ROMA - Non si è fatta attendere la risposta europea alla decisione del presidente americano Donald Trump di alzare al 25% le tariffe su acciaio e alluminio che entreranno in vigore il 12 marzo.
Von del Leyen: “profondamente delusa, risponderemo”
"Sono profondamente dispiaciuta per la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sulle esportazioni europee di acciaio e alluminio – afferma in una dichiarazione la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -. Le tariffe sono tasse: dannose per le imprese, e peggiori per i consumatori. Le tariffe ingiustificate contro l'Ue non rimarranno senza risposta: scateneranno contromisure ferme e proporzionate. L'Ue agirà per salvaguardare i propri interessi economici. Proteggeremo i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori".
Sefcovic: “L’Europa resta impegnata nel dialogo”
Per il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, intervenuto in plenaria al Parlamento europeo, “i dazi sono economicamente controproduc…
ROMA - Non si è fatta attendere la risposta europea alla decisione del presidente americano Donald Trump di alzare al 25% le tariffe su acciaio e alluminio che entreranno in vigore il 12 marzo.
Von del Leyen: “profondamente delusa, risponderemo”
"Sono profondamente dispiaciuta per la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sulle esportazioni europee di acciaio e alluminio – afferma in una dichiarazione la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -. Le tariffe sono tasse: dannose per le imprese, e peggiori per i consumatori. Le tariffe ingiustificate contro l'Ue non rimarranno senza risposta: scateneranno contromisure ferme e proporzionate. L'Ue agirà per salvaguardare i propri interessi economici. Proteggeremo i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori".
Sefcovic: “L’Europa resta impegnata nel dialogo”
Per il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, intervenuto in plenaria al Parlamento europeo, “i dazi sono economicamente controproducenti, soprattutto date le catene di produzione profondamente integrate: sono un male fiscale per le aziende, peggio per i consumatori. E imponendoli, gli Stati Uniti tasseranno i propri cittadini, aumentando i costi per le proprie attività e alimentando l'inflazione”. L’Europa, aggiunge, rimane impegnata per il dialogo.
Le prime risposte dai Paesi membri
Anche dai Paesi membri le arrivano critiche pungenti. “Le guerre commerciali costano sempre benessere a entrambi i lati, ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, parlando al Bundestag. “È ovvio che per noi il tema dei dazi è importantissimo: noi esportiamo 626 miliardi di prodotto, puntiamo a esportarne 700 miliardi, siamo il quarto Paese al mondo per esportazioni quindi la guerra dei dazi, ovviamente, non ci fa bene”, gli fa eco il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Per il Vecchio continente, “credo che questa sia un po’ una sveglia: non possiamo permetterci di dividerci. L'Italia”, come l’Ue, “ha due capitoli principali, energia e difesa. Serve negoziare subito con gli Stati Uniti, credo che ci sia anche la possibilità ed è giusto che sia l'Europa in modo compatta a negoziare”. Compatta sì, ma con Meloni in primo piano, perché potrebbe “aiutare l'Europa a trovare un negoziato”.