Manovre in corso in vista dell’elezione del nuovo presidente dell’Aiscat. La designazione è attesa in primavera, ma la partita è già iniziata. Attualmente l’associazione di categoria dei concessionari autostradali è governata da un triumvirato di vicepresidenti: l’amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi, il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, e l’ad di Astm Umberto Tosoni.
Negli ultimi giorni sarebbe già partito un sondaggio per individuare i candidati che si contenderanno il posto rimasto vuoto dopo l’uscita di Diego Cattoni. Tra i nomi di peso ci sono Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e ora assessore al Welfare della Regione Lombardia, insieme a Guido Burchi, ex ad delle Autostrade venete e della Metropolitana milanese, e Vincenzo Fortunato, già capo di gabinetto dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Da un primo giro di consultazioni tra i concessionari ci sarebbe già un consenso convergente sulla figura di Fortunato, che ha lavorat…
Manovre in corso in vista dell’elezione del nuovo presidente dell’Aiscat. La designazione è attesa in primavera, ma la partita è già iniziata. Attualmente l’associazione di categoria dei concessionari autostradali è governata da un triumvirato di vicepresidenti: l’amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi, il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, e l’ad di Astm Umberto Tosoni.
Negli ultimi giorni sarebbe già partito un sondaggio per individuare i candidati che si contenderanno il posto rimasto vuoto dopo l’uscita di Diego Cattoni. Tra i nomi di peso ci sono Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e ora assessore al Welfare della Regione Lombardia, insieme a Guido Burchi, ex ad delle Autostrade venete e della Metropolitana milanese, e Vincenzo Fortunato, già capo di gabinetto dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Da un primo giro di consultazioni tra i concessionari ci sarebbe già un consenso convergente sulla figura di Fortunato, che ha lavorato anche al fianco di Mario Monti quando nel 2011 l’allora premier tenne per sé l’interim all’Economia prima di cederlo a Vittorio Grilli. Nel curriculum di Fortunato c’è anche una parentesi al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quando il dicastero era guidato da Antonio Di Pietro.
È tra il Mef e il Mit che “Enzo”, come lo chiamano a via XX settembre, è diventato un punto di riferimento per le istituzioni in materia di norme, concessioni e piani economico-finanziari. Oggi può vantare ottimi rapporti con Gaetano Caputi, capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni, che è stato suo “allievo”.
Se i sondaggi sono partiti, tuttavia la procedura per arrivare alla scelta del presidente deve ancora iniziare. L’iter prevede che il consiglio direttivo di Aiscat nomini un comitato di saggi, i quali a loro volta saranno chiamati a vagliare una serie di candidature. Una volta sondata la disponibilità della rosa dei nomi selezionati spetterà sempre a loro stilare una lista con uno o più candidati da sottoporre al voto.
L’occasione si presenterà ad aprile-maggio, quando toccherà all’assemblea dell’Aiscat sottoporre ai soci la scelta del futuro presidente: l’investitura ricadrà sul nome selezionato o su quello che avrà raccolto più consensi se ci sarà più di un candidato
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