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Freni: “La pace fiscale è nel programma di governo, strani i dubbi degli alleati”

(ansa)

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Il sottosegretario al Mef: “Non è un capriccio leghista, valutiamo dopo i conti fatti dalla Ragioneria”. La nuova rottamazione? “Questa volta la formula sarà diversa: rate tutte uguali e con importi sostenibili, produrranno gettito anno dopo anno senza minare il bilancio dello Stato”
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Sottosegretario Freni, la richiesta di una nuova rottamazione delle cartelle si sta facendo compulsiva. Perché tanta smania?

“Nessuna smania, la rottamazione non è un capriccio della Lega: è una risposta che dobbiamo a milioni di italiani onesti che hanno difficoltà a pagare le tasse”.

I vostri alleati al governo non la pensano così. Per Fratelli d’Italia “servono le coperture” mentre Forza Italia vuole il taglio dell’Irpef. Andrete avanti da soli?

“La bussola era e resta una: il programma del centrodestra. E una seria pace fiscale era, ed è, parte integrante del programma di governo”.

Dal voto del 2022 sono cambiate molte cose. Un conto sono le promesse elettorali, un altro è governare.

“Non per noi. Troverei davvero singolare se qualcuno volesse mettere in discussione un programma condiviso e intorno al quale abbiamo raccolto la fiducia di milioni di italiani”.

A proposito di fiducia. Ne ha parecchia nei confronti degli alleati.

“Una coalizione ha senso solo se si rispettano le sens…

Sottosegretario Freni, la richiesta di una nuova rottamazione delle cartelle si sta facendo compulsiva. Perché tanta smania?

“Nessuna smania, la rottamazione non è un capriccio della Lega: è una risposta che dobbiamo a milioni di italiani onesti che hanno difficoltà a pagare le tasse”.

I vostri alleati al governo non la pensano così. Per Fratelli d’Italia “servono le coperture” mentre Forza Italia vuole il taglio dell’Irpef. Andrete avanti da soli?

“La bussola era e resta una: il programma del centrodestra. E una seria pace fiscale era, ed è, parte integrante del programma di governo”.

Dal voto del 2022 sono cambiate molte cose. Un conto sono le promesse elettorali, un altro è governare.

“Non per noi. Troverei davvero singolare se qualcuno volesse mettere in discussione un programma condiviso e intorno al quale abbiamo raccolto la fiducia di milioni di italiani”.

A proposito di fiducia. Ne ha parecchia nei confronti degli alleati.

“Una coalizione ha senso solo se si rispettano le sensibilità di tutti, ma su questo punto non vedo difficoltà. Mi dispiace per i tanti gufi: anche questa volta troveremo una sintesi. L’unità del centrodestra non è e non sarà mai in discussione”.

Veniamo ai dubbi sulle coperture. Il conto della rottamazione lo paga lo Stato, quindi anche i cittadini che le tasse le pagano regolarmente. Gli onesti pagano per i furbetti?

“Il titolare di una partita Iva che ha accumulato debiti a causa del lockdown o un pensionato che ha una pendenza in corso con il Comune o l’Inps li chiama furbetti? Perché è di loro che parliamo, non di chi evade e gira con la Porsche".

Concorderà che fissare il parametro della difficoltà economica è complesso. Un cittadino potrebbe definirsi in difficoltà anche dopo aver speso tutti i risparmi a suo piacimento.

“Non so lei, ma io ho grande fiducia nell’onestà degli italiani. I cittadini non sono evasori a prescindere, come alcuni pensano”.

È ottimista, l’evasione è a quota 82 miliardi.

“Le rispondo con gli incassi della lotta all’evasione fiscale: 32,7 miliardi, un record assoluto dopo quelli del 2022 e del 2023. La nostra politica è sempre la stessa: supporto a chi lavora e nessuno sconto agli evasori. E mi sembra porti ottimi risultati”.

Però sconti a chi aderisce alla rottamazione: niente aggio, sanzioni e interessi. Il conto lievita: alcune stime ufficiose parlano di 5 miliardi. Dove troverete i soldi?

“Mi fido solo delle stime ufficiali della Ragioneria, il resto sono solo chiacchiere da bar”.

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha sottolineato che “secondo i conteggi della Ragioneria potrebbe venire meno del gettito preventivato”. Game over?

“Lasciamo lavorare le strutture della Ragioneria in serenità. Dati alla mano faremo le valutazioni opportune”.

Le rottamazioni hanno portato incassi inferiori rispetto alle previsioni. Perché questa volta dovrebbe andare diversamente?

“C’è una grande differenza con le rottamazioni precedenti. La proposta della Lega prevede la possibilità di spalmare i pagamenti in 120 rate mensili, tutte uguali: i tempi non sono strozzati e le rate hanno importi sostenibili, oltre al fatto che non sono dovuti acconti”.

Una dilazione in dieci anni, però, aumenta i costi.

“Bisogna guardare anche l’altra faccia della medaglia: le adesioni alla rottamazione produrranno gettito anno dopo anno. Nessuno vuole mettere la dinamite sotto ai conti pubblici”.

Tra dazi e bollette, l’economia va incontro a una stagione difficile. Non sarebbe più utile spendere soldi per altro invece che per la rottamazione?

“Tutte le cose buone costano”.

Buone per chi?

“Buone per i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e non sono riusciti a pagare le tasse in tempo e, più in generale, per l’economia perché estinguere i debiti significa avere la possibilità di spendere”.

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