Coin, iniezione da 21,2 milioni per rilanciare la catena di negozi: “Progetto solido”
di Sara BennewitzMILANO – I vertici di Coin incontrano il ministro Adolfo Urso assieme ai sindacati per gettare le basi di una profonda ristrutturazione e il risanamento della catena di grandi magazzini. Alcuni azionisti storici, tra cui l’ex ad Stefano Beraldo (via Red Navy), Marco Marchi di LiuJo (attraverso Mia), Enzo De Gasperi (via Hi-Dec), Jonathan Kafri (via Jorall) e del fondo di private equity Europa Investimenti (che attraverso Sagitta Sgr ha rilevato una parte dei debiti incagliati della società) hanno dato la loro disponibilità, con una proposta vincolante, a iniettare nelle casse del gruppo 21,2 milioni di euro attraverso un aumento di capitale.
Nuove risorse, dopo lo stralcio dei debiti
La proposta è però condizionata all’omologa del piano di ristrutturazione …
MILANO – I vertici di Coin incontrano il ministro Adolfo Urso assieme ai sindacati per gettare le basi di una profonda ristrutturazione e il risanamento della catena di grandi magazzini. Alcuni azionisti storici, tra cui l’ex ad Stefano Beraldo (via Red Navy), Marco Marchi di LiuJo (attraverso Mia), Enzo De Gasperi (via Hi-Dec), Jonathan Kafri (via Jorall) e del fondo di private equity Europa Investimenti (che attraverso Sagitta Sgr ha rilevato una parte dei debiti incagliati della società) hanno dato la loro disponibilità, con una proposta vincolante, a iniettare nelle casse del gruppo 21,2 milioni di euro attraverso un aumento di capitale.
Nuove risorse, dopo lo stralcio dei debiti
La proposta è però condizionata all’omologa del piano di ristrutturazione da parte del tribunale delle imprese di Venezia, che – tra le altre cose – prevede un importante stralcio dei debiti in essere, nonché all’approvazione del piano industriale 2025 già illustrato dall’ad Matteo Cosmi e dal presidente Andrea Gabola. Nello stesso piano è prevista la chiusura di sette punti vendita in perdita da anni, un importante taglio dei costi senza intaccare il personale (che riguarda 92 addetti, tutti essere riassorbiti). Non a caso ieri i sindacati presenti all’incontro presso il Mimit hanno definito l’incontro “positivo”, chiedendo con urgenza “un tavolo con la Regione Veneto” per discutere la questione della chiusura del punto vendita di Vicenza e dell’outlet di San Donà di Piave.
Obiettivo pareggio a fine 2026
Stando a fonti finanziarie, tra debiti con le banche e debiti con i fornitori Coin ha accumulato 240 milioni di passività: senza una previa ristrutturazione del debito, dunque, non ci sarebbero le condizioni per andare avanti con il piano industriale di risanamento, che punta a raggiungere il pareggio a fine 2026. Resta da capire se i 21,2 milioni dell’aumento di capitale saranno sufficienti a riportare in nero i conti del gruppo. “Le offerte ricevute dagli investitori confermano la solidità del progetto di risanamento – hanno commentato il presidente Gabola e l’ad Cosmi – Coin è un brand storico, con oltre un secolo di presenza nel panorama retail italiano, e il nostro obiettivo è preservarne il valore rilanciandolo con una visione di lungo periodo. Ringraziamo i nostri collaboratori, per la professionalità e l’impegno dimostrato in questa fase cruciale e confidiamo nel rilancio”.