francese Natixis sul fronte della gestione del risparmio. Sul tavolo del consiglio di amministrazione della compagnia triestina, già previsto per lunedì 20, verrà squadernato il dossier per un via libera alla firma di un memorandum of understanding (Mou) con Natixis. Operazione che il giorno prima, domenica 19, dovrebbe essere analizzata dal Comitato investimenti, che deve preventivamente autorizzare qualsiasi m&a superiore a 250 milioni. Prima di Natale sono stati nominati gli advisor che sul fronte del Leone di Trieste sono quattro, Citi, Mediobanca, Zaoui & Co e Ardea Partners, due per la controllante Generali e due per la controllata Generali investment holding (Gih).

I contorni dell’operazione non sono ancora chiari se non per alcune indiscrezioni comparse sulla stampa e che danno Gih da una parte e Natixis investment managers dall’altra conferire in una società di nuova costituzione, controllata pariteticamente al 50%, le rispettive boutique finanziarie, cioè le società che gestiscono il risparmio raccolto dai clienti dei due gruppi.

Generali affiderebbe in gestione circa 650 miliardi dei sottoscrittori delle polizze assicurative a cui bisogna corrispondere un rendimento. Ogni anno questa massa di soldi si alimenta con 7-8 miliardi di nuova raccolta (nei primi nove mesi 2024 era arrivata a 6,8 miliardi) che deve essere gestita prudenzialmente secondo un’asset allocation preparata dal team di gestione interna di Gih, guidato dal cio Francesco Martorana. E approvata dall’Ivass.

Già oggi questa massa di denaro viene affidata sulla base di un preciso mandato a una serie di boutique finanziarie che provvedono all’investimento in obbligazioni, azioni e prodotti finanziari vari. Ma ora l’idea sarebbe quella di sottoscrivere i mandati con la nuova piattaforma condivisa con Natixis. La quale è una società finanziaria controllata dal gruppo bancario Bpce (Groupe des Banques Populaires et des Caisses d’Epargne), terzo istituto di Francia. Natixis gestisce una piccola parte di risparmio raccolto dal gruppo bancario che la controlla e molto da clienti terzi, tanto che alla nuova piattaforma con Generali sarebbe pronta a dare un mandato per gestire circa 1.200 miliardi di euro. La proprietà dei rispettivi asset finanziari rimarrebbe in capo a Generali da una parte e Natixis dall’altra. L’obiettivo della joint venture sarebbe la dimensione, circa 2.000 miliardi, che permetterebbe di ridurre i costi, di attrarre gestori talentuosi e nuovo capitale di terzi da gestire. La governance della joint venture prevederebbe per i primi cinque anni un ceo indicato da Generali (rinnovabile per la stessa durata) e per i successivi cinque anni un ceo indicato dai francesi.

L’operazione, se andrà avanti, dovrà però passare lo scrutinio della legge sul golden power, che affida al governo poteri speciali su attività strategiche come il risparmio. E il governo Meloni è molto attento a non concedere favori ai colleghi di altri Paesi. Specie se transalpini.

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