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Von der Leyen risponde a Trump: “Il mondo sta cambiando ma l’Europa è pronta”

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A Davos la presidente della Commissione prova a dare all’Europa una voce comune all’altezza della sfida: “Ma dobbiamo cambiare il modo in cui agiamo”. Il piano in tre punti per la competitività
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DAVOS – “Le regole dei rapporti internazionali stanno cambiando, ma l’Europa è pronta”. A poche ore dal ritorno di Donald Trump e dell’America First alla Casa Bianca, la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen prova a dare una voce unica all’Europa, e soprattutto all’altezza della sfida. Lo fa al World Economic Forum di Davos, dove l’elite globale e globalista prova a prendere le misure del nuovo ordine. E quasi tutti riconoscono che l’Europa rischia di essere schiacciata dalla competizione tra superpotenze, come ha detto ieri il premier francese Bayrou e ancora prima Mario Draghi nel suo rapporto.

Il piano in tre punti per la competitività

Proprio attingendo a piene mani dal rapporto Draghi, ma anche da quello sul mercato unico di Enrico Letta, Von der Leyen dice che la “sfida per l’Europa comincia in casa” e anticipa la Bussola per la competitività che la Commissione presenterà la prossima settimana e sarà il copione della sua azione nei prossimi cinque anni. Il focu…

DAVOS – “Le regole dei rapporti internazionali stanno cambiando, ma l’Europa è pronta”. A poche ore dal ritorno di Donald Trump e dell’America First alla Casa Bianca, la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen prova a dare una voce unica all’Europa, e soprattutto all’altezza della sfida. Lo fa al World Economic Forum di Davos, dove l’elite globale e globalista prova a prendere le misure del nuovo ordine. E quasi tutti riconoscono che l’Europa rischia di essere schiacciata dalla competizione tra superpotenze, come ha detto ieri il premier francese Bayrou e ancora prima Mario Draghi nel suo rapporto.

Il piano in tre punti per la competitività

Proprio attingendo a piene mani dal rapporto Draghi, ma anche da quello sul mercato unico di Enrico Letta, Von der Leyen dice che la “sfida per l’Europa comincia in casa” e anticipa la Bussola per la competitività che la Commissione presenterà la prossima settimana e sarà il copione della sua azione nei prossimi cinque anni. Il focus, spiega, sarà “aumentare la produttività chiudendo il gap di innovazione” e “coniugare competitività e transizione verde”.

Ci saranno tre priorità, anticipa Von der Leyen. La prima è mobilitare la finanza privata al servizio dell’innovazione, completando l’Unione dei capitali con la creazione di “strumenti comuni di risparmio e investimento”. La seconda sono le semplificazioni, a cui si lavorerà creando un 28esimo regime societario che valga in tutti i Paesi europei e permetta di superare le barriere regolatorie che ancora esistono dentro l’Unione. La terza è l’energia, dove Von der Leyen parla di investimenti in rinnovabili – compreso il nucleare – ma anche, sebbene in modo generico, di ristrutturazione del mercato energetico comune. Manca la parte sulle nuove risorse pubbliche europee, necessarie per sostenere i costi della transizione: sul punto la resistenza dei Paesi frugali appare al momento insuperabile.

L’ultima parte del suo discorso è una difesa a spada tratta della cooperazione tra Paesi, in campo climatico e non solo. Gli accordi di Parigi, da cui Trump ha di nuovo ritirato gli Stati Uniti, sono “la migliore speranza dell’umanità”, dice la presidente dalla Commissione, che poi parla dei trattati di libero scambio che l’Unione sta negoziando con Mercosur (quasi concluso) e Indonesia, e tende una mano anche alla Cina, dicendo che l’Europa continuerà a mitigare i rischi di dipendenza industriale ma questo non esclude di “rafforzare i legami commerciali e di investimento” sulla base della reciprocità.

“Saremo pragmatici e pronti a negoziare, ma i nostri valori non cambiano – ha concluso Von der Leyen riferendosi a Trump –, per difenderli in un mondo che cambia però dobbiamo cambiare il nostro modo di agire”.

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