FIRENZE – Drill baby, drill, l’ormai noto slogan della seconda amministrazione di Donald Trump, si potrebbe tradurre così: potenziare l’infrastruttura statunitense per rispondere alla crescente domanda di energia. La lettura, seppur ipotetica, va attribuita a Dan Brouillette, ex segretario per l’energia nello scorso mandato del tycoon, con un passato ai vertici delle industrie del settore. Senza lavorare per il presidente – e quindi non potendo parlare a suo nome – Brouillette ipotizza che, quando si parla di energia, l’attenzione di Trump per il prossimo quadriennio sia concentrata sulla rete, le autorizzazioni e la produzione. “E non sarebbe male per gli Stati Uniti”, aggiunge dal palco del Baker Hughes annual meeting 2025, un appuntamento organizzato dalla società e che ogni anno attira a Firenze molti big del settore.
FIRENZE – Drill baby, drill, l’ormai noto slogan della seconda amministrazione di Donald Trump, si potrebbe tradurre così: potenziare l’infrastruttura statunitense per rispondere alla crescente domanda di energia. La lettura, seppur ipotetica, va attribuita a Dan Brouillette, ex segretario per l’energia nello scorso mandato del tycoon, con un passato ai vertici delle industrie del settore. Senza lavorare per il presidente – e quindi non potendo parlare a suo nome – Brouillette ipotizza che, quando si parla di energia, l’attenzione di Trump per il prossimo quadriennio sia concentrata sulla rete, le autorizzazioni e la produzione. “E non sarebbe male per gli Stati Uniti”, aggiunge dal palco del Baker Hughes annual meeting 2025, un appuntamento organizzato dalla società e che ogni anno attira a Firenze molti big del settore.
Trump non riscriverà l’agenda climatica Usa
Secondo Brouillette, l’attuale inquilino della Casa Bianca non riscriverà le leggi su clima ed energia volute da Joe Biden, né ridurrà significativamente gli investimenti sulle soluzioni verdi. “Certe politiche potranno cambiare, ma negli Usa un presidente non può semplicemente tirare una riga su una norma federale firmando un ordine esecutivo. Il sistema non lo permette”. È vero però che il Congresso, che in questi casi chiamato a intervenire, pende dal lato dei repubblicani e che l’Unleashing American Energy voluto da Trump ha messo in stallo alcuni progetti non ancora autorizzati.
… e non taglierà gli investimenti in rinnovabili
Quanto agli investimenti, “spero aumentino e credo che sarà così”, dice. “C’è una carenza di elettroni, di potenza, e sebbene il presidente non veda troppo di buon occhio l'eolico offshore o altre forme di generazione di energia (rinnovabili, si potrebbe dire ndr.), ha ben chiaro che agli Usa servono più elettroni”. Ecco perché Brouillette scommette che si continui con gli investimenti in tecnologie rinnovabili e di ultima generazione. “Nel 2019, proprio sotto l’amministrazione Trump, il Paese ha raggiunto un momento di massimo splendore per quanto riguarda le installazioni di energia solare ed eolica”.
Il contrordine di von der Leyen: “Più investimenti e meno regole”. Ma l’Ue deve ritrovare la bussola
Servono regole chiare
Per Brouillette, la “vera necessità” è un contesto normativo sicuro, “perché è difficile pianificare investimenti miliardari se le regole cambiano di frequente”, afferma, chiamando in causa gli Stati Uniti quanto l’Unione Europea. E parlando quasi a nome del mercato aggiunge: “date questa sicurezza al settore e gli investimenti seguiranno”.
Dazi? Vedremo la risposta del Canada
Riduttivo e fuorviante, secondo l'ex segretario, è anche interpretare i dazi imposti – e poi temporaneamente sospesi verso Messico e Canada – da Trump come un semplice protezionismo. In alcuni casi, infatti, “serve discostarsi dalla narrativa che li lega al solo aumento dei prezzi per i consumatori, e guardare più da vicino quelle politiche che in realtà conosciamo solo da lontano, attraverso il racconto dei media. Sarà interessante vedere quale sarà la reazione del Canada, che ad esempio potrebbe ridurre i prezzi per restare nel mercato Usa".