Noleggio con conducente, Tar sospende decreto del governo: danno a utenti. I taxi: sarà battaglia
di Aldo FontanarosaROMA – Il decreto del governo sul Noleggio con conducente (Ncc) –sospettato di penalizzare questo servizio e di favorire i tassisti – viene ora fermato dal Tar del Lazio.
I giudici amministrativi del Tar sospendono largamente il decreto (il numero 226 del 16 ottobre 2024) accogliendo il ricorso dall’Associazione Imprenditori Mobilità Sostenibile (l’Aims).
La tesi dell’ordinanza del Tar è che il decreto governativo ponga “vincoli e limiti non ragionevoli e proporzionati all’attività di Ncc”. Questo, in contrasto con la legge (la 21 del 1992) e con le sentenze della Corte Costituzionale (come la 56 del 2020).
Il diario di bordo
Il decreto, come era diritto del governo, regola il “foglio di servizio elettronico”. E’ una specie di diario di bordo che l’autista Ncc deve aggiornare, indicando ad esempio targa del veicolo, nome del conducente, orario di fine e inizio del servizio, destinazione del viaggio.
Nell’ordinanza, il Tar spiega che il governo non si limita certo a disciplinare “il fo…
ROMA – Il decreto del governo sul Noleggio con conducente (Ncc) –sospettato di penalizzare questo servizio e di favorire i tassisti – viene ora fermato dal Tar del Lazio.
I giudici amministrativi del Tar sospendono largamente il decreto (il numero 226 del 16 ottobre 2024) accogliendo il ricorso dall’Associazione Imprenditori Mobilità Sostenibile (l’Aims).
La tesi dell’ordinanza del Tar è che il decreto governativo ponga “vincoli e limiti non ragionevoli e proporzionati all’attività di Ncc”. Questo, in contrasto con la legge (la 21 del 1992) e con le sentenze della Corte Costituzionale (come la 56 del 2020).
Il diario di bordo
Il decreto, come era diritto del governo, regola il “foglio di servizio elettronico”. E’ una specie di diario di bordo che l’autista Ncc deve aggiornare, indicando ad esempio targa del veicolo, nome del conducente, orario di fine e inizio del servizio, destinazione del viaggio.
Nell’ordinanza, il Tar spiega che il governo non si limita certo a disciplinare “il foglio di servizio elettronico”, al contrario. Il decreto – “indebitamente” – regola “organizzazione e svolgimento dell’attività di noleggio con conducente”.
Il Tar spiega, più in concreto, che il decreto pone un divieto alle società di Ncc. Queste società non possono stringere accordi con piattaforme che fanno tra intermediarie tra domanda e offerta del servizio Ncc.
Le possibilità di spostamento
Questo paletto del decreto non piace al Tar perché imbriglia l’attività Ncc a danno della concorrenza; favorisce i tassisti danneggiando alla fine anche il consumatore finale, privato di una possibilità di spostamento (Ncc).
L’ordinanza del Tar contesta anche un secondo paletto del decreto, che di fatto impedisce all’autista Ncc di accendere il motore e iniziare il servizio, prima che siano passati 20 minuti dalla prenotazione.
Anche qui i giudici del Tar parlano di una “compressione ingiustificata della libertà d’impresa” degli Ncc.
Compressione della libertà che prende corpo anche quando il decreto stabilisce che una vettura Ncc può partire per il servizio quando rientra nella rimessa una seconda vettura Ncc della stessa società fornitrice del servizio.
I taxi
Le organizzazioni sindacali dei tassisti e associazioni di categoria che insieme a diverse strutture Radio taxi "si sono costituite in giudizio, prendono atto delle ordinanze con le quali il Tar Lazio ha parzialmente sospeso il decreto del ministero dei Trasporti. Contesteremo tali decisioni e ci appelleremo con i mezzi che ci mette a disposizione l'ordinamento affinché sia confermata la legittimità di misure che sono state adottate per arginare all'interno del settore Ncc chi opera in modo abusivo o comunque in contrasto con la legge nazionale, le singole leggi regionali e i regolamenti locali".
"Non condividiamo la maggior parte delle argomentazioni utilizzate dai giudici amministrativi e le riteniamo del tutto fuori fuoco rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente già ritenuta legittima, sul punto, dalla Corte costituzionale", aggiungono.