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L’Italia non cresce più. Pil a zero anche a fine 2024. Cala l’occupazione

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti 

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Solo +0,5% l’anno scorso, nei calcoli dell’Istat: la metà di quanto previsto dal governo. Male il lavoro per le donne che perdono 40 mila occupate a dicembre. Eurozona in stagnazione
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ROMA – L’Italia non cresce più. Anche nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, quello da ottobre a dicembre, il Pil è rimasto fermo. Era successo già nel terzo trimestre, tra tra luglio e settembre. Né la stagione estiva né quella natalizia sono riusciti a risollevare un’economia congelata con la manifattura in crisi e la cassa integrazione che avanza. I servizi aveva retto bene d’estate, ma sono andati male dopo. L’industria invece è in timida ripresa, ma non basta. Risultato, secondo Istat: crescita dimezzata allo 0,5% per l’Italia nel 2024 rispetto alle previsioni del governo Meloni. Ed eredità magra per il 2025: variazione acquisita nulla.

Industria in ripresa

Nel quarto trimestre del 2024 l’economia italiana registra, come detto, una crescita congiunturale nulla, al…

ROMA – L’Italia non cresce più. Anche nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, quello da ottobre a dicembre, il Pil è rimasto fermo. Era successo già nel terzo trimestre, tra tra luglio e settembre. Né la stagione estiva né quella natalizia sono riusciti a risollevare un’economia congelata con la manifattura in crisi e la cassa integrazione che avanza. I servizi aveva retto bene d’estate, ma sono andati male dopo. L’industria invece è in timida ripresa, ma non basta. Risultato, secondo Istat: crescita dimezzata allo 0,5% per l’Italia nel 2024 rispetto alle previsioni del governo Meloni. Ed eredità magra per il 2025: variazione acquisita nulla.

Industria in ripresa

Nel quarto trimestre del 2024 l’economia italiana registra, come detto, una crescita congiunturale nulla, al pari del terzo trimestre, mentre cresce dello 0,5% in termini tendenziali, rispetto cioè al quarto trimestre 2023. Questo risultato, di cui l'Istat sottolinea nella sua analisi la natura provvisoria, determina una crescita dello 0,5% nel 2024 in termini di valori reali corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati.

La stima preliminare del quarto trimestre 2024, indica l’Istituto di statistica, riflette una flessione sia del comparto primario sia dei servizi, mentre il settore industriale ha registrato, nel complesso dei tre mesi, una ripresa. Dal lato della domanda, la componente nazionale misurata al lordo delle scorte è in diminuzione, mentre si stima un aumento della componente estera netta.

Prospettive per il 2025

A fine 2024, la variazione acquisita per il 2025 è nulla. A preoccupare dovrebbe essere anche il dato di trascinamento, l’eredità che il 2024 lascia. Nessuna spinta per un anno che il governo vedeva brillantemente avanzare dell’1,2%, ma che molti analisti prevedono sarà un altro anno allo zero virgola. Ref ad esempio stima un +0,6%. Bankitalia ottimista: +0,8%. Fmi meno: +0,7%. In ogni caso siamo allo zero virgola.

Francia e Germania col segno meno

Non va meglio per i nostri vicini di casa. In Francia a sorpresa spunta un segno meno nell’ultimo trimestre dell’anno: -0,1%. Ma chiuderà il 2024 a +1,1%, più del doppio dell’Italia (in linea con il 2023, ma era +2,6% nel 2022). La Germania invece registra un secondo anno di recessione: dopo il 2023 a -0,3%, il quarto trimestre del 2024 fa -0,2% e dunque anche il 2024 sarà in rosso a -0,2%.

Nel suo complesso l’Eurozona è in stagnazione. Nel quarto trimestre del 2024 ha registrato una crescita zero rispetto al trimestre precedente, quando invece il Pil era aumentato dello 0,4%. L'Ue nel suo complesso, comunica Eurostat, ha segnato una crescita dello 0,1%, dopo il +0,4% fatto registrare nel trimestre precedente.

Occupazione in calo

Nel mese di dicembre va male anche l’occupazione, per il secondo mese consecutivo. Il tasso scende, seppur di un poco (un decimo in meno), al 62,3% (la media Ue è sopra il 75%) con 4 mila occupati in meno su dicembre. Male le donne: 40 mila occupate in meno, rispetto ai +36 mila per gli uomini. Si asciugano ancora il bacino degli occupati a termine (-69 mila) e anche degli autonomi (-28 mila), a favore di occupati permanenti (+93 mila). Risale anche il tasso di disoccupazione, dal minimo storico di novembre al 5,7% al 6,2% di dicembre.

Se si guarda all’andamento tendenziale, dicembre 2024 rispetto a dicembre 2023, Istat registra 274 mila occupati in più: 378 mila sono over 50, mentre l’unica altra fascia che cresce quella tra 35 e 49 anni (+56 mila). Calano gli occupati giovani under 24: -115 mila. Calano anche gli occupati tra 25 e 34 anni: -44 mila. In un anno i disoccupati sono scesi di 213 mila. E gli inattivi aumentano di 167 mila (in età da lavoro, ma senza occupazione né la cercano). Il tasso di inattività italiano è tra i più alti d’Europa: 33,5%.

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