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Dai contributi Inps alla soglia dei forfettari: le novità 2025 per il Fisco delle partite Iva

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I rimborsi del libero professionista per spese di rappresentanza diventano deducibili solo se effettuate con mezzi tracciabili
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Il 2025 presenta alcune novità significative per i liberi professionisti, con misure che rendono più accessibile l’apertura della partita Iva, specialmente per chi è agli inizi del percorso professionale. Le principali novità del 2025 per chi lavora in proprio sono cinque. Le spiega Enrico Mattiazzi, ceo e co-founder Fiscozen, la tech company per la gestione della partita Iva.

Per chi svolge lavoro dipendente, ha un contratto co.co.co o percepisce la pensione e vuole aderire al regime forfettario, ci sono delle novità?

Sì, solo per il 2025 è stata innalzata da 30.000 a 35.000 euro lordi la soglia di reddito di lavoro dipendente da percepire per la verifica dell’accesso o permanenza nel regime forfetario. Quindi, le Partite Iva in regime forfetario che hanno incassato nel 2024 redditi di lavoro subordinati fino a 34.999 euro lordi possono continuare ad usufruire del forfetario anche nel 2025.

Cosa cambia per il libero professionista che sostiene spese per rappresentanza e omaggi, in re…

Il 2025 presenta alcune novità significative per i liberi professionisti, con misure che rendono più accessibile l’apertura della partita Iva, specialmente per chi è agli inizi del percorso professionale. Le principali novità del 2025 per chi lavora in proprio sono cinque. Le spiega Enrico Mattiazzi, ceo e co-founder Fiscozen, la tech company per la gestione della partita Iva.

Per chi svolge lavoro dipendente, ha un contratto co.co.co o percepisce la pensione e vuole aderire al regime forfettario, ci sono delle novità?

Sì, solo per il 2025 è stata innalzata da 30.000 a 35.000 euro lordi la soglia di reddito di lavoro dipendente da percepire per la verifica dell’accesso o permanenza nel regime forfetario. Quindi, le Partite Iva in regime forfetario che hanno incassato nel 2024 redditi di lavoro subordinati fino a 34.999 euro lordi possono continuare ad usufruire del forfetario anche nel 2025.

Cosa cambia per il libero professionista che sostiene spese per rappresentanza e omaggi, in regime semplificato?

Queste spese diventano deducibili solo se effettuate attraverso mezzi di pagamenti tracciabili. Il libero professionista che nel 2025 paga spese di rappresentanza ed omaggi in contanti non le troverà dedotte dai suoi ricavi. In altre parole, i soggetti in regime semplificato e ordinario per potare queste spese in deduzione, quindi sottrarle dai ricavi, dovranno pagare sempre con carta, bonifico, pos e mai in contanti.

Sono un artigiano e nel 2025 desidero aprire per la prima volta la partita Iva iscrivendomi alla Gestione INPS della mia categoria. Ho diritto a dei vantaggi?

Questa è una delle novità più importanti, soprattutto in termini di nuove aperture e riguarda l’aspetto previdenziale. Per chi apre partita Iva per la prima volta nel 2025 iscrivendosi alle Gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti è possibile richiedere la riduzione contributiva del 50% per i primi 3 anni. Questo significa che i contributi fissi obbligatori da pagare all'INPS ogni anno saranno ridotti della metà, scendendo a circa 2.200 euro. Inoltre, la percentuale da calcolare sui redditi effettivamente guadagnati per versare ulteriori contributi sarà ridotta al 12%. La nuova riduzione contributiva rappresenta un’opportunità concreta per i giovani lavoratori in partita Iva, che spesso affrontano difficoltà finanziarie nelle fasi iniziali della propria attività. La possibilità di alleggerire il carico contributivo nei primi anni può rappresentare un incentivo determinante per chi si affaccia a questo mondo.

Chi desidera licenziarsi per avviare o proseguire con un’attività autonoma, ha degli aiuti in termini fiscali?

Può richiedere la NASpI anticipata, che consente di ricevere in un'unica soluzione l’importo residuo dell’indennità di disoccupazione per avviare o proseguire un’attività autonoma a determinate condizioni. La nuova regola prevede che, per accedervi, i lavoratori che si sono dimessi e sono stati successivamente assunti altrove, abbiano maturato almeno 13 settimane contributive col nuovo impiego. Questa modifica si aggiunge ai criteri già esistenti e intende da un lato incentivare un approccio più consapevole e strutturato alla transizione verso la libera professione, dall’altro disincentivare i licenziamenti strategici per ottenere il beneficio.

Sono state introdotte delle novità per le mamme lavoratrici?

Nella Legge di Bilancio 2025, trovano spazio importanti interventi legati alla genitorialità. Le madri lavoratrici con almeno due figli possono beneficiare di un esonero parziale sui contributi previdenziali e dal 2025 viene estesa anche alle libere professioniste in regime ordinario, ma non a quelle in regime forfetario. Per beneficiarne, il reddito imponibile ai fini previdenziali non deve superare i 40.000 euro annui. È previsto inoltre un bonus nuove nascite, destinato a famiglie con Isee non superiore a 40.000 euro, in forma di assegno una tantum pari a 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio di quest’anno.

L'importo del bonus asilo nido è stato aumentato a 3.600 euro per chi ha un Isee familiare inferiore ai 40.000 euro, e non è più richiesta la presenza di un figlio con meno di 10 anni nel nucleo familiare. L'indennità per il congedo parentale è stata elevata all'80% della retribuzione per tre mesi, da usufruire entro il sesto anno di vita del bambino, ma accesso ed erogazione dipendono dalla cassa previdenziale di appartenenza.

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