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Tim, via libera alla cessione di Sparkle. Labriola promette cedole da 350 milioni

Pietro Labriola

 (reuters)

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Metà dell’incasso della vendita dei cavi sottomarini per remunerare i soci. Bilancio 2024 in crescita e nuovi target fino al 2027
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MILANO — Telecom Italia chiude il primo bilancio senza la rete con ricavi in aumento del 3,1% a 14,5 miliardi (+6,8% il Brasile e +1,5% dell’Italia), un margine operativo lordo rettificato dai leasing finanziari a doppia cifra, a 3,67 miliardi (+10,1%), minori investimenti in conto capitale (2,1 miliardi, di cui 1,3 in Italia) e un debito netto rettificato dai leasing finanziari in calo a 7,26 miliardi.

Centrati gli obiettivi, via al nuovo piano

Pietro Labriola centra così gli obiettivi del piano industriale annunciato lo scorso marzo, che oggi sarà aggiornato in continuità con la presentazione del nuovo piano 2025-2027 senza Sparkle, da cui Tim si aspetta ricavi in crescita del 3%, margini su tra il 6 e il 7%, cassa nel triennio per 2,5 miliardi e una leva (cioè rapporto tra debito e mol dopo i leasing) che a fine anno scenderà ancora a 1,9 volte. L’unico target che Tim manca di un soffio, a causa del cambio sfavorevole tra euro e real, è quello del rapporto tra debiti e mol dopo i…

MILANO — Telecom Italia chiude il primo bilancio senza la rete con ricavi in aumento del 3,1% a 14,5 miliardi (+6,8% il Brasile e +1,5% dell’Italia), un margine operativo lordo rettificato dai leasing finanziari a doppia cifra, a 3,67 miliardi (+10,1%), minori investimenti in conto capitale (2,1 miliardi, di cui 1,3 in Italia) e un debito netto rettificato dai leasing finanziari in calo a 7,26 miliardi.

Centrati gli obiettivi, via al nuovo piano

Pietro Labriola centra così gli obiettivi del piano industriale annunciato lo scorso marzo, che oggi sarà aggiornato in continuità con la presentazione del nuovo piano 2025-2027 senza Sparkle, da cui Tim si aspetta ricavi in crescita del 3%, margini su tra il 6 e il 7%, cassa nel triennio per 2,5 miliardi e una leva (cioè rapporto tra debito e mol dopo i leasing) che a fine anno scenderà ancora a 1,9 volte. L’unico target che Tim manca di un soffio, a causa del cambio sfavorevole tra euro e real, è quello del rapporto tra debiti e mol dopo i leasing, che scende sotto le due volte solo grazie al contributo della vendita di Inwit (250 milioni).

Ok alla vendita, che arriverà entro marzo 2026

Ieri il cda ha poi accettato all’unanimità l’offerta da 700 milioni di Mef (70%) e Retelit (30%) per i cavi sottomarini di Sparkle: la firma tra parti correlate è attesa entro l’11 aprile, ma per la vendita bisognerà aspettare il via libera dell’Antitrust e le autorizzazioni del Golden Power – che paiono scontate – previste entro marzo 2026.

Ceduta Sparkle, Tim conta di pagare ai soci 350 milioni di dividendi (salvo la disponibilità delle riserve). Con la vendita dei cavi sottomarini, per cui Tim si è fatta assistere da Vitale & C., e la causa sul canone – su cui il management sta cercando un accordo con il Mef – nelle casse dell’azienda potrebbero entrare altri 1,7 miliardi, risorse con cui Labriola ha più volte ribadito di voler remunerare i soci, tenendo sotto controllo la leva (il target è 1,7 volte). Oggi gli investitori aspettano poi di sapere come l’ad valuta un possibile ingresso di Poste nel capitale al posto di Cdp (9,85%), e quali sinergie potrebbero nascere unendo le forze.

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