MILANO — Tim vola sull’onda delle voci di un interesse di Iliad e Cvc, e in attesa dei conti e del piano che saranno presentati giovedì. Ma in realtà Tim starebbe lavorando anche a nuovi contratti, tra cui quello con Poste Mobile (ora di Vodafone), che è in scadenza. In un contesto di tante voci, e poche certezze, fonti finanziarie tornano a parlare anche di possibili accordi commerciali, o di più ampio respiro, tra Tim e Poste. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante e controllato dal Mef e Cdp avrebbe notevoli sinergie con Tim Enterprise, che però non è ancora una società, ma un ramo di azienda del gruppo di telecomunicazioni.
Nei giorni scorsi i vertici di Iliad, Thomas Reynaud e Benedetto Levi, hanno incontrato il ministro Giancarlo Giorgetti e il capo di gabine…
MILANO — Tim vola sull’onda delle voci di un interesse di Iliad e Cvc, e in attesa dei conti e del piano che saranno presentati giovedì. Ma in realtà Tim starebbe lavorando anche a nuovi contratti, tra cui quello con Poste Mobile (ora di Vodafone), che è in scadenza. In un contesto di tante voci, e poche certezze, fonti finanziarie tornano a parlare anche di possibili accordi commerciali, o di più ampio respiro, tra Tim e Poste. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante e controllato dal Mef e Cdp avrebbe notevoli sinergie con Tim Enterprise, che però non è ancora una società, ma un ramo di azienda del gruppo di telecomunicazioni.
Nei giorni scorsi i vertici di Iliad, Thomas Reynaud e Benedetto Levi, hanno incontrato il ministro Giancarlo Giorgetti e il capo di gabinetto Gaetano Caputi per illustrare le loro intenzioni su Tim. Il gruppo francese (che ha come advisor Lazard e Mediobanca) punta a consolidarsi e a investire in Italia: vorrebbe rilevare una quota importante di Tim per fonderla con Iliad Italia, senza licenziamenti o spezzatini.
L’ipotesi cara a Giorgetti
Ma il Mef sembra freddo rispetto a questa ipotesi. Giorgetti, però, non sarebbe contrario a un ingresso di Cvc (già azionista con Cdp di Maticmind) nel capitale di Tim al posto di Vivendi (padrone del 23,75%). Solo che le trattative tra Vivendi e Cvc, che come un fiume carsico vanno avanti da mesi, si sarebbero incagliate sul prezzo. Vivendi vorrebbe un premio rispetto ai valori di Borsa (ieri 0,30 euro e +6,28%) per una quota di maggioranza relativa (si parla di circa 1,5 miliardi o 0,41 euro per titolo), che Cvc non è incline a pagare.
La mossa della presidente Figari
La presidente di Tim, Alberta Figari, in vista dell’assemblea e del nuovo piano industriale, avrebbe poi contattato i principali azionisti, tra cui Vivendi, per ristabilire il dialogo che si è interrotto dopo la vendita della rete, senza il vaglio dell’assemblea dei soci. I rapporti tra Tim e Vivendi restano freddi, anche se entrambi auspicano una soluzione. Intanto, l’ad Pietro Labriola affina il piano industriale 2025-2027, in continuità con il precedente, con qualche miglioria. A cominciare dal fatto che quest’anno l’azienda dovrebbe tornare a generare cassa. In attesa della vendita di Sparkle (700 milioni) e dell’incasso della causa sul canone (un miliardo) – per cui c’è una trattativa con il Mef – Tim ha le mani legate sul ritorno al dividendo e sul buy back delle rnc.