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Crédit Agricole chiude il 2024 con 7 miliardi di utili, spinta dal risparmio gestito di Amundi

L'amministratore delegato di Crédit Agricole, Philippe Brassac

 (afp)

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Nel quarto trimestre, la banca migliora i risultati del 27% grazie alla controllata nei fondi comuni. In Italia 1,55 miliardi di guadagni (+19%). L’ad Brassac: “Su Banco Bpm parliamo con tutti, faremo i nostri interessi”
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MILANO – Crédit Agricole chiude il 2024 in crescendo, con un +27% di utili nel quarto trimestre d’esercizio, pari a quasi 1,7 miliardi di euro, che porta il profitto netto d’esercizio a 7,1 miliardi, +11,6% sull’anno prima. I risultati sono trainati proprio dal comparto del risparmio gestito - punto forte del gruppo francese anche in Italia tramite la controllata Amundi - che ha chiuso l'annata con un record di masse in gestione, pari a 2.240 miliardi.

“Chiudiamo il 2024 su una nota positiva, grazie a un ottimo quarto trimestre che ha compensato i due precedenti più deboli, consentendoci di raggiungere tutti gli obiettivi del piano strategico con un anno di anticipo", ha detto l'amministratore delegato della banca, Philippe Brassac, che è in scadenza e a maggio sarà sostituito dal manager interno Olivier Gavald…

MILANO – Crédit Agricole chiude il 2024 in crescendo, con un +27% di utili nel quarto trimestre d’esercizio, pari a quasi 1,7 miliardi di euro, che porta il profitto netto d’esercizio a 7,1 miliardi, +11,6% sull’anno prima. I risultati sono trainati proprio dal comparto del risparmio gestito - punto forte del gruppo francese anche in Italia tramite la controllata Amundi - che ha chiuso l'annata con un record di masse in gestione, pari a 2.240 miliardi.

“Chiudiamo il 2024 su una nota positiva, grazie a un ottimo quarto trimestre che ha compensato i due precedenti più deboli, consentendoci di raggiungere tutti gli obiettivi del piano strategico con un anno di anticipo", ha detto l'amministratore delegato della banca, Philippe Brassac, che è in scadenza e a maggio sarà sostituito dal manager interno Olivier Gavalda.

La Banque Verte ha pertanto deciso di proporre agli azionisti, nell’assemblea di primavera, un dividendo maggiorato del 5% a 1,10 euro per azione. Il capoazienda uscente non ha scoperto le carte sulla trattativa in corso con Unicredit, che è partner di Agricole nella distribuzione di prodotti Amundi, ma ha anche lanciato un’offerta pubblica su Banco Bpm, pure partner dei francesi nelle polizze danni e partecipata da Agricole con uno storico 9,2% (ma la quota è virtualmente raddoppiata negli ultimi tempi, tramite un acquisto di derivati che danno titolo ai francesi a salire al 19%, dopo che la vigilanza Bce avrà approvato la richiesta di salire oltre il 10%). "Rimaniamo in discussione con tutte le parti interessate con l’unica motivazione di sviluppare i nostri interessi, a seconda di ciò che accadrà in Italia", ha detto il banchiere, facendo riferimento anche al livello politico, "in cui non siamo un elemento chiave". L’Agricole, secondo Brassac, si trova "in una posizione ovviamente opportuna" come primo azionista di Banco Bpm.

La crescita delle attività nel mercato italiano

In Italia, il maggiore mercato del gruppo dopo la Francia, Crédit Agricole ha registrato nel 2024 un risultato netto aggregato di 1,556 miliardi di euro (+19%), di cui 1,254 miliardi di pertinenza del gruppo bancario. L'attività commerciale nel Paese “continua a essere dinamica, con un totale dei finanziamenti all'economia pari a circa 102 miliardi di euro e una raccolta totale pari a 340 miliardi di euro”, si legge in una nota. L'utile netto bancario in Italia raggiunge gli 808 milioni di euro (+14% dall’anno prima), dopo proventi sono superiori a 3 miliardi di euro (+1,4%) e impieghi netti in aumento del +2,5% sul dicembre 2023.

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