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Rottamazione cartelle, Leo resiste. “C’è un problema di coperture”

Maurizio Leo, viceministro dell'Economia 

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Il viceministro FdI risponde alla Lega. Rinunciare a sanzioni e interessi costa 5 miliardi. In arrivo oggi emendamento dei relatori al Milleproroghe per riaprire la vecchia rottamazione
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ROMA — Il pressing della Lega diventa impuntatura politica. Il leader Matteo Salvini, tornato dal raduno dei patrioti a Madrid, non sente ragioni. Di domenica mattina detta il comunicato: «Serve la rottamazione di tutte le cartelle esattoriali: 120 rate uguali in dieci anni per aiutare milioni di italiani onesti in difficoltà». Via sanzioni, interessi, aggio. Si decade dopo otto rate non versate. Proposta cristallizzata in due disegni di legge depositati alla Camera e al Senato. Ma il governo frena.

Il viceministro all’Economia Maurizio Leo, espressione di Fratelli d’Italia e titolare della riforma fiscale, più che una quinta rottamazione preferirebbe salvaguardare i 600mila decaduti dalla quarta. Per un mero problema di coperture. Riaprire l’ennesima sanatoria costerebbe 5 miliardi secondo le prime stime del Mef.

ROMA — Il pressing della Lega diventa impuntatura politica. Il leader Matteo Salvini, tornato dal raduno dei patrioti a Madrid, non sente ragioni. Di domenica mattina detta il comunicato: «Serve la rottamazione di tutte le cartelle esattoriali: 120 rate uguali in dieci anni per aiutare milioni di italiani onesti in difficoltà». Via sanzioni, interessi, aggio. Si decade dopo otto rate non versate. Proposta cristallizzata in due disegni di legge depositati alla Camera e al Senato. Ma il governo frena.

Il viceministro all’Economia Maurizio Leo, espressione di Fratelli d’Italia e titolare della riforma fiscale, più che una quinta rottamazione preferirebbe salvaguardare i 600mila decaduti dalla quarta. Per un mero problema di coperture. Riaprire l’ennesima sanatoria costerebbe 5 miliardi secondo le prime stime del Mef.

Il cavallo di battaglia della Lega

Archiviate altre scommesse perse – dalla cancellazione della legge Fornero al taglio del canone Rai, tornato a crescere di 20 euro quest’anno – la Lega ha bisogno di battere un colpo sul fronte economico. La terza legge di bilancio del governo Meloni ha bruciato parecchie bandiere leghiste.

A partire da quell’età pensionabile spinta più avanti, anziché indietro. Uno smacco che ora il leader cerca di cancellare puntando su un altro storico cavallo di battaglia. Quello delle tasse che gli italiani «onesti in difficoltà» non riescono proprio a pagare.

Nel magazzino dell’Agenzia delle entrate ci sono 1.268 miliardi, solo 101 davvero recuperabili. Una commissione di esperti è al lavoro per capire come evitare che cresca ancora, quantomeno.

L’idea di Leo sui “decaduti”

Gli incassi della rottamazione quater, quella che tocca i carichi affidati all’Agenzia dal primo gennaio 2000 al 30 giugno 2022, a fine novembre arrivavano a 4,6 miliardi, meglio delle previsioni. Ma in 600 mila sono decaduti nel frattempo, appunto, perché non hanno pagato sei rate consecutive.

Il viceministro Leo vorrebbe soccorrere questi, senza aprire altri fronti scomodi e costosi. Anche se da parte sua «non c’è un no ideologico: è solo un problema di coperture e bisogna essere cauti perché sono cifre importantissime, si valuterà il da farsi con la Ragioneria». Meglio la soluzione di salvaguardia per i “decaduti”. «Rimettiamo in gioco chi non ce l’ha fatta a pagare: questo si può fare, non richiede uno sforzo finanziario per le casse dello Stato», insiste Leo.

Un emendamento in tal senso al Milleproroghe dovrebbe essere presentato oggi proprio dai relatori in Senato.

Verso la rottamazione quinquies

Ma Salvini non ci sta. E anzi porta a bordo della sua battaglia anche il collega di partito e ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «Ho interloquito con Giorgetti su questo tema e la vediamo alla stessa maniera, c’è sintonia», assicura. Arrivare a rottamare anche le cartelle fino al 31 dicembre 2023 per Salvini si può. Per Leo, solo «se c’è il via libera di Giorgetti». E quindi le coperture.

Tentativi per inserire la rottamazione quinquies sono stati bocciati sia in manovra che nel Milleproroghe. I tassi di decadenza dalle rottamazioni d’altro canto sono molto alti: 53% la prima, poi 67%, 70% e 45%. Funzionano poco. Costano molto.

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