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Apple domina la classifica dei marchi: vale 574 miliardi. Tra le italiane vince Generali

Il ceo di Apple, Tim Cook, durante l'insediamento di Donald Trump a Washington 

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La classifica di Brand Finance presentata a Davos. Microsoft e Google chiudono il podio. Il balzo dell’IA, scende Tesla
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MILANO – Mela su, Tesla giù. Al forum di Davos, Brand Finance ha portato la sua analisi sul valore dei marchi globali del 2025. Una classifica che viene dominata da Apple, e in generale dal filone tecnologia-Intelligenza artificiale.
La società degli iPhone siede su un valore di 574,5 miliardi di dollari, capaci di crescere dell’11,2% rispetto all’anno precedente. Il marchio spiega dunque il 16% della potenza di fuoco complessiva del gruppo di Cupertino: con un valore di oltre 3.200 miliardi di dollari, infatti, Apple è anche l’impresa con il maggiore valore assoluto di asset intangibili non a bilancio, pari al 97% di tutto il valore dell’azienda.

La Mela mantiene Microsoft al secondo posto (461 miliardi di dollari) in un podio che viene chiuso da Google (413,0 miliardi di dollari, in crescita del 24%), seguita da Amazon (356,4 miliardi di dollari, +15%) e la multinazionale Usa del commercio al dettaglio Walmart (137,2 m…

MILANO – Mela su, Tesla giù. Al forum di Davos, Brand Finance ha portato la sua analisi sul valore dei marchi globali del 2025. Una classifica che viene dominata da Apple, e in generale dal filone tecnologia-Intelligenza artificiale.
La società degli iPhone siede su un valore di 574,5 miliardi di dollari, capaci di crescere dell’11,2% rispetto all’anno precedente. Il marchio spiega dunque il 16% della potenza di fuoco complessiva del gruppo di Cupertino: con un valore di oltre 3.200 miliardi di dollari, infatti, Apple è anche l’impresa con il maggiore valore assoluto di asset intangibili non a bilancio, pari al 97% di tutto il valore dell’azienda.

La Mela mantiene Microsoft al secondo posto (461 miliardi di dollari) in un podio che viene chiuso da Google (413,0 miliardi di dollari, in crescita del 24%), seguita da Amazon (356,4 miliardi di dollari, +15%) e la multinazionale Usa del commercio al dettaglio Walmart (137,2 miliardi di dollari, +42%). Se si guarda invece al complesso dei valori intangibili, Microsoft e Nvidia ne mostrano per valori appena inferiori ai 3.000 miliardi di dollari e Alphabet segue con valore intangibile oltre i 1.600 miliardi.

Brand Finance ha anche analizzato quali marchi sono cresciuti di più negli ultimi anni: in testa TikTok con +79% e una valutazione del marchio di 105,8 miliardi (dai 59 miliardi di dollari del 2022), seguono le società del gioco d'azzardo DraftKings (Usa) a 5,1 miliardi, in aumento rispetto ai 18 milioni del 2020, e FanDuel (7 miliardi, in aumento rispetto ai 56 milioni del 2020). Poi i colossi informatici Nvidia (87,9 miliardi, in aumento rispetto a 4,7 miliardi) e Amd (11 miliardi da 1,4 miliardi di quattro anni prima). In classifica tra gli exploit più rilevanti anche il produttore di semiconduttori taiwanese Tsmc (34,2 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 8,6 miliardi di dollari del 2020) e l'azienda cinese dell'automotive Byd (14,0 miliardi nel 2025, in aumento rispetto ai 3,1 miliardi del 2020).

"La nostra analisi sui marchi che sono cresciuti di più dal 2020 rivela che le aziende tecnologiche non hanno il monopolio della crescita sostenuta dei marchi. Ciò rafforza anche un'altra tendenza globale: come marchi cinesi come TikTok, Pinduoduo e Byd guidano la carica creando valore e sfidando i leader dei marchi più affermati", ha spiegato David Haigh, fondatore e ceo di Brand Finance. “Lo scarso peso dei brand italiani tra i 500 top brand del mondo è dovuto da un lato alla dimensione medio piccola della maggior parte imprese italiane che così investono poco sui brand e sugli altri asset intangibili, dall’altro dalla tipologia di business delle principali aziende italiane in cui il peso degli intangibili a livello globale è tradizionalmente basso perché con limitate prospettive di crescita - come il settore bancario, utility e oil & gas, rispetto a settori come i tecnologici o anche l’aerospazio & difesa”, ha aggiunto Massimo Pizzo senior consultant di Brand Finance.

Nel dettaglio dei marchi del Belpaese, Generali si trova al primo posto e guadagna ben 56 posizioni in classifica (125esima nel rank generale) con quasi 17 miliardi di dollari di valore. Seguono poi Ferrari (14,4 miliardi al 158esimo posto) e Gucci in caduta di 75 posizioni a quota 11,4 miliardi. Gli altri sono Intesa Sanpaolo, Enel, Poste Italiane, Eni, Conad, Prada, Tim, Armani, Ray-Ban (parte di Luxottica) e Barilla.

Tra le altre peculiarità della classifica, spicca – come riporta Cnbc – la caduta di valore del marchio Tesla nonostante il recupero azionario che ha seguito la cavalcata elettorale del tandem Musk-Trump: è sceso del 26% nel 2024, secondo calo annuale consecutivo, con fattori tra cui una gamma di veicoli obsoleta e "l'antagonismo" proprio del ceo. Il valore del marchio Tesla ora si attesta a circa 43 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 58,3 miliardi di dollari di inizio 2024 e ai 66,2 miliardi di dollari di inizio 2023. Toyota è il marchio automobilistico più prezioso con 64,7 miliardi di dollari, seguito da vicino da Mercedes con 53 miliardi di dollari.

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