I risultati spingono Anima sopra il prezzo offerto da Banco Bpm
di Carlotta ScozzariL'a.d di Anima Holding, Alessandro Melzi d'Eril. ANSA
MILANO — I risultati del 2024 del gruppo Anima fanno correre le azioni in Borsa, allontanandole sempre di più dai 6,2 euro per titolo messi sul piatto a novembre da Banco Bpm. Ieri, giorno in cui la società ha annunciato di avere archiviato il 2024 con utili netti in crescita del 53% annuo a 227,8 milioni, le azioni Anima Holding sono salite del 2,8% a 6,94 euro.
Questo significa che, per pareggiare le quotazioni di Borsa, Banco Bpm dovrebbe aumentare l’offerta di 190 milioni, portandola a in tutto a 1.772 milioni. Tuttavia, per potere rilanciare, come ribadito ieri da Anima nella presentazione dei conti del 2024, il gruppo guidato da Giuseppe Castagna dovrà passare da un’assemblea dei soci, per via dell’offerta pubblica di scambio (Ops) annunciata a fine novembre da Unicredit su Banco Bpm. Maggiori informazioni sulle mosse dell’istituto milanese di Piazza Meda si avranno l’11 febbraio, giorno del consiglio di amministrazione su conti e aggiornamenti al piano industriale.
MILANO — I risultati del 2024 del gruppo Anima fanno correre le azioni in Borsa, allontanandole sempre di più dai 6,2 euro per titolo messi sul piatto a novembre da Banco Bpm. Ieri, giorno in cui la società ha annunciato di avere archiviato il 2024 con utili netti in crescita del 53% annuo a 227,8 milioni, le azioni Anima Holding sono salite del 2,8% a 6,94 euro.
Questo significa che, per pareggiare le quotazioni di Borsa, Banco Bpm dovrebbe aumentare l’offerta di 190 milioni, portandola a in tutto a 1.772 milioni. Tuttavia, per potere rilanciare, come ribadito ieri da Anima nella presentazione dei conti del 2024, il gruppo guidato da Giuseppe Castagna dovrà passare da un’assemblea dei soci, per via dell’offerta pubblica di scambio (Ops) annunciata a fine novembre da Unicredit su Banco Bpm. Maggiori informazioni sulle mosse dell’istituto milanese di Piazza Meda si avranno l’11 febbraio, giorno del consiglio di amministrazione su conti e aggiornamenti al piano industriale.
Anima Holding, ha dichiarato ieri l’ad Alessandro Melzi d’Eril, «è sotto Opa e al centro di diversi potenziali sviluppi, perché ha fatto molto bene negli ultimi quindici anni». Da ricordare che Anima, che conta tra i principali soci lo stesso Banco Bpm, le Poste, Fsi e il gruppo Caltagirone, è a sua volta azionista al 3,99% di Mps, la quale il 27 gennaio ha annunciato un’Ops su Mediobanca.
La quota nella banca senese, ha aggiunto Melzi, «è strategica» per Anima e ha generato un guadagno potenziale da 80 milioni. «Mps è un partner strategico chiave, uno dei fondatori di questa società» ha aggiunto l’ad del gruppo che a fine 2024 contava su una montagna di risparmi, gestiti e amministrati, da 204,2 miliardi (grazie anche all’acquisizione di Kairos Partners).
Tornando all’Opa di Bpm, Melzi si è limitato a ripercorrerne la cronologia, che dovrebbe consentire al cda di Anima di esprimersi sul prezzo all’inizio di marzo, con l’aiuto dei consulenti legali di A&O Shearman. C’è, però, l’incognita della Bce, chiamata a decidere sui benefici patrimoniali del cosiddetto Danish compromise che il gruppo milanese intende sfruttare a proprio vantaggio.
Se sulla tempistica dell’Opa le incertezze non mancano, alcuni effetti l’operazione li ha già prodotti nel 2024. L’offerta di Banco Bpm ha, infatti, comportato la maturazione anticipata dei benefici previsti dal piani di incentivazione a lungo termine in corso, con conseguente costo aggiuntivo (non monetario) a conto economico di 26,6 milioni. Tra i beneficiari di questi piani ci sono lo stesso Melzi e i dirigenti con responsabilità strategica.