Araimo: “Così Max sfiderà Netflix, parteciperei alla gara per avere Sanremo”
di Aldo FontanarosaROMA – Warner Bros. Discovery - la televisione di Amadeus, Crozza, Fabio Fazio, ma anche di Jannik Sinner – affila le lame per le sue nuove offensive. Il terzo polo tv italiano – che ha 10 canali gratuiti e 5 a pagamento - lavora al lancio di Max, la risposta in streaming a Netflix e Amazon Prime Video. E guarda poi al Festival di Sanremo, evento che Warner Bros. Discovery può valutare di trasmettere, forte anche delle competenze di Amadeus e Fazio.
Alessandro Araimo, lei è il “grande capo” di Warner Bros. Discovery in Italia, Spagna e Portogallo, in qualità di managing director. Ci conferma che una nuova piattaforma in streaming, Max, la vostra, si aggiungerà alle altre presenti nel nostro Paese?
«Confermo, sì. Vogliamo accendere i motori di Max a inizio 2026, in tempo per l’avvio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, il 6 febbraio».
Perché proprio allora?
«Ragione e sentimento, direi. Si tratta di un evento che crea un interesse fortissimo nel pubblico, come dimostra la nostra …
ROMA – Warner Bros. Discovery - la televisione di Amadeus, Crozza, Fabio Fazio, ma anche di Jannik Sinner – affila le lame per le sue nuove offensive. Il terzo polo tv italiano – che ha 10 canali gratuiti e 5 a pagamento - lavora al lancio di Max, la risposta in streaming a Netflix e Amazon Prime Video. E guarda poi al Festival di Sanremo, evento che Warner Bros. Discovery può valutare di trasmettere, forte anche delle competenze di Amadeus e Fazio.
Alessandro Araimo, lei è il “grande capo” di Warner Bros. Discovery in Italia, Spagna e Portogallo, in qualità di managing director. Ci conferma che una nuova piattaforma in streaming, Max, la vostra, si aggiungerà alle altre presenti nel nostro Paese?
«Confermo, sì. Vogliamo accendere i motori di Max a inizio 2026, in tempo per l’avvio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, il 6 febbraio».
Perché proprio allora?
«Ragione e sentimento, direi. Si tratta di un evento che crea un interesse fortissimo nel pubblico, come dimostra la nostra esperienza nelle precedenti edizioni. Poi l’evento, per definizione, ha dentro di sé una enorme forza evocativa».
Sulla Rai vedremo alcune gare…
«La Rai ha acquisito, attraverso un organismo che si chiama Ebu, un numero di ore per la trasmissione in chiaro, obbligatoria per questo tipo di manifestazioni. Invece Max trasmetterà integralmente le Olimpiadi italiane, momento dopo momento, con uno sforzo narrativo e produttivo senza precedenti».
Mostreremo la potenza di fuoco dei contenuti del gruppo. Abbiamo prodotti di un tale pregio da rendere irrinunciabile l’abbonamento
Tutti i Giochi minuto per minuto. Ma basteranno le Olimpiadi a imporre Max in un mercato italiano con Netflix, Amazon Prime Video, Disney+?
«Saremo anche gli ultimi arrivati, in senso cronologico. Max però mostrerà, nello streaming, la potenza di fuoco dei contenuti del gruppo: un gigante mondiale dell’intrattenimento. Abbiamo prodotti di un tale pregio e valore da rendere irrinunciabile, pensiamo noi, l’abbonamento a Max».
Anche le altre piattaforme, mi scusi, non scherzano…
«Per anni, il nostro gruppo ha ceduto i diritti delle sue produzioni anche ad altri editori. Adesso Max mostrerà plasticamente agli italiani che siamo noi la casa di Harry Potter, di Barbie, di Batman e Superman. Ma anche del Trono di Spade, di Sex and the City, di Big Bang Theory e Friends, di House of the Dragon e di Euphoria, di Succession. E di nuove grandi produzioni locali, italiane intendo, che saranno presenti su Max fin dal lancio».
Siamo consapevoli che le persone, nei mercati latini e dell’Europa meridionale, sono sensibili al prezzo. Dovrà avere una capacità di richiamo e garantirci la penetrazione che ci aspettiamo in Italia
Un condominio affollato e con inquilini di richiamo. Ma il prezzo per abbonarsi a Max sarà giusto?
«Siamo consapevoli che le persone, nei mercati latini e dell’Europa meridionale, sono molto sensibili al prezzo. Il prezzo, dunque, dovrà avere una capacità di richiamo e garantirci la penetrazione che ci aspettiamo in Italia, alla luce anche delle strategie dei concorrenti. E poi stiamo discutendo con tanti partner distributivi, come avviene in altri Paesi. Ci aiuterà, certamente, un modello a due binari…».
Avrete un abbonamento più caro senza pubblicità e uno meno costoso, con pubblicità?
«Questo è il protocollo che si è imposto nel mondo».
Luci ed ombre per Amadeus sul Nove. Qual è il suo bilancio?
«Forse abbiamo avuto un po’ fretta. Amadeus ha iniziato a lavorare per noi il primo settembre 2024 e alla fine del mese l’artista era già sul palco con la conduzione del Suzuki Music Party e della prima puntata di Chissà chi è».
La fretta non spiega tutto.
«Il nostro gruppo ha nel suo Dna la volontà di innovare. Questo si aspettano le persone da noi: innovazione, cambiamento. Per questo stiamo già lavorando a format del tutto nuovi che esalteranno il coraggio e la forte creatività di Amadeus. E a nuovi format lavora un’altra nostra stella come Fazio, che ha iniziato la stagione con due puntate forti, ospiti il Papa e Cecilia Sala. In ogni caso, Amadeus ha fatto benissimo con la rivisitazione della Corrida, trasferendo al nostro gruppo conoscenze che ancora non avevamo».
Qualsiasi gruppo editoriale avveduto valuterebbe l’opportunità commerciale di acquisire i diritti del Festival, se questa si presentasse in forme certe e definite
Amadeus, a questo proposito, sa tutto di Sanremo. Se il Comune metterà a gara l’edizione 2026, come chiede il Tar della Liguria, voi che cosa farete?
«In questo momento non si profila alcuna opportunità concreta. La Rai, com’è suo diritto, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato e sta difendendo un asset per lei importante. Certo…».
Se davvero ci sarà una gara...
«Qualsiasi gruppo editoriale avveduto valuterebbe l’opportunità commerciale di acquisire i diritti del Festival, se questa si presentasse in forme certe e definite».
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