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Salvini convoca d’urgenza il Consiglio federale della Lega: “Pace fiscale è emergenza nazionale”

(agf)

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Il messaggio agli alleati di governo. L’appuntamento con i vertici del partito fissato per mercoledì. La cautela di Leo: “Attenzione ai conti pubblici”. FdI: “Giorgetti ci spieghi dove trovare le coperture”
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ROMA - La definisce “un’emergenza nazionale”. Così urgente da farne il primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio federale della Lega convocato per mercoledì. L’emergenza, per Matteo Salvini, è la pace fiscale. Lo schema è quello annunciato venerdì scorso durante una conferenza stampa a Montecitorio: una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali: 120 rate mensili, tutte uguali, senza pagare aggio, interessi e sanzioni.

Ora arriva anche la riunione del federale del partito. È un nuovo segnale agli alleati di governo che, seppure con diverse sfumature, non hanno accolto positivamente il progetto del Carroccio. Ma Salvini insiste. E assicura che anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è d’accordo sulla nuova rottamazione: “Per me - sottolinea - la priorità di questo 2025, per la Lega e per tutti i ministri della Lega, a partire dal ministro Giorgetti, è la rottamazione di questi milioni di cartelli esattoriali". Una necessità messa in evidenza anche dal sottosegr…

ROMA - La definisce “un’emergenza nazionale”. Così urgente da farne il primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio federale della Lega convocato per mercoledì. L’emergenza, per Matteo Salvini, è la pace fiscale. Lo schema è quello annunciato venerdì scorso durante una conferenza stampa a Montecitorio: una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali: 120 rate mensili, tutte uguali, senza pagare aggio, interessi e sanzioni.

Ora arriva anche la riunione del federale del partito. È un nuovo segnale agli alleati di governo che, seppure con diverse sfumature, non hanno accolto positivamente il progetto del Carroccio. Ma Salvini insiste. E assicura che anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è d’accordo sulla nuova rottamazione: “Per me - sottolinea - la priorità di questo 2025, per la Lega e per tutti i ministri della Lega, a partire dal ministro Giorgetti, è la rottamazione di questi milioni di cartelli esattoriali". Una necessità messa in evidenza anche dal sottosegretario leghista all’Economia, Federico Freni, che in un’intervista a Repubblica ha parlato di una misura rivolta ai contribuenti che “hanno presentato la dichiarazione dei redditi e non sono riusciti a pagare le tasse in tempo e, più in generale, per l’economia perché estinguere i debiti significa avere la possibilità di spendere”.

I dubbi di Leo: “Attenzione ai conti pubblici”

I dubbi maggiori sono quelli di Fratelli d’Italia, il partito della premier. Hanno il loro punto di riferimento nel viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che proprio stamattina è tornato a invocare prudenza: "Vorrei sgombrare il campo da un equivoco: sono d'accordo su una nuova rottamazione", ha detto in videocollegamento con il convegno 'Novità fiscali 2025' organizzato dall'ordine dei commercialisti di Torino, dall'Agenzia delle Entrate del Piemonte e dall'Unione industriali di Torino. Poi ha aggiunto: "Questa è una misura importante, così come quella per ridurre l'Irpef al ceto medio, ma sono interventi da fare alla luce delle osservazioni della Ragioneria generale dello Stato”. Il nodo: le coperture.

A fare sponda a Leo sono i parlamentari di Fratelli d’Italia. Come il deputato Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera: “Poiché pare che la rottamazione costi svariati miliardi di euro, non credo sia più un problema esclusivamente fiscale ovvero del vice ministro Leo: quindi, evidentemente, a questo punto è il ministro dell'Economia, Giorgetti, che dovrebbe spiegarci come si può coprire il costo di questa rottamazione”.

Tensioni tra FdI e Lega

La questione è anche politica. Fratelli d’Italia e Lega hanno idee diverse sul fisco. I leghisti hanno criticato il concordato preventivo biennale, il patto tra le partite Iva e l’Agenzia delle Entrate messo a punto da Leo: gli incassi sono stati pari a 1,6 miliardi, inferiori alle attese nonostante la riapertura della procedura. Dal canto suo Leo non vuole fare della rottamazione leghista un tratto distintivo della riforma fiscale che ha messo a punto in qualità di viceministro al Mef con delega al fisco. Riforma che ha proprio nel concordato una delle sue misure più identitarie.

Manca, quindi, un’intesa politica dentro alla maggioranza. Non a caso il tema viene tirato in ballo da Leo: “Ci sarà una sintesi politica, si faranno delle valutazioni: fare interventi con la dovuta attenzione ai conti pubblici è nelle corde della maggioranza, che ha ricevuto per questo il plauso degli organismi internazionali e dei mercati".

Lo scetticismo attraversa anche Forza Italia, anche se gli azzurri sono d’accordo con Salvini sulla nuova rottamazione. Ritengono però prioritario anche il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con la riduzione dell’aliquota di riferimento dal 35% al 33%, e l’allargamento dello scaglione fino a 60 mila euro (oggi è tra 28 e 50 mila euro).

Il piano della Lega

Dopo aver depositato una proposta di legge alla Camera a dicembre, la Lega presenterà un nuovo testo sulla rottamazione al Senato. L’impianto resta lo stesso: pagamenti in dieci anni e decadenza dalla definizione agevolata solo dopo l’ottava rata non pagata.

Salvini è intenzionato a tirare dritto nonostante le perplessità degli alleati: punta sul riferimento alla pace fiscale che è contenuto nel programma elettorale del centrodestra del 2022. Al punto 4 del documento si parla proprio di “Pace fiscale e ‘saldo e stralcio’: accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso”. Riparte da qui la partita sul fisco che scuote il governo.

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