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Stretta sulle detrazioni con i tetti alle spese. Controlli più veloci sui 730

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante il question time alla Camera, Roma, 15 gennaio 2025. ANSA/ETTORE FERRARI  (ansa)

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Nell’atto di indirizzo sulle politiche fiscali del Mef previsto un riordino delle agevolazioni fiscali in “un’ottica pluriennale”. Verifiche sugli immobili che hanno beneficiato dei bonus edilizi
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Roma - Avanti con il taglio delle detrazioni. Dopo i paletti della manovra ai contribuenti con redditi oltre i 75 mila euro, adesso il governo pensa a un intervento sul lungo periodo.

Il disegno è pronto. Messo nero su bianco dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nell’atto di indirizzo sulla politica fiscale 2025-2027. È qui che si fa riferimento a “tetti di spesa” per le agevolazioni fiscali in “un’ottica pluriennale”. L’obiettivo? “Garantire il rispetto degli equilibri di bilancio di finanza pubblica”.

Tagli, dunque. E quindi più tasse da pagare per chi sarà interessato dalla stretta. Dopo la riduzione strutturale del cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, “l’azione dei prossimi anni sarà volta prioritariamente al riordino delle spese fiscali”, scrive il titolare del Tesoro per inquadrare la volontà di intervenire nella giungla delle 625 tax expenditures che generano una perdita di gettito per lo Stato da 105 miliardi.

Roma - Avanti con il taglio delle detrazioni. Dopo i paletti della manovra ai contribuenti con redditi oltre i 75 mila euro, adesso il governo pensa a un intervento sul lungo periodo.

Il disegno è pronto. Messo nero su bianco dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nell’atto di indirizzo sulla politica fiscale 2025-2027. È qui che si fa riferimento a “tetti di spesa” per le agevolazioni fiscali in “un’ottica pluriennale”. L’obiettivo? “Garantire il rispetto degli equilibri di bilancio di finanza pubblica”.

Tagli, dunque. E quindi più tasse da pagare per chi sarà interessato dalla stretta. Dopo la riduzione strutturale del cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, “l’azione dei prossimi anni sarà volta prioritariamente al riordino delle spese fiscali”, scrive il titolare del Tesoro per inquadrare la volontà di intervenire nella giungla delle 625 tax expenditures che generano una perdita di gettito per lo Stato da 105 miliardi.

I tetti alle spese da portare in detrazione non saranno l’unica novità. Il riordino - si legge in un altro passaggio del documento - "consentirà di definire un sistema basato sui principi di programmazione, selettività e monitoraggio ex ante”.

Lo scenario preoccupa il Pd. "Il monitoraggio ex ante collegato a un tetto di spesa fa pensare a un sistema in cui le tipologie di spesa fiscale sono monitorate in corso d’anno: man mano che i contribuenti fanno quella spesa si contabilizza il costo per l’erario e se si supera un certo tetto la detrazione viene meno per tutti quelli che faranno la medesima tipologia di spesa nei mesi seguenti”, spiega la deputata e responsabile Lavoro del partito, Cecilia Guerra. In questo modo - aggiunge - “il beneficio sarà distribuito in modo casuale e riconoscendolo a chi a chi spende prima e non a chi spende dopo paradossalmente incentiverebbe ad anticipare le spese agevolate per assicurarsi il beneficio rendendo più facile che il tetto venga raggiunto”.

In attesa della definizione del nuovo sistema, il riferimento alla “selettività” dà seguito alle prime scelte fatte con l’ultima legge di bilancio, dove i tetti sono stati parametrati al numero dei figli a carico, oltre che al reddito complessivo. Secondo i calcoli dell’Ufficio parlamentare di bilancio a pagare il conto saranno 312 mila contribuenti. In fumo 3,2 miliardi di spese detraibili: salve solo quelle sanitarie e per gli investimenti in startup e pmi innovative.

Tra gli obiettivi indicati nell’atto di indirizzo anche il contrasto all’evasione: più controlli catastali anche attraverso la mappatura delle proprietà che non risultano aggiornate, oltre all’aggiornamento dei valori catastali per gli immobili che hanno beneficiato dei bonus edilizi. E poi controlli più veloci delle dichiarazioni dei redditi per recuperare "prontamente” le quote di gettito dichiarate dal contribuente, ma mai versate al Fisco.

Nelle 64 pagine del documento si fa riferimento anche al magazzino delle cartelle fiscali non pagate. Tre passaggi per “un discarico, anche parziale” dello stock di crediti non riscossi: il 31 dicembre di quest’anno per i carichi affidati dal 2000 al 2010, mentre per quelli 2011-2017 si guarda alla fine del 2027. Ultimo step il 31 dicembre 2031, per i carichi 2018-2024.

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