ROMA – Qualche cosa si muove. Iveco ha deciso di separare le attività del settore Difesa. Una mossa che il mercato e gli esperti del settore si attendevano da tempo. Un primo passo verso un nuovo assetto di un settore, in questo momento, più che mai strategico e remunerativo. E sullo sfondo rimane sempre Leonardo, il gruppo pubblico guidato da Roberto Cingolani, che non ha mai nascosto l’interesse per le attività di Iveco Defence e dei suoi marchi. Basta guardare le collaborazioni attive, l’ultima delle quali è datata novembre dello scorso anno: Iveco Defence Vehicles è fornitore di Leonardo nella produzione di veicoli cingolati da combattimento per l'Esercito italiano. E’ stata definita una quota di lavoro compresa tra il 12 e il 15% delle attività totali della joint venture tra Leonardo e la tedesca Rheinmetall.
E dopo il rincorrersi di voci rispetto alle possibilità di joint venture e acquisizioni, che hanno fatto ballare i titoli di Leonardo e Iveco in Borsa, oggi, in occasione della diffusione dei conti del 2024, Iveco annuncia lo spin-off del settore. Alla luce delle diverse tendenze nei mercati dei veicoli commerciali e della difesa il consiglio di amministrazione “sta valutando la possibilità di separare l'attività Difesa del gruppo Iveco, comprendente i marchi Idv e Astra e le attività correlate, nel corso del 2025 tramite uno spin-off", si legge. A comunicarlo è Olof Persson, amministratore delegato del gruppo Iveco, nella nota che riporta i risultati del 2024 della società che ha tra i principali azionisti Exor, che controlla anche Repubblica.
Olof Persson, amministratore delegato di Iveco Group
Persson sottolinea come "una separazione potrebbe semplificare la struttura del gruppo, aumentando l'attenzione della gestione e creando flessibilità strategica per entrambe le attività". Nessuna decisione è stata presa, c’è una valutazione in corso. E bisognerà vedere anche quali sarà lo sbocco finale di questa operazione di scissione dal gruppo: “Il Consiglio - continua l'ad - fornirà un aggiornamento sull'esito di questa valutazione nei prossimi mesi. Qualsiasi passo successivo alla valutazione rimane soggetto alle necessarie approvazioni interne e normative".
Iveco Group ha chiuso il 2024 con "una solida performance", dice l’ad. I ricavi sono stati pari a 15,28 miliardi di euro rispetto a 15,9 miliardi nel 2023 , l'utile netto adjusted è stato pari a 569 milioni, in aumento di 181 milioni rispetto al 2023. Il cda proporrà all'assemblea degli azionisti, che si riunirà il 16 aprile, un dividendo annuale di 0,33 euro per azione ordinaria e l'autorizzazione al riacquisto di azioni ordinarie fino a 10 milioni per un importo totale fino a 130 milioni, "subordinato alle condizioni di mercato e di business, anche a servizio dei piani di incentivazione in azioni della società". Invariate le prospettive finanziarie per il 2025 con ricavi stabili. Per i veicoli pesanti in Europa sono previste tra 280 e 290 mila immatricolazioni, con una stabilizzazione del mercato, mentre i veicoli medi i volumi saranno leggermente in calo rispetto al 2024. Per i veicoli leggeri la prospettiva per il settore in Europa è sostanzialmente invariata rispetto al 2024.
I mercati hanno reagito bene all’annuncio dei conti, ma soprattutto dello spin-off. Iveco vola in Borsa in apertura. A Piazza Affari il titolo guadagna il 14% a 13,25 euro.