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Governo sulle pensioni: “Sterilizziamo i tre mesi in più”. Ma servono 4 miliardi

Il ministro dell'Economia Giorgetti alla Camera e il sottosegretario Durigon (ansa)

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Il ministro dell’Economia interviene sulla questione aperta dalla Cgil contro Inps. E blocca il decreto. Itinerari previdenziali: “Sistema in equilibrio, ma attenti alla demografia”
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ROMA – I requisiti per la pensione, sia di vecchiaia che anticipata, non aumenteranno di 3 mesi dal 2027 come pure accadrebbe in base alla crescita della speranza di vita stimata dall’Istat. E appena ufficializzata dalla Ragioneria generale dello Stato: 3 mesi in più dal 2027 e altri 3 mesi dal 2029. Aumento anticipato da Inps e poi cancellato dopo la denuncia Cgil. A spegnere le braci sotto una questione spinosissima è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Io sono per sterilizzare gli aumenti”. E quindi per congelarli coprendoli con risorse pubbliche.

Il pasticcio spiegato dal ministro

“Nessun pasticcio”, spiega Giorgetti all’Ansa. “Semplicemente ci sono dei documenti tecnici, adesso dobbiamo aspettare i dati definitivi che darà l'Is…

ROMA – I requisiti per la pensione, sia di vecchiaia che anticipata, non aumenteranno di 3 mesi dal 2027 come pure accadrebbe in base alla crescita della speranza di vita stimata dall’Istat. E appena ufficializzata dalla Ragioneria generale dello Stato: 3 mesi in più dal 2027 e altri 3 mesi dal 2029. Aumento anticipato da Inps e poi cancellato dopo la denuncia Cgil. A spegnere le braci sotto una questione spinosissima è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Io sono per sterilizzare gli aumenti”. E quindi per congelarli coprendoli con risorse pubbliche.

Il pasticcio spiegato dal ministro

“Nessun pasticcio”, spiega Giorgetti all’Ansa. “Semplicemente ci sono dei documenti tecnici, adesso dobbiamo aspettare i dati definitivi che darà l'Istat presumo a marzo. Io ho dato indicazione alla Ragioneria di aspettare con i decreti direttoriali perché la politica giustamente avrà tutto il tempo per fare le sue riflessioni e sterilizzare eventualmente questo aumento".

“L’aumento è nelle prerogative della politica. Questo è l'andamento che viene certificato dall’Istat e dall’evoluzione demografica. Ma non c’è e non ci sarà nessun decreto direttoriale finché la politica non si esprimerà e deciderà come comportarsi”.

Quanto costerebbe la sterilizzazione

Le prime stime, di fonti sindacali, valutano che per bloccare il gradino dei 3 mesi che scatterebbe nel biennio 2027-2028 – portando il requisito per la vecchiaia a 67 anni e 3 mesi dai 67 di oggi e quello per l’anticipata a 43 anni e 1 mese di contributi dai 42 anni e 10 mesi di oggi (un anno in meno per le donne) – servirebbero 1,8 miliardi nel 2027 e poi altri 2,3 miliardi nel 2028. E quindi un totale di oltre 4 miliardi. Ma la questione è complessa, visto che il blocco non sarebbe strutturale. Cosa accadrebbe poi nel 2029?

Il sistema è in equilibrio?

“Niente allarmismi sulle pensioni: il sistema è sostenibile”, dice Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali, presentando il suo XII Rapporto alla Camera dei deputati. “Ma servono scelte coerenti con la demografia perché in un Paese che invecchia bisogna porre un freno agli anticipi pensionistici e all’eccessiva commistione tra previdenza e assistenza”. Nel 2023 il rapporto tra lavoratori e pensionati era il miglior della serie storica tracciata dal Rapporto: 1,4636, grazie all’aumento dell’occupazione. “La soglia della semi sicurezza pari a 1,5 è ancora da raggiungere”, dice Brambilla.

Le pensioni nel 2023

Il numero dei pensionati si mostra di nuovo in risalita nel 2023, secondo il Rapporto di Brambilla, elaborato su dati Inps. Sono 16 milioni e 230 mila, contro i 16 milioni e 131 mila del 2022 e i 16 milioni tondi del 2018, anno con il numero più basso di sempre. Su 3,63 residenti italiani almeno uno è pensionato. “Il picco dell’invecchiamento della nostra popolazione verrà toccato nel 2045”.

Il 51,6% dei pensionati è rappresentato da donne che ricevono anche l’85,8% delle pensioni di reversibilità. Nel 2023 l’Inps ha pagato quasi 23 milioni di prestazioni: 17,8 milioni di pensioni (1,4 per ciascun pensionato), 4,5 milioni di pensioni assistenziali e 627 mila prestazioni indennitarie Inail. Tra 2008 e 2023 le pensioni sono diminuite del 5%, i trattamenti assistenziali aumentati del 10%.

La speranza di vita

Secondo Brambilla, sarebbe opportuno “bloccare l’adeguamento automatico dell’anzianità contributiva agli attuali 42 anni e 10 mesi per gli uomini e un anno in meno per le donne”. E prevedere “un superbonus per quanti scelgono di restare al lavoro fino ai 71 anni di età”. Ma non sarebbe opportuno, come il governo Meloni sembra ora disposto a fare, sterilizzare anche gli adeguamenti dell’età di uscita. Né quelli del coefficiente di trasformazione, il multiplo che trasforma l’ultimo stipendio in pensione. Nel 2025 diminuisce, ad esempio, ed abbassa la pensione.

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