MILANO – Unicredit sarebbe pronta ad abbandonare l'operazione su Commerzbank se non ne vedesse il valore. Lo spiega in un'intervista a Bloomberg Tv, a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos, il ceo del gruppo italiano, Andrea Orcel. "Le fusioni e acquisizioni aggiungono valore se vengono effettuate alle giuste condizioni, al momento giusto e nel modo giusto. Altrimenti, bisogna starsene alla larga", ha spiegato. Secondo il manager non c’è "nessuna fretta di decidere, Unicredit può abbandonare l'accordo con Commerzbank se non vede valore".
Le tre opzioni iniziali
Non è la prima volta che il banchiere parla di disinvestimento dal capitale della tedesca come una possibilità, anche se non con questo tono. Lo scorso autunno, quando Unicredit aveva rilevato il 9,9% di Commerz, Orcel aveva detto che a quel punto per loro si aprivano tre alternative: restare partner dei tedeschi con una quota importante del capitale, procedere con una fusione (ma solo con il bene placito di tutte le parti) oppure uscire dal capitale se l’investimento avesse smesso di creare valore, incassando una plusvalenza importante grazie al rally del titolo. Da allora lo scenario però è cambiato, a partire dall’offerta lanciata su Banco Bpm che ha riacceso il risiko bancario nazionale.
Orcel: operazione su Commerz è eccellente per tutti
A Davos Orcel ha difeso la mossa fatta, precisando che, a suo giudizio, "l'operazione Commerzbank è eccellente per la Germania, per entrambe le banche che sono complementari, per gli azionisti ma anche per i clienti”. Si è detto sorpreso dall'opposizione che l'operazione ha incontrato in Germania, dopo che inizialmente c'erano state interlocuzioni sia con la dirigenza della banca tedesca che con il governo per acquistare la quota statale nell'istituto. "Commerzbank è stata la prima telefonata che abbiamo avuto al mattino per fare il punto della situazione", dopo aver acquisito un'importante partecipazione. "Da lì si è passati alla sorpresa. Immaginate la nostra, e poi si è passati all'ostilità o all'opacità", ha raccontato. "Siamo stati invitati, in realtà, dal governo, in quanto unici strategici ad acquistare la loro quota: eravamo la migliore offerta e ci è stato chiesto di farne un'altra a un prezzo maggiorato per ottenere l'intera quota. Ora non capisco bene quale sia esattamente il punto del dibattito". Al momento, ha aggiunto l'ad di Unicredit, l'operazione è in una fase di stallo: “Dopo le elezioni tedesche, spero di poter avere un'interazione".
Fiducioso di poter convincere il governo su Banco Bpm
Oltre alla campagna in Germania, Piazza Gae Aulenti è impegna in Italia con l’offerta pubblica di scambio lanciata su Banco Bpm, il terzo istituto del Paese. L’ops valorizza il titolo 6,65 euro, cifra che non ha soddisfatto il gruppo guidato da Giuseppe Castagna. È "prematuro" dire se Unicredit ritoccherà i termini, ha precisato Orcel dalla Svizzera, aggiungendo che l'offerta attuale è un giusto "punto di partenza". L’operazione non è piaciuta al governo, che vedeva nel Banco un ottimo partner per Mps in un eventuale terzo polo bancario dietro a Intesa Sanpaolo e alla stessa Unicredit. Nonostante i malumori romani, Orcel è sembrato piuttosto ottimista di poter convincere il governo italiano e nel trovare una soluzione che soddisfi tutti gli investitori. Il golden power rappresenta “un'opportunità per sedersi al tavolo", ha detto, ma è anche un'occasione per evidenziare tutti gli elementi dell'operazione. L’ad ha aggiunto che la banca ha molti interessi e punti di contatto con Crédit Agricole, azionista francese del Banco, con cui c'è stato un dialogo continuo. Infine il banchiere ha assicurato che l'impegno verso le pmi, elemento che maggiormente preoccupa il governo, rimane.
Dopo tre anni al comando, ora per Orcel è tempo di m&a
Guardando all’anno che ha davanti, Orcel ha una discreta aspettativa sul fatto che Unicredit possa crescere “molto” grazie alle operazioni di m&a, attribuendo a questo scenario "più del 50%. Stiamo cercando di fare è connettere opportunità con interessi". E rivolgendo uno sguardo al passato ha aggiunto: "Sono stato criticato per tre anni perché non guardavamo alle acquisizioni ma pensavo fermamente che prima era importante liberare il potenziale che avevamo nel gruppo. Ora, se dobbiamo guardare a mercati chiave dove rafforzarci e fare la differenza, guardiamo a Germania, Italia e anche Polonia e il caso ha voluto che si siano aperte delle opportunità in questi mercati", ha puntualizzato. “Poi se non si riuscirà bene ma bisogna provarci”. Alla domanda se sia più fiducioso di crescere tramite l'acquisizione di Commerzbank o Banco Bpm, Orcel ha risposto "non lo so, vedremo".