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Utile a 2 miliardi, Monte Paschi insiste: “Con Mediobanca campione nazionale”

(ansa)

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I dubbi di Piazzetta Cuccia su redditività e rilancio. Giorgetti vede il fondo Blackrock azionista dei due istituti
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MILANO — Mps diffonde un bilancio muscolare, carico di 1,95 miliardi di euro di profitti con cui triplica a un miliardo i dividendi, e fa rivendicare all’ad Luigi Lovaglio «il progetto di sviluppo industriale per creare con Mediobanca un campione nazionale, a beneficio di entrambi gli stakeholder, cui credo fermamente».

Era da attendersi una contabilità in spolvero; ma nel 2024 senese c’è anche sostanza. «Risultati forti dove serve», ha scritto Exane Bnp, notando le dinamiche positive sulle grandi voci di ricavo e spesa. L’utile netto nel quarto trimestre è salito a 385 milioni, contro 289 milioni attesi dal mercato. I ricavi 2024 salgono del 6%, grazie al +10% delle commissioni e a margini d’interesse resilienti malgrado i tagli ai tassi Bce (+2,8% nell’anno, -1,3% il quarto trimestre sul terzo). Anche i costi, pur con il nuovo contratto e l’inflazione, salgono solo dell’1,4%, e quelli del credito (cresciuto dell’1%) calano del 7%. Il risultato consente di alzare il dividendo da 0,25…

MILANO — Mps diffonde un bilancio muscolare, carico di 1,95 miliardi di euro di profitti con cui triplica a un miliardo i dividendi, e fa rivendicare all’ad Luigi Lovaglio «il progetto di sviluppo industriale per creare con Mediobanca un campione nazionale, a beneficio di entrambi gli stakeholder, cui credo fermamente».

Era da attendersi una contabilità in spolvero; ma nel 2024 senese c’è anche sostanza. «Risultati forti dove serve», ha scritto Exane Bnp, notando le dinamiche positive sulle grandi voci di ricavo e spesa. L’utile netto nel quarto trimestre è salito a 385 milioni, contro 289 milioni attesi dal mercato. I ricavi 2024 salgono del 6%, grazie al +10% delle commissioni e a margini d’interesse resilienti malgrado i tagli ai tassi Bce (+2,8% nell’anno, -1,3% il quarto trimestre sul terzo). Anche i costi, pur con il nuovo contratto e l’inflazione, salgono solo dell’1,4%, e quelli del credito (cresciuto dell’1%) calano del 7%. Il risultato consente di alzare il dividendo da 0,25 a 0,86 euro, pari al 75% degli 1,44 miliardi di utile lordo. Ne beneficia anche il Tesoro, che incassa 127 milioni sul restante 11,7%. Giovedì il ministro Giancarlo Giorgetti, favorevole all’Ops su Mediobanca, ha visto Rob Kapito, presidente di Blackrock, fondo Usa socio di peso sia di Mps che di Mediobanca. Una visita già in agenda per il 25° del fondo in Italia, «un normale incontro istituzionale», ha detto il ministro a Bloomberg.

A far salire l’utile Mps è anche un fisco amico: l’imponibile 2024 consente di trasformare 506 milioni di “Dta” (attività fiscali differite) in crediti fiscali, da sommare all’utile netto. Lovaglio ha rimarcato «la qualità chiaramente visibile nelle dinamiche dei ricavi, a riprova della solidità della rete commerciale di Mps, e dell’eccellente solidità patrimoniale», che tiene il capitale Cet1 al 18,2% degli attivi, 700 punti le richieste Bce.

L’ad ha rintuzzato le critiche di Mediobanca, che aveva definito «distruttiva di valore e priva di senso industriale» la sua Ops. «L’offerta non andrà a colpire l’identità di Mediobanca, che già ora ha un contributo di wealth management e banca d’affari pari al 35% dell’utile netto, mentre quello del credito al consumo di Compass contribuisce col 30% - ha detto Lovaglio -. Il contributo principale viene dal 13% in Generali, che apporta circa il 40% dell’utile totale». Vale anche in Borsa: Mediobanca, che capitalizza 13,6 miliardi, «è sostenuta dal crescente peso della quota in Generali, che vale circa 6 miliardi». Nelle carte Mps di ieri si legge che «il 23 gennaio la quota in Generali valeva il 47% della capitalizzazione Mediobanca, che senza quotava 6,7 miliardi». Cioè meno degli 8,05 miliardi del Monte.

Ieri però la forbice si è aperta: Mps è salita dell’1,43% e Mediobanca del 3,2%, forse per la frase di Lovaglio per cui «Mps potrebbe comprare azioni Mediobanca anche prima del nulla osta all’Ops». In Borsa lo sconto sul concambio Mps è così salito al 10,2%, pari a 1,4 miliardi più di 13,3 miliardi dell’offerta. Disavanzo che secondo fonti vicine a Mediobanca non sarebbe colmabile con l’attuale liquidità di Siena. Inoltre «le domande degli analisti sul calo del margine d’interesse ben fotografano il problema di Mps - notavano le stesse fonti -. Banca che per quasi due terzi trae i ricavi dagli interessi, che gli operatori stimano in calo del 9% nel 2025. Una banca commerciale di taglio medio con bassa crescita prospettica». Quanto a Generali «si finge di ignorare che la combinazione banca-assicurazione è ricercata da tutti i gruppi bancari Ue. Considerarle separatamente significa non avere contezza di dove va il settore».

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