Sbarra: “Legge sulla partecipazione risultato storico. Dalla Cgil un no ideologico”
di Rosaria AmatoROMA – Oltre 400 mila firme raccolte, l’orgoglio di una proposta di legge ormai in dirittura d’arrivo “per fare in modo che finalmente l'articolo 46 della Costituzione italiana possa trovare piena applicazione". E’ dedicata alla legge sulla partecipazione dei lavoratori l’Assemblea Nazionale della Cisl, alla quale interviene anche la premier Giorgia Meloni, che ringrazia il segretario Luigi Sbarra per essere stato un interlocutore “franco, determinato e onesto” per il governo, strappando così una vera e propria ovazione in sala. Anche Sbarra ringrazia, “per aver mostrato sensibilità alla nostra proposta di legge”, e rivendica il ruolo della Cisl come “sindacato della responsabilità, una grande forza riformatrice che ogni giorno sui luoghi di lavoro si rimbocca le maniche perché sa che il cambiamento si costruisce e non si aspetta”. Sul palco, accanto a Daniela Fumarola, la segretaria aggiunta che domani prenderà il testimone dall’attuale leader Luigi Sbarra, il ministro del Lavoro Mar…
ROMA – Oltre 400 mila firme raccolte, l’orgoglio di una proposta di legge ormai in dirittura d’arrivo “per fare in modo che finalmente l'articolo 46 della Costituzione italiana possa trovare piena applicazione". E’ dedicata alla legge sulla partecipazione dei lavoratori l’Assemblea Nazionale della Cisl, alla quale interviene anche la premier Giorgia Meloni, che ringrazia il segretario Luigi Sbarra per essere stato un interlocutore “franco, determinato e onesto” per il governo, strappando così una vera e propria ovazione in sala. Anche Sbarra ringrazia, “per aver mostrato sensibilità alla nostra proposta di legge”, e rivendica il ruolo della Cisl come “sindacato della responsabilità, una grande forza riformatrice che ogni giorno sui luoghi di lavoro si rimbocca le maniche perché sa che il cambiamento si costruisce e non si aspetta”. Sul palco, accanto a Daniela Fumarola, la segretaria aggiunta che domani prenderà il testimone dall’attuale leader Luigi Sbarra, il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone. “La nostra proposta non intende imporre nulla per legge. Permetterà anche alle aziende non sindacalizzate di promuovere la partecipazione dei lavoratori attraverso la contrattazione”, afferma Fumarola.
“Se ci sediamo al tavolo e qualcuno ha già dettato alle agenzie le dichiarazioni che detterà a prescindere da quello che si dice, non andiamo molto lontano”, afferma Calderone, criticando la scelta di Cgil e Uil di sostenere la legge sul salario minimo, ed elogiando la Cisl per il metodo del confronto e per il suo percorso “di rispetto dei propri valori”. Il ministro ringrazia anche il relatore della legge sulla partecipazione, Malagola, “per aver ben rappresentato la volontà del governo di portare a termine rapidamente questo percorso”.
Fumarola: “In 70 anni solo 7 leggi di iniziativa popolare al traguardo”
"Mai alcuna legge parlamentare dedicata alla partecipazione dei lavoratori è arrivata alla discussione presso la Camera dei Deputati o in Senato, pur essendone state presentate negli anni oltre una ventina, anche da esponenti politici di primo piano. – rivendica ancora la segretaria aggiunta della Cisl - Non solo: in sette decenni, soltanto sette proposte di legge di iniziativa popolare sono state definitivamente approvate, e tra queste soltanto tre con una formulazione simile a quella originale e non confluite in altri disegni di legge sulle stesse materie. Ma non abbiamo avuto alcun timore nell'impegnarci in questa sfida – aggiunge Fumarola. Abbiamo deciso di non occuparci soltanto di qualche forma di partecipazione, ma di provare a regolare tutte le forme di partecipazione che grazie all'azione contrattuale della Cisl sono andate realizzandosi sul territorio nazionale: partecipazione gestionale, economico-finanziaria, organizzativa, consultiva".
Come già Sbarra ha fatto in più occasioni in questi giorni, Fumarola difende la struttura attuale della legge, frutto di diversi emendamenti presentati alla Camera sia dalle forze di maggioranza che dell’opposizione: “Siamo riusciti a difendere la colonna vertebrale della nostra proposta, con buona pace di chi invece affiderebbe anche la definizione dell’orario di lavoro alla politica”. Il riferimento è alla Cgil, che ha fortemente criticato la legge sulla partecipazione. Mentre il Pd ha contestato le modifiche alla legge operate dagli emendamenti della maggioranza, sostenendo che la legge è stata svuotata dei suoi contenuti principali.
Sbarra: “L’opposizione della Cgil alla nostra legge è pregiudiziale”
Chiudendo i lavori, Sbarra sottolinea come a parlare di partecipazione dei lavoratori all’impresa sia stata, anche prima della Cisl, lo storico leader della Cgil Giuseppe Di Vittorio, che “oggi assisterebbe esterrefatto allo spettacolo dei suoi pronipoti, che hanno cercato di picconare la legge che permette di inverare quell’articolo!”. “Non c’è altra spiegazione: – argomenta Sbarra – non si sono ancora dissolte le paure, sono ancora in funzione i freni ideologici, che per decenni hanno generato tanta avversione. L’idea radicata in certe aree antagoniste che la fabbrica sia un terreno di scontro tra “capitale” e “lavoro”. Avversione che ha forgiato le sbarre di una gabbia che per decenni ha fatto perdere al Paese tempo e grandi opportunità”.
In una replica ancora più diretta alle critiche del segretario della Cgil Maurizio Landini, Sbarra obietta di non poter dire se “l’affermazione per cui la nostra proposta danneggia la contrattazione è più paradossale o più ridicola. Sinceramente: mi sono domandato come si possa sostenere una tale, grottesca invenzione”.
“Ad essere assurdo, e francamente del tutto fuori luogo, è che a scagliarsi contro l’applicazione di un principio costituzionale sia chi un giorno sì e uno no lancia allarmi per le minacce che incombono sulla democrazia. – agginge Sbarra, riferendosi ancora una volta a Landini – Ad essere assurdo è che pretenda di dare lezioni sul valore della contrattazione sia chi chiede alla politica, ai partiti, di intervenire su salari e orari, su organizzazione del lavoro e rappresentanza.C’è un limite alla faccia tosta”.
Invito a un voto bipartisan
Sbarra rivendica come la legge sulla partecipazione, anche dopo le modifiche apportate dalla Camera, abbia mantenuto tutte “le articolazioni della partecipazione: gestionale, organizzativa, economico-finanziaria e consultiva”, non imponendo la contrattazione, ma favorendola. “All’inizio dell’iter parlamentare – prosegue Sbarra – abbiamo chiesto a tutte le forze politiche di lasciare fuori dalla porta le bandiere identitarie, i distinguo, i tatticismi che ogni giorno attraversano lo scontro tra schieramenti. Attorno ad un tema che per il Paese significa solo “opportunità”, abbiamo esortato una convergenza bipartisan, un voto trasversale e coeso. Questa ancora oggi è la nostra esortazione alla politica. Non si perda la chance di dare al Paese una legge di civiltà in cui si ritrovino tutte le culture democratiche della nostra Repubblica”.