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Da Mundys 160 milioni su Nizza, ora si aspetta l’ok per Fiumicino

L'aeroporto di Nizza (foto Mundys) 

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Il gruppo controllato da Benetton amplia in Costa Azzurra mentre sul progetto di Roma manca il via libera dal 2021
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NIZZA - Si lavora a ritmo serrato, di fronte al mare, con le montagne come cornice, per inaugurare entro Pasqua l’area dedicata ai voli internazionali della nuova estensione del terminal 2 all’aeroporto Nice Côte d’Azur, gestito da Aca (Aéroports de la Côte d’Azur), gruppo controllato con il 56% dalla Mundys dei Benetton. Il linoleum è stato sostituito dalle piastrelle di marmo, i pannelli solari fanno da copertura, l’impianto geotermico da fondamenta ai 10mila metri quadrati di nuove aree dedicate ai sei nuovi gate e 36 check-in. Con questo ampliamento la capacità massima dell’aeroporto, a regime, crescerà da 14 a 18 milioni di passeggeri l’anno, per un investimento da poco meno di 160 milioni di euro, che Mundys ha finanziato e intrapreso durante la pandemia.

NIZZA - Si lavora a ritmo serrato, di fronte al mare, con le montagne come cornice, per inaugurare entro Pasqua l’area dedicata ai voli internazionali della nuova estensione del terminal 2 all’aeroporto Nice Côte d’Azur, gestito da Aca (Aéroports de la Côte d’Azur), gruppo controllato con il 56% dalla Mundys dei Benetton. Il linoleum è stato sostituito dalle piastrelle di marmo, i pannelli solari fanno da copertura, l’impianto geotermico da fondamenta ai 10mila metri quadrati di nuove aree dedicate ai sei nuovi gate e 36 check-in. Con questo ampliamento la capacità massima dell’aeroporto, a regime, crescerà da 14 a 18 milioni di passeggeri l’anno, per un investimento da poco meno di 160 milioni di euro, che Mundys ha finanziato e intrapreso durante la pandemia.

“Gli aeroporti sono porte d’accesso a una destinazione, il traffico cresce perché i luoghi dove insistono sono attrattivi e la Costa Azzurra è un luogo meraviglioso – spiega Franck Goldnadel, ex direttore generale dello Charles de Gaulle, ora a capo di Aca – Questo è il secondo scalo della Francia e l’unico oltre Parigi che offre voli intercontinentali e di lungo raggio. Avere i permessi non è stato banale, ma con il nuovo progetto abbiamo dimostrato che, con più traffico e passeggeri, ridurremo comunque le emissioni, per arrivare alla carbon neutrality entro il 2030 e avere già oggi i migliori rating Esg”.

Fa specie il fatto che mentre fervono i lavori su un’area già esistente, precedentemente dedicata a parcheggio, che confina con il Mediterraneo, a Fiumicino l’investimento di Mundys presentato al governo nel 2021 non sia stato ancora autorizzato. Nonostante Adr abbia registrato un traffico record nel 2024, che sfiora i 50 milioni di passeggeri, tre volte Nizza, e si prepara – con spazi compressi – ad affrontare il Giubileo e un 2025 in cui il traffico dovrebbe crescere del 9%. Anche perché con il via libera ai lavori, Adr investirebbe 9 miliardi di euro per l’ampliamento dell’aeroporto, andando a creare 170mila posti di lavoro e importanti ricadute anche sull’economia e sul turismo, che sta a cuore a Comune e Regione. Ma anche a Lufthansa, che conta su Adr per potenziare le nuove tratte di Ita, e al ministro Gilberto Pichetto Fratin, che nei giorni scorsi ha dato un’apertura ai nuovi lavori.

Resta il fatto che nonostante le varianti chieste e ottenute dall’esecutivo al progetto di Adr per migliorare la viabilità da e verso Roma, i lavori sono bloccati. In Inghilterra, invece, il governo ha appena dato il via libera alla terza pista dell’aeroporto di Londra Heathrow, che sarà operativa entro il 2035. La decisione, confermata dalla ministra delle Finanze Rachel Reeves, rientra in un più ampio piano di espansione degli aeroporti volto a rafforzare l’economia del Regno Unito: secondo i calcoli di Frontier economics e della Independent transport commission, la terza pista di Heathrow darebbe un contributo al Pil britannico compreso tra lo 0,43% e l’1% entro il 2050.

“Abbiamo imparato tanto dagli italiani – prosegue Goldnadel – C’è uno scambio continuo tra noi e Adr, del resto Fiumicino per sette anni è stato il miglior aeroporto d’Europa”. Sono tanti gli italiani che atterrano e decollano da Nizza, anche per destinazioni internazionali, e con il nuovo terminale, le nuove rotte e la nuova stazione dell’alta velocità che sarà costruita accanto all’aeroporto, il numero dovrebbe aumentare ulteriormente. “Le autorità locali hanno un grande rispetto per Mundys, da quando la concessione è passata sotto il controllo della capogruppo italiana – conclude Goldnadel – il traffico è aumentato del 30% e le emissioni di anidride carbonica si sono ridotte del 95%, con importanti ricadute su tutto il territorio”.

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