Musk investe in Cina, nonostante il braccio di ferro sui dazi: nuovo stabilimento per le batterie
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Tesla raddoppia in Cina. Un nuovo stabilimento di duecentomila metri quadrati, investimento totale di circa 1,45 miliardi di yuan (190 milioni di euro): l'azienda di Elon Musk ha inaugurato a Shanghai la sua nuova Megafactory, impianto specializzato nella produzione di batterie di accumulo di energia, le Megapack.
L’impianto, la cui produzione è stata avviata ufficialmente questa mattina (martedì 11 febbraio), sorge non lontano dalla Gigafactory, dove la casa automobilistica statunitense assembla i propri veicoli.
La Megafactory di Shanghai è la prima a nascere fuori dagli Stati Uniti (l’unico altro impianto del genere di Tesla si trova a Lathrop, California). Tesla consolida dunque la propria presenza in Cina, nonostante le tensioni tra Pechino e Washington.
PECHINO - Tesla raddoppia in Cina. Un nuovo stabilimento di duecentomila metri quadrati, investimento totale di circa 1,45 miliardi di yuan (190 milioni di euro): l'azienda di Elon Musk ha inaugurato a Shanghai la sua nuova Megafactory, impianto specializzato nella produzione di batterie di accumulo di energia, le Megapack.
L’impianto, la cui produzione è stata avviata ufficialmente questa mattina (martedì 11 febbraio), sorge non lontano dalla Gigafactory, dove la casa automobilistica statunitense assembla i propri veicoli.
La Megafactory di Shanghai è la prima a nascere fuori dagli Stati Uniti (l’unico altro impianto del genere di Tesla si trova a Lathrop, California). Tesla consolida dunque la propria presenza in Cina, nonostante le tensioni tra Pechino e Washington.
La costruzione della Megafactory era iniziata nel maggio 2024. Come riporta la stampa cinese, “con una capacità produttiva annuale iniziale di 10mila unità, pari a circa 40 gigawattora di accumulo di energia, questa Megafactory è destinata a contribuire in modo significativo agli obiettivi globali di Tesla in materia di accumulo di energia. L'azienda prevede un aumento del 50% su base annua delle installazioni di accumulo di energia nel 2025”.
Come spiega la stessa Tesla, “Megapack è una potente batteria che fornisce accumulo di energia e supporto, contribuendo a stabilizzare la rete e prevenire i blackout. Ciascuna unità è in grado di immagazzinare oltre 3,9 MWh di energia, sufficiente per alimentare in media 3.600 abitazioni per un’ora”.
Dalle batterie alle macchine. Sul fronte veicoli elettrici Tesla arranca un po’ in Cina ultimamente. La concorrenza dei produttori locali si sta intensificando. A gennaio Tesla ha venduto in Cina 63.238 auto elettriche, un calo dell'11,5% rispetto alle 71.447 auto vendute nello stesso mese dello scorso anno. La rivale cinese Byd ha invece venduto 296.446 veicoli elettrici puri e ibridi plug-in il mese scorso, con un aumento del 47% rispetto all'anno precedente.
Proprio Byd sta aumentando il suo vantaggio su Tesla per quanto riguarda la tecnologia di guida con intelligenza artificiale. Lunedì “Byd ha dichiarato che renderà disponibile il suo sistema di tecnologia di assistenza alla guida, chiamato ‘Occhi di Dio’, in tutti i suoi modelli”, come riporta il Wall Street Journal. “Byd ha inoltre dichiarato di aver iniziato a utilizzare i modelli di intelligenza artificiale sviluppati dalla startup cinese DeepSeek”, continua ancora il Wsj.
Da 10 mesi Tesla è invece in attesa dell'approvazione definitiva in Cina della propria versione di guida assistita dall'intelligenza artificiale, chiamata Full Self-Driving (Supervised), nonostante lo scorso aprile Musk ottenne discrete aperture in merito, con un’approvazione iniziale per il lancio della sua funzione di guida assistita avanzata, dopo aver incontrato vari alti funzionari cinesi tra cui il premier Li Qiang. Fu l’allora capo del Partito di Shanghai - e oggi premier - Li Qiang che si spese nel 2018 per far aprire alla società di Musk il suo più grande stabilimento all’estero, la Gigafactory di Shanghai appunto.