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Unhcr: record di rifugiati impiegati nelle aziende italiane, 50 mila percorsi d’inserimento

Un recente sbarco di migranti al porto di Augusta, in Sicilia 

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L’iniziativa, partita nel 2017, conta ormai 959 imprese. Nel 2024 se ne sono aggiunte 253. In testa Lombardia e Piemonte e, tra i settori, i servizi. In crescita anche le costruzioni
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ROMA – Quasi mille imprese dal 2017 a oggi, con un costante aumento di anno in anno dei percorsi di inserimento lavorativo, che ormai sfiorano i 50 mila. Sicuramente a incidere sul successo del programma di inserimento lavorativo dei rifugiati promosso dall’Unhcr è stata la difficoltà di trovare lavoratori, più che la spinta umanitaria. Ma quelli che contano sono i risultati: l’Agenzia Onu per i rifugiati annuncia anzi che l’edizione 2024 del programma “Welcome. Working for Refugee Integration” ha visto un numero record di candidature aziendali, 253. Si sono tradotte in 17.310 iniziative di inclusione lavorativa per le persone rifugiate, con un forte aumento del 47% rispetto al 2023.

L’Unhcr stima che si arriverà a quasi 50.000 percorsi di inserimento dal 2017. E plaude al ruolo giocato dalle agenzie per il lavoro, che hanno contribuito al rendere effettive l’87% di queste opportunità. Anche i contratti di lavoro a tempo indeterminato hanno mostrato una crescita sostenuta, raggiungend…

ROMA – Quasi mille imprese dal 2017 a oggi, con un costante aumento di anno in anno dei percorsi di inserimento lavorativo, che ormai sfiorano i 50 mila. Sicuramente a incidere sul successo del programma di inserimento lavorativo dei rifugiati promosso dall’Unhcr è stata la difficoltà di trovare lavoratori, più che la spinta umanitaria. Ma quelli che contano sono i risultati: l’Agenzia Onu per i rifugiati annuncia anzi che l’edizione 2024 del programma “Welcome. Working for Refugee Integration” ha visto un numero record di candidature aziendali, 253. Si sono tradotte in 17.310 iniziative di inclusione lavorativa per le persone rifugiate, con un forte aumento del 47% rispetto al 2023.

L’Unhcr stima che si arriverà a quasi 50.000 percorsi di inserimento dal 2017. E plaude al ruolo giocato dalle agenzie per il lavoro, che hanno contribuito al rendere effettive l’87% di queste opportunità. Anche i contratti di lavoro a tempo indeterminato hanno mostrato una crescita sostenuta, raggiungendo il 10% dei percorsi di inclusione, rispetto al 6,61% dello scorso anno. Certo, si tratta ancora di una minima parte. Ma l’obiettivo del programma è quello di promuovere percorsi di inclusione duratura.

Il progetto Welcome si svolge in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Confindustria, Global Compact Network Italia, e con l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP). Più di tanti ragionamenti, dimostra come l’apporto degli immigrati non deve essere necessariamente come una iattura, o un costo, ma può tradursi anche in un vantaggio, se si riesce a trasformare in soluzioni “win win”.

“Con il loro coraggio, talento e determinazione, le persone rifugia – e rappresentano una straordinaria risorsa per l’Italia. – ribadisce Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino – In un momento in cui il Paese affronta una sfida demografica senza precedenti, con bassa natalità e carenza di forza lavoro, l’integrazione lavorativa dei rifugiati può essere una risposta concreta. Queste persone portano con sé esempi di professionalità che possono aiutare a colmare lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze, contribuendo allo sviluppo economico e sociale”.

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