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Pnrr, l'Europa è in ritardo: tasso di completamento al 28%. Pressing del Parlamento per il rinvio

Il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto 

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Ma la risposta della Commissione continua a essere no. Il vicepresidente Fitto: “Gli Stati devono accelerare gli sforzi per evitare di perdere i finanziamenti”
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ROMA – A meno di un anno e mezzo dalla conclusione del Pnrr il tasso di completamento di milestone e target dei Paesi Ue è inchiodato al 28%. Ecco perché lunedì sera, in apertura della Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto e il commissario al Commercio Valdis Dombrovskis sono stati presi d’assalto dai parlamentari, che chiedono un rinvio delle scadenze. «Lascerete una scuola non completata se i lavori non si possono concludere entro il 30 giugno 2026?», chiedono dall’Emiciclo. Da parte del M5S arriva la richiesta di una commissione d'inchiesta sul Pnrr: il commissario Dombrovskis ammette che un piano così imponente si è tradotto in una crescita modesta (0,8% Pil Ue, 0,5% Pil Italia) ma obietta che l’impatto finale si misurerà solo alla fine del piano, aggiungendo che la Commissione conta comunque di raggiungere la metà dei milestoners e obiettivi entro la fine di quest’anno.

ROMA – A meno di un anno e mezzo dalla conclusione del Pnrr il tasso di completamento di milestone e target dei Paesi Ue è inchiodato al 28%. Ecco perché lunedì sera, in apertura della Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto e il commissario al Commercio Valdis Dombrovskis sono stati presi d’assalto dai parlamentari, che chiedono un rinvio delle scadenze. «Lascerete una scuola non completata se i lavori non si possono concludere entro il 30 giugno 2026?», chiedono dall’Emiciclo. Da parte del M5S arriva la richiesta di una commissione d'inchiesta sul Pnrr: il commissario Dombrovskis ammette che un piano così imponente si è tradotto in una crescita modesta (0,8% Pil Ue, 0,5% Pil Italia) ma obietta che l’impatto finale si misurerà solo alla fine del piano, aggiungendo che la Commissione conta comunque di raggiungere la metà dei milestoners e obiettivi entro la fine di quest’anno.

E nel frattempo, per chi chiede rinvii la risposta è quella di sempre: «Gli Stati devono accelerare gli sforzi per evitare di perdere i finanziamenti del Pnrr - replica Fitto - Dobbiamo concentrarci sul rispetto delle scadenze. Il dibattito sul rinvio rischia di portarci fuori strada». Secondo il report della Commissione, l’Italia sta in mezzo: in testa la Francia con il 72,9% degli obiettivi raggiunti, poi la Germania con il 54,1%, la Danimarca con il 46,3% e infine l’Italia con il 43,4%. In fondo alla lista Cipro, Finlandia e Romania.

«Per il completamento dei progetti, se si va oltre le scadenze, si potranno utilizzare fondi nazionali, o di coesione», ipotizza Dombrovskis. Ma adesso la parola d’ordine è fare in fretta, chiudere nei tempi. «La mia lettera di missione evidenzia l'importanza di accelerare l'implementazione del Recovery fino al suo completamento nel 2026, il che è ancora più importante per quegli stati membri che stanno riscontrando ritardi nell'implementazione di riforme e investimenti», ribadisce Fitto.

Il report della Commissione analizza anche il tasso di assorbimento dei fondi. In questo caso l’Italia è piazzata un po’ meglio, con un tasso del 62,8% che segue la Francia (76,6%) e la Germania (62,8%). Solo che in questo caso stride la distanza tra fondi percepiti e obiettivi già raggiunti. Ma ci sono Paesi che mostrano uno squilibrio ancora maggiore, come la Bulgaria che ha ricevuto il 24% dei fondi e completato solo il 7% delle milestones e degli obiettivi.

Finora sono stati erogati 306,1 miliardi di euro erogati, «siamo ora vicini alla metà (47%) dell'importo totale del sostegno impegnato nell'ambito del Pnrr», spiega Fitto, aggiungendo che se si considerano solo le sovvenzioni, e non i prestiti, è stato erogato finora il 55% degli importi complessivi.

I Paesi in ritardo sono spinti dalla Commissione a chiedere ulteriori revisioni. Finora ne sono state adottate 18, e altre sono già in programma per quest’anno. «Garantire la piena attuazione del Recovery Fund entro la scadenza finale del 2026 rimane una priorità assoluta», conclude Fitto, ricordando che le «restanti riforme e gli investimenti previsti nei programmi di riforma nazionali entro le scadenze già fissate rappresentano una sfida significativa, che richiede sforzi costanti e impegno continuo da parte di tutti gli Stati membri e della Commissione».

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