Il cda di Generali approva l’operazione con Natixis
Andrea Greco e Giovanni PonsLa Torre Generali progettata dall'architetto anglo-iraniana Zaha Hadid nel quartiere milanese di Citylife. REUTERS/ Stefano Rellandini/File Photo
(reuters)milano — Il consiglio di amministrazione di Generali ha approvato l’accordo con la francese Natixis sull’affidamento in gestione di 1.850 miliardi di risparmio dei due gruppi. La votazione finale non è stata unanime, 10 favorevoli e tre contrari: Stefano Marsaglia, Flavio Cattaneo e Marina Broggi hanno fatto mettere a verbale la loro contrarietà. La lettera del collegio sindacale presieduto da Carlo Schiavone, che alla vigilia ammoniva sulla ristrettezza dei tempi per arrivare a una decisione consapevole, non è stata raccolta dal cda del Leone di Trieste.
Stamattina alle 7 è prevista l’uscita del comunicato stampa con qualche dettaglio in più sull’operazione che prevede la costituzione sotto il diritto olandese di una joint venture al 50% tra Generali Investment Holding e Natixis Investment Partners. La proprietà delle masse (650 miliardi Generali, 1.200 Natixis) resta in capo ai rispettivi proprietari e agli investitori terzi già clienti dei due gruppi. La nuova società comune otte…
milano — Il consiglio di amministrazione di Generali ha approvato l’accordo con la francese Natixis sull’affidamento in gestione di 1.850 miliardi di risparmio dei due gruppi. La votazione finale non è stata unanime, 10 favorevoli e tre contrari: Stefano Marsaglia, Flavio Cattaneo e Marina Broggi hanno fatto mettere a verbale la loro contrarietà. La lettera del collegio sindacale presieduto da Carlo Schiavone, che alla vigilia ammoniva sulla ristrettezza dei tempi per arrivare a una decisione consapevole, non è stata raccolta dal cda del Leone di Trieste.
Stamattina alle 7 è prevista l’uscita del comunicato stampa con qualche dettaglio in più sull’operazione che prevede la costituzione sotto il diritto olandese di una joint venture al 50% tra Generali Investment Holding e Natixis Investment Partners. La proprietà delle masse (650 miliardi Generali, 1.200 Natixis) resta in capo ai rispettivi proprietari e agli investitori terzi già clienti dei due gruppi. La nuova società comune otterrà un mandato di gestione delle masse per 7 anni, non revocabile.
L’ad sarà per i primi 5 anni di nomina Generali, rinnovabili per altri 5 se raggiungerà determinati obbiettivi di business. Nei cinque anni successivi l’indicazione dell’ad spetterà ai francesi. La decisione su dove investire i soldi degli assicurati continuerà a essere presa da Gih, controllata da Generali e regolata dall’Ivass. Alla nuova società di gestione spetterà invece l’esecuzione delle direttive cercando i migliori prodotti a disposizione in casa e sul mercato. L’approvazione del via libera, come mostrano le sei ore di consiglio e il voto contrario dei tre membri che nel 2022 erano espressi dalla lista antagonista presentata del socio Francesco Gaetano Caltagirone, non è stata una passeggiata. Per buona parte del tempo il management guidato da Philippe Donnet è stato sottoposto alle domande di chiarimento dei tre consiglieri dissenzienti. Secondo indiscrezioni ritenute attendibili i dubbi hanno riguardato vari punti, iniziando dalla natura dell’accordo, se preliminare o definitivo.
Sembra che un nuovo passaggio in cda Generali, dopo il nulla osta dei francesi, si renderà necessario solo se saranno apportate modifiche o integrazioni sostanziali al documento approvato ieri. Un altro punto cruciale della discussione ha riguardato il mantenimento, in seno al cda Generali, delle decisioni sulle operazioni superiori ai 250 milioni di euro. Questo passaggio sembra sia stato confermato dal management e dai quattro advisor, Citi, Mediobanca, Ardea e Zaoui, ma qualche dubbio è stato sollevato dai legali esperti di diritto francese e olandese. Il punto potrebbe essere negoziato ulteriormente con la controparte francese. Approvata la delibera dal cda Generali ora potrà partire l’interlocuzione con le autorità competenti, in particolare con il governo italiano a cui l’accordo dovrà essere notificato ai fini dell’eventuale applicazione dei poteri speciali (legge Golden power) riservati ai settori strategici.