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La corte d’appello dà ragione a Tim: il governo deve pagare subito un miliardo di risarcimento

Pietro Labriola, amministratore delegato e dg di Tim 

 (reuters)

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Il giudice di secondo grado esclude la sospensiva della sentenza, ora la società ha più forza negoziale e può agire per incassare il maxicredito senza fare sconti. La partita di Sparkle
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MILANO – La corte di appello di Roma dà ragione a Tim e respinge la richiesta avanzata dalla presidenza del Consiglio di sospendere il pagamento da circa 1 miliardo dovuto alla società guidata da Pietro Labriola per la vicenda della restituzione del canone, che risale al 1998 e per cui Vodafone aveva già incassato un maxirisarcimento.

Nessuna sospensione in attesa della decisione della Cassazione

La Corte aveva rinviato all'udienza al 20 gennaio scorso, invitando Tim e il Mef a trovare un accordo transattivo che non è stato raggiunto entro questa scadenza. La stessa Corte d'appello aveva precedentemente condannato in primo grado Palazzo Chigi a pagare a Telecom Italia la somma di 528.711.476,152 euro che, considerata la rivalutazione e gli interessi, è risultata pari a 995.250.242…

MILANO – La corte di appello di Roma dà ragione a Tim e respinge la richiesta avanzata dalla presidenza del Consiglio di sospendere il pagamento da circa 1 miliardo dovuto alla società guidata da Pietro Labriola per la vicenda della restituzione del canone, che risale al 1998 e per cui Vodafone aveva già incassato un maxirisarcimento.

Nessuna sospensione in attesa della decisione della Cassazione

La Corte aveva rinviato all'udienza al 20 gennaio scorso, invitando Tim e il Mef a trovare un accordo transattivo che non è stato raggiunto entro questa scadenza. La stessa Corte d'appello aveva precedentemente condannato in primo grado Palazzo Chigi a pagare a Telecom Italia la somma di 528.711.476,152 euro che, considerata la rivalutazione e gli interessi, è risultata pari a 995.250.242,87. Va inoltre considerato che, per ogni anno di ritardo nel pagamento di questa somma dalla data del 3 aprile 2024, quando è stata pubblicata la sentenza, si producono inoltre interessi pari a 24.879.935,93 euro.

Morale: Tim, anche prima della decisione della Corte di cassazione a cui il Mef ha fatto ricorso, può chiedere al giudice l’escussione del proprio credito, questo non esclude che le parti possano comunque trovare una soluzione transattiva. Ma con la sentenza di oggi Tim ha più forza per escutere in tempi brevi oltre un miliardo di risarcimento, e con questo potere negoziale dovrebbe anche essere meno incline a fare sconti sul risarcimento a lei dovuto.

Oggi per il cda per approvare la vendita di Sparkle

Intanto oggi è atteso un cda del gruppo per valutare, tra le altre cose, il da farsi su Sparkle. Tim resta orientata a vedere al Mef e alla Retelit del fondo Asterion la società dei cavi sottomarini, ma è in attesa che l’offerta venga corredata dal finanziamento, prima di firmare l’operazione. L’operazione del valore di 700 milioni, a cui il Mef partecipa al 70%, dovrebbe essere finanziata con 100 milioni di capitale e 600 milioni di linee di credito, che ancora non sarebbero state definite.

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