Dazi Usa sull’acciaio, Bruxelles: “Misure ingiustificate”. Urso attacca l’Ue: “È in ritardo”
di Raffaele LorussoROMA - L’Europa non resterà a guardare. Se la Commissione Ue assicura che proteggerà “gli interessi di aziende, lavoratori e consumatori da misure ingiustificate”, per il governo italiano il problema sono proprio le politiche europee. L’annuncio del presidente Donald Trump di voler imporre tariffe del 25% sull’acciaio e sull’alluminio importati negli Stati Uniti suscita pressoché ovunque, nel Vecchio Continente, reazioni prudenti, ma anche preoccupazione. Da Bruxelles a Berlino, da Londra a Madrid, le misure del capo della Casa Bianca fanno sorgere timori non soltanto per la tenuta dell’industria siderurgica, ma anche per il futuro delle relazioni commerciali con l’altra sponda dell’Atlantico.
Il governo: cambiare politica industriale
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ROMA - L’Europa non resterà a guardare. Se la Commissione Ue assicura che proteggerà “gli interessi di aziende, lavoratori e consumatori da misure ingiustificate”, per il governo italiano il problema sono proprio le politiche europee. L’annuncio del presidente Donald Trump di voler imporre tariffe del 25% sull’acciaio e sull’alluminio importati negli Stati Uniti suscita pressoché ovunque, nel Vecchio Continente, reazioni prudenti, ma anche preoccupazione. Da Bruxelles a Berlino, da Londra a Madrid, le misure del capo della Casa Bianca fanno sorgere timori non soltanto per la tenuta dell’industria siderurgica, ma anche per il futuro delle relazioni commerciali con l’altra sponda dell’Atlantico.
Il governo: cambiare politica industriale
Per la presidente della Bce, Christine Lagarde, una guerra commerciale internazionale renderebbe incerte anche le prospettive sull’inflazione nell’Eurozona. Il governo italiano, però, prova a rovesciare la prospettiva. "Sono preoccupato dei ritardi europei nel rispondere alla sfida americana – taglia corto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso – Non dobbiamo reagire, ma agire in via preventiva perché i dazi sono la punta di un iceberg, ma sotto c’è la politica industriale, energetica e commerciale che l’Europa deve mettere in campo per restituire competitività al nostro continente”. Il ministro è anche convinto che i dazi non complicheranno le procedure di vendita dell’ex Ilva. «Non ho preoccupazioni – dice Urso – L’ex Ilva sarà assegnata nei prossimi giorni ad un partner industriale internazionale».
La prudenza delle imprese
Fra le imprese del settore prevale l’esigenza di capire la portata delle misure. Numeri alla mano, il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, evidenzia che le esportazioni di acciaio italiano negli Stati Uniti sono già diminuite. "Dal 2018, anno in cui l’amministrazione Trump ha introdotto i dazi del 25% sull’importazione di acciaio dai Paesi dell’Unione europea – spiega – l’export italiano di acciaio verso gli Stati Uniti ha subito un drastico calo, passando da circa 600 mila tonnellate a meno di 200 mila tonnellate nel 2024. Non comprendiamo se i recenti proclami rappresentino un rinnovo di una normativa già esistente o se siano il preludio a nuove misure restrittive”.
Gozzi ricorda che le aziende italiane esportano negli Stati Uniti prevalentemente acciai speciali, il cui prezzo consente comunque di superare la soglia imposta dai dazi. "Gran parte della produzione destinata ai clienti statunitensi – rileva il presidente di Federacciai - avviene direttamente negli Stati Uniti, grazie agli investimenti e alla presenza produttiva delle nostre aziende sul territorio americano”.