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Il piano di von der Leyen: comprare armi, auto e gas per convincere Trump (e evitare i dazi all’Ue)

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue

 

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La presidente della Commissione Ue cerca un compromesso con il tycoon Usa per evitare le tariffe minacciate contro il Vecchio continente. The Donald: “L’Europa tratta molto male gli States”. Le ipotesi sul tavolo
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BRUXELLES – Sui dazi si può trovare un compromesso perché l’Unione europea ingaggerà la guerra commerciale con gli Usa solo se costretta. Gli annunci vulcanici di Donald Trump stanno spaventando il Vecchio continente. L’ennesimo affondo compiuto dal presidente americano dal palcoscenico di Davos secondo cui l’Europa “tratta molto male” gli States mettono a soqquadro l’abitudinario understatement di Bruxelles.

La Commissione sta allora tentando di mettere in piedi una mediazione che possa evitare il decadimento delle relazioni transatlantiche. Un negoziato basato sull’unico argomento compreso dal tycoon: i soldi. Sul piatto, secondo le simulazioni degli uffici attivati da Ursula von der Leyen, ci sono tre settori merceologici: auto, armi e gas.

L’idea, al momento tenuta riserva…

BRUXELLES – Sui dazi si può trovare un compromesso perché l’Unione europea ingaggerà la guerra commerciale con gli Usa solo se costretta. Gli annunci vulcanici di Donald Trump stanno spaventando il Vecchio continente. L’ennesimo affondo compiuto dal presidente americano dal palcoscenico di Davos secondo cui l’Europa “tratta molto male” gli States mettono a soqquadro l’abitudinario understatement di Bruxelles.

La Commissione sta allora tentando di mettere in piedi una mediazione che possa evitare il decadimento delle relazioni transatlantiche. Un negoziato basato sull’unico argomento compreso dal tycoon: i soldi. Sul piatto, secondo le simulazioni degli uffici attivati da Ursula von der Leyen, ci sono tre settori merceologici: auto, armi e gas.

L’idea, al momento tenuta riservata, è quindi di predisporre un piano che renda più facilmente importabili nell’Unione le vetture statunitensi o prodotte negli Stati Uniti. Questo del resto è stato uno degli argomenti utilizzati da Trump a Davos. Anche se i dati del commander in chief non sono esattamente in linea con i suoi proclami: le prime dieci vetture più vendute negli States sono americane o giapponesi. Per trovare un marchio europeo si deve scendere al 14° posto. Ma è vero che dagli Usa ne arrivano poche nel Vecchio continente, soprattutto a causa della scelta di Gm di lasciare il nostro mercato.

Armi e gas

L’altro capitolo che l’esecutivo europeo intende fare entrare nella trattativa riguarda l’industria delle armi. È chiaro che si tratta di un settore inevitabilmente in crescita vista l’attuale situazione internazionale. In realtà fino all’anno scorso oltre il 60 per cento di tutti gli ordini per la Difesa sono stati commissionati a industrie a Stelle e strisce. Ma a Palazzo Berlaymont sono convinti che ci può essere uno spazio ulteriore, in termini assoluti, di incrementare questo tipo di importazioni.

Il terzo punto è il gas. Sebbene negli ultimi due anni l’acquisto di Ngl americano sia cresciuto esponenzialmente per sostituire il metano russo, la Casa Bianca ritiene che si possa fare di più. Per capirci: la quantità di gas liquido Usa esportato nell’Unione è passata da poco più di 8 miliardi di metri cubi a 56 miliardi. Solo la Norvegia ne vende di più all’Ue. Ma quello che non va giù a Trump è che tra i primi acquirenti non c’è la Germania.

Nella classifica dei ‘migliori’ compratori figurano: Francia, Spagna, Olanda, Belgio e Italia. Sul tavolo quindi viene messa l’opzione di comprarne di più, in primo luogo coinvolgendo maggiormente Berlino. Solo se tutto questo non sarà sufficiente, allora l’Ue risponderà con i ‘contro-dazi’ che sono stati già predisposti parallelamente al tentativo di mediazione.

La presidente della Commissione ieri ha ribadito, lanciando un messaggio alla Casa Bianca, che l’Europa non rinuncerà al Green Deal: “È evidente che la transizione energetica pulita sta avvenendo ed è destinata a continuare. L’Europa continuerà su questa rotta”. Anzi, ritiene che la transizione non sia sufficientemente veloce. Per questo ha lanciato l’idea di istituire un Forum globale per la transizione con partner di tutti i continenti per mantenere lo slancio degli ultimi anni.

Solo se non si troverà un accordo, la guerra commerciale sarà inevitabile. “La posta in gioco è alta – ha avvertito il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis – Cercheremo il dialogo per trovare una via costruttiva”. Anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, si augura di “trovare un accordo per impedire che un braccio di ferro commerciale Ue-Usa avvantaggi altri competitor”.

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