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Generali, il collegio sindacale scrive al cda: “Tempi troppo stretti per il voto su Natixis”

L'amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet

 

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I temi caldi sul tavolo del cda di oggi: dalle decisioni che rimarranno in seno al consiglio della compagnia italiana fino alle valutazioni delle masse gestite
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MILANO – Il consiglio di amministrazione di Generali che si apre alle 14,30 di lunedì 20 gennaio si preannuncia caldo. Sul tavolo c’è il dossier Natixis, una joint venture nell’asset management che sta creando non pochi malumori tra i grandi azionisti privati del Leone di Trieste, e cioè il gruppo Caltagirone e il gruppo Delfin. L’operazione è stata approvata domenica 19 dal Comitato Investimenti, composto da sei consiglieri e con il voto contrario di Stefano Marsaglia dopo ampia discussione. Marsaglia era stato nominato dalla lista di maggioranza presentata da Francesco Gaetano Caltagirone nel 2022, in sostituzione dello stesso imprenditore romano che era stato inizialmente eletto.

La discussione accesa si ripresenterà in seno al cda in particolare su alcuni punti che…

MILANO – Il consiglio di amministrazione di Generali che si apre alle 14,30 di lunedì 20 gennaio si preannuncia caldo. Sul tavolo c’è il dossier Natixis, una joint venture nell’asset management che sta creando non pochi malumori tra i grandi azionisti privati del Leone di Trieste, e cioè il gruppo Caltagirone e il gruppo Delfin. L’operazione è stata approvata domenica 19 dal Comitato Investimenti, composto da sei consiglieri e con il voto contrario di Stefano Marsaglia dopo ampia discussione. Marsaglia era stato nominato dalla lista di maggioranza presentata da Francesco Gaetano Caltagirone nel 2022, in sostituzione dello stesso imprenditore romano che era stato inizialmente eletto.

La discussione accesa si ripresenterà in seno al cda in particolare su alcuni punti che possono essere così elencati. In primo luogo i tempi: il collegio sindacale presieduto da Carlo Schiavone ha scritto domenica, cinque minuti prima che iniziasse il Comitato investimenti, dicendo che la tempistica per prendere una delibera al cda di lunedì è troppo stretta, anche considerando che le fairness opinion dei quattro advisor finanziari (tra cui Mediobanca, azionista di Generali con il 13%) sono arrivate solo la stessa domenica.

Un tema sostenuto anche da alcuni amministratori indipendenti che avrebbero chiesto la possibilità di nominare un advisor terzo e indipendente per valutare dal loro punto di vista i termini dell’operazione.

Il secondo tema sembra ancora più spinoso e riguarda le future delibere su argomenti delicati e che riguardano gli investimenti delle riserve tecniche degli assicurati Generali. Fino a oggi le decisioni più importanti, quelle superiori a 250 milioni, sono passate per il cda della compagnia, tra cui anche il tema sensibile della quantità di titoli pubblici italiani da acquistare. In futuro, se le decisioni di investimento dovessero scendere di un piano, a livello della joint venture Generali-Natixis, sarà ancora così? Il punto non sembra ancora chiarito.

Poi c’è il tema delle valutazioni, considerando che i mandati di gestione che Generali da una parte e Natixis dall’altra apporterebbero, sono di natura diversa. Generali ha una raccolta assicurativa, forte e stabile, 7-8 miliardi all’anno, molto appetita e che deve essere gestita in maniera molto prudenziale anche per rispondere alle regole dell’authority di settore, l’Ivass. Natixis ha invece poca produzione interna e assicurativa e molta raccolta da investitori istituzionali terzi, con una forte presenza in Usa. E’ giusto che ai fini di determinare i pesi della joint venture i due tipi di mandati vengano valutati con gli stessi multipli, come se fossero della stessa natura?


C'è poi un tema molto tecnico che si ricollega al primo, e riguarda gli immobili. Per motivi di assorbimento di capitale alcuni immobili di proprietà di Generali sono iscritti nei fondi delle riserve tecniche e non direttamente a bilancio. E dunque, in futuro, l’acquisto e la vendita di immobili di prestigio, che possono determinare la performance dell’asset manager, saranno decisi dalla piattaforma comune o dovranno ancora passare a monte per il cda Generali?

Infine in discussione c’è anche l’assetto di governance della nuova società: 50% a testa con contratti di gestione delle masse di durata settennale senza possibilità di recesso. La guida della joint venture sarebbe affidata per i primi cinque anni a un manager scelto da Generali che potrebbe essere rinnovato per i successi cinque anni al raggiungimento di alcuni obbiettivi prestabiliti. Nei successivi cinque anni spetta a Natixis scegliere chi siederà al comando della joint venture.

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