Vodafone sfida Musk, prima videochiamata con i satelliti: “Servizi ok anche senza campo”
a cura della redazione EconomiaMILANO – La ceo Margherita della Valle lo ha definito un “momento storico”, una “pietra miliare” nella strada per connettere tutti e in ogni luogo. Anche quando non c’è campo, perché magari ci si ritrova in una remota montagna del Galles, in condizioni climatiche terribili.
Il gruppo di telecomunicazioni britannico ha mosso il passo per arrivare a una offerta commerciale a banda larga satellitare e diretto ai comuni smartophone 4 o 5G tra la fine del 2025 e il 2026. Appoggiandosi ai cinque satelliti BlueBird in orbita bassa della Ast SpaceMobile, con la quale ha una partnership commerciale e di cui è investitore dal 2019 con, tra gli altri, AT&T, Verizon, Google, riesce a fornire una velocità di trasmissione fino a 120 me…
MILANO – La ceo Margherita della Valle lo ha definito un “momento storico”, una “pietra miliare” nella strada per connettere tutti e in ogni luogo. Anche quando non c’è campo, perché magari ci si ritrova in una remota montagna del Galles, in condizioni climatiche terribili.
Il gruppo di telecomunicazioni britannico ha mosso il passo per arrivare a una offerta commerciale a banda larga satellitare e diretto ai comuni smartophone 4 o 5G tra la fine del 2025 e il 2026. Appoggiandosi ai cinque satelliti BlueBird in orbita bassa della Ast SpaceMobile, con la quale ha una partnership commerciale e di cui è investitore dal 2019 con, tra gli altri, AT&T, Verizon, Google, riesce a fornire una velocità di trasmissione fino a 120 megabit al secondo.
"Abbiamo utilizzato l'unico servizio satellitare in grado di offrire un'esperienza mobile completa con un normale dispositivo, in modo da ottenere tutto, dalla voce al testo alla trasmissione di dati video, ed è per questo che abbiamo fatto una videochiamata completa", ha detto Della Valle.
Dall’altra parte dello schermo c’era l'ingegnere Rowan Chesmer, tra le montagne del Galles appunto, dove non c'era segnale di rete.
La società spiega che con questo servizio satellitare, “gli utenti non hanno bisogno di una parabola speciale, di un terminale o di un costoso telefono satellitare per beneficiare della piena connettività mobile a banda larga”. A mediare è un gateway che fa dialogare il telefono dell’utente, il satellite e la rete terrestre della società di telecomunicazioni. A tendere, dunque, sarà lo smartphone di tutti i giorni a “passare automaticamente dalle reti spaziali a quelle terrestri”.
Come ricorda la Vodafone, la corsa a questa frontiera è aperta proprio per colmare le lacune nella copertura di rete. I dispositivi Apple, a partire dall'iPhone 14, sono in grado di utilizzare i satelliti per inviare messaggi ai servizi di emergenza. Concorrenti, come Google e Samsung, offrono servizi simili. Anche Elon Musk si sta muovendo, con le sue SpaceX e Starlink, con i test per sfruttare i suoi satelliti per i servizi di testo: i primi sei satelliti direct to cell sono già in orbita da gennaio 2024, presto si aspettano anche chiamate e video.