✕

Mps, l’utile sfiora i 2 miliardi e la metà va ai soci. “Nuovo campione nazionale con Mediobanca”

(ansa)

Ascolta l'audio

La banca senese triplica i dividendi e si prepara per l’offerta sulla rivale. “Piazzetta Cuccia è sostenuta in Borsa dal suo 13% in Generali”
2 minuti di lettura

MILANO – Monte dei Paschi pubblica un bilancio 2024 solido e gonfio di profitti, con segnali positivi su tutte le dinamiche dei ricavi. L’utile netto si attesta a 1,95 miliardi di euro, pur se in calo del 4,9% rispetto al 2023 quando c’era mezzo miliardo di utili extra per il rilascio di riserve sui rischi legali.

“Credo fermamente che i solidi risultati e le cedole per oltre un miliardo riservate agli azionisti riaffermino che Mps è pronta a realizzare un processo di sviluppo industriale in grado di avviare l’aggregazione con Mediobanca per la nascita di un nuovo campione nazionale, con beneficio di entrambi gli stakeholder”, ha detto l’ad Luigi Lovaglio in apertura della presentazione agli investitori, quasi a rivendicare l’offerta di scambio lanciata il mese scorso su piazzetta Cuccia.

MILANO – Monte dei Paschi pubblica un bilancio 2024 solido e gonfio di profitti, con segnali positivi su tutte le dinamiche dei ricavi. L’utile netto si attesta a 1,95 miliardi di euro, pur se in calo del 4,9% rispetto al 2023 quando c’era mezzo miliardo di utili extra per il rilascio di riserve sui rischi legali.

“Credo fermamente che i solidi risultati e le cedole per oltre un miliardo riservate agli azionisti riaffermino che Mps è pronta a realizzare un processo di sviluppo industriale in grado di avviare l’aggregazione con Mediobanca per la nascita di un nuovo campione nazionale, con beneficio di entrambi gli stakeholder”, ha detto l’ad Luigi Lovaglio in apertura della presentazione agli investitori, quasi a rivendicare l’offerta di scambio lanciata il mese scorso su piazzetta Cuccia.

L’annata appena chiusa ha portato un utile di 1.951 milioni di euro, dopo ricavi in aumento del 6% grazie al +10% delle commissioni e a margini d’interesse ancora resilienti malgrado i tagli dei tassi (+2,8% nell’anno, -1,3% il quarto trimestre rispetto al precedente). Il risultato, "sostenuto da un'eccellenza operativa", è in crescita del 16,9% per la parte relativa all'attività caratteristica. Più che triplicata la cedola, che sale da 0,25 a 0,86 euro per azione, con un monte dividendi di oltre un miliardo di euro e un pay-out del 75% sull'utile ante imposte. Anche i costi, malgrado il nuovo contratto di lavoro bancario e l’inflazione, sono sotto controllo, con un aumento dell’1,4% di quelli complessivi, e un -7% dei costi del credito.

Nei conti 2024 si nota anche l’aumento del contributo dei bonus fiscali al risultato economico dei senesi, che grazie alle “Dta” (le attività fiscali differite) continua a non pagare tasse: "Le imposte sul reddito di esercizio registrano un contributo positivo pari a 506 milioni di euro, imputabile principalmente alla rivalutazione delle Dta, conseguente all'aggiornamento delle proiezioni reddituali del gruppo effettuato a partire dal secondo trimestre sulla base del nuovo piano industriale 2024-2028, al netto della fiscalità relativa al risultato economico dell'esercizio", si legge in una nota. Nel 2023 l’impatto positivo delle Dta fu di 345 milioni.

Il capoazienda ha rimarcato “la qualità chiaramente visibile nelle dinamiche dei ricavi, a riprova della solidità della rete commerciale di Mps, e dell’eccellente solidità patrimoniale", che ha mantenuto il capitale primario (Cet1) al 18% degli attivi di rischio, 700 punti sopra i requisiti regolamentari della Bce.

Lovaglio: Mediobanca sostenuta in Borsa dalla quota in Generali

Lovaglio ha voluto rassicurare che l’Ops dei senesi su Mediobanca, che sarà lanciata nella tarda primavera, una volta ricevute le autorizzazioni, "non andrà a colpire l'identità di Mediobanca, che vede già un contributo del wealth management e della banca d'affari che è pari al 35%" dell'utile netto, un contributo "pari quasi a quello del credito al consumo di Compass che contribuisce col 30%. Il contributo principale è il 13% della quota Generali che rappresenta circa il 40% dell'utile totale del gruppo". Anche la capitalizzazione di Mediobanca "è sostenuta dal crescente peso della quota in Generali, che vale circa 6 miliardi di euro". Al 23 gennaio la partecipazione del 13% nel Leone di Trieste "vale circa il 47% della capitalizzazione di mercato" di Piazzetta Cuccia che, al netto del valore di Borsa della sua partecipata, "capitalizza 6,7 miliardi", si legge nelle presentazioni dei risultati Mps. Il che vuol dire meno degli 8,1 miliardi della banca senese, che sta guadagnando oltre il 2% in Borsa.

Leggi i commenti