MILANO — Un Natale di lusso, grazie alle vendite dei negozi griffati negli Stati Uniti. Questa la tendenza che emerge dai bilanci di Brunello Cucinelli, Richemont, Burberry e ieri di Ermenegildo Zegna, che ha chiuso il 2024 con ricavi preliminari in crescita a 1,94 miliardi di euro (+2,2% trainato dal +15,4% delle Americhe) grazie all’exploit dell’ultimo trimestre (+3,3% a 589 milioni di fatturato) dei punti vendita gestiti direttamente.
I conti di Lvmh dovrebbero confermare la tendenza
Oggi tocca a Lvmh annunciare i risultati del 2024, e gli analisti sono tutti concordi nel dire che anche il colosso francese comunicherà un bilancio migliore delle attese. Non a caso da inizio anno il titolo ha già recuperato il 18,2% del suo valore, tornando a una capitalizzazione di 382 miliardi che incorona il suo fondatore Bernard Arnaud, come l’imprenditore più ricco d’Europa.
MILANO — Un Natale di lusso, grazie alle vendite dei negozi griffati negli Stati Uniti. Questa la tendenza che emerge dai bilanci di Brunello Cucinelli, Richemont, Burberry e ieri di Ermenegildo Zegna, che ha chiuso il 2024 con ricavi preliminari in crescita a 1,94 miliardi di euro (+2,2% trainato dal +15,4% delle Americhe) grazie all’exploit dell’ultimo trimestre (+3,3% a 589 milioni di fatturato) dei punti vendita gestiti direttamente.
I conti di Lvmh dovrebbero confermare la tendenza
Oggi tocca a Lvmh annunciare i risultati del 2024, e gli analisti sono tutti concordi nel dire che anche il colosso francese comunicherà un bilancio migliore delle attese. Non a caso da inizio anno il titolo ha già recuperato il 18,2% del suo valore, tornando a una capitalizzazione di 382 miliardi che incorona il suo fondatore Bernard Arnaud, come l’imprenditore più ricco d’Europa.
Quanto ai risultati già annunciati, Brunello Cucinelli ha chiuso il 2024 con un fatturato in aumento del 12,2% a 1,27 miliardi, cresciuto soprattutto nelle Americhe (+17,8%); Richemont, nei primi nove mesi del suo anno fiscale ha visto i ricavi aumentare del 4% a 16,2 miliardi di euro, grazie al +22% di vendite negli Usa tra ottobre e dicembre. Burberry è invece riuscita a fare meglio delle attese nel terzo trimestre — ovvero quello del Natale — grazie al +4% delle vendite negli Usa che ha mitigato il — 9% registrato in Asia — chiudendo con 659 milioni di sterline, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo 2023 ma a — 3% a parità di cambi, dove il dollaro ha fatto la parte del leone.
Gli Usa attesi in crescita anche nel 2025
Il miglioramento delle vendite Oltreoceano registrato a fine anno, pare poi confermato anche dalle prime indicazioni di gennaio. «Nel 2025 ci aspettiamo un’evoluzione differente a seconda delle diverse aree geografiche — spiega Gildo Zegna, presidente e ad dell’omonimo gruppo —. Nelle prime settimane di gennaio abbiamo osservato una solida performance nelle Americhe e nella zona Europa, Medio Oriente e Africa (Emea), mentre ci aspettiamo che persista volatilità nella domanda dei consumatori in Cina».
Tuttavia il ritorno dei consumatori Usa, che sono i primi al mondo per consumi di lusso, è una buona notizia anche perché Zegna controlla e produce ben due marchi americani come Thom Browne e la Tom Ford Fashion.