ROMA – Daniela Fumarola è la nuova segretaria della Cisl. Stamane l’assemblea dei delegati del sindacato ha accettato le dimissioni di Luigi Sbarra, per raggiunti limiti di età, e ha eletto Daniela Fumarola con 188 voti su 191 presenti dei 199 aventi diritto. Fumarola finora ha ricoperto il ruolo di segretario aggiunto. “Attorno al nome di Daniela Fumarola, che ho proposto a tutte le strutture, c'è stata una convergenza totale, unanime. – ha detto Sbarra nel suo discorso di commiato - Daniela passo oggi il testimone in totale serenità, perché so che lei sarà una leader vera, capace di ascoltare, di coinvolgere e di prendere le decisioni che riterrà giuste".
Nel suo discorso di ringraziamento, Daniela Fumarola ha rivendicato “la via che la Cisl in quest…
ROMA – Daniela Fumarola è la nuova segretaria della Cisl. Stamane l’assemblea dei delegati del sindacato ha accettato le dimissioni di Luigi Sbarra, per raggiunti limiti di età, e ha eletto Daniela Fumarola con 188 voti su 191 presenti dei 199 aventi diritto. Fumarola finora ha ricoperto il ruolo di segretario aggiunto. “Attorno al nome di Daniela Fumarola, che ho proposto a tutte le strutture, c'è stata una convergenza totale, unanime. – ha detto Sbarra nel suo discorso di commiato - Daniela passo oggi il testimone in totale serenità, perché so che lei sarà una leader vera, capace di ascoltare, di coinvolgere e di prendere le decisioni che riterrà giuste".
Nel suo discorso di ringraziamento, Daniela Fumarola ha rivendicato “la via che la Cisl in questi anni ha costantemente indicato: quella della responsabilità e della partecipazione”, e ha rilanciato l’appello di Sbarra a tutte le forze politiche per l’approvazione rapida della legge sulla partecipazione dei lavoratori all’impresa, in dirittura d’arrivo alla Camera, chiedendo “la più ampia convergenza parlamentare, una adesione bipartisan a questa legge di civiltà che non deve essere trasformata in un terreno di scontro ideologico tra partiti”.
La nuova segretaria ha anche richiamato con convinzione le scelte che hanno portato la Cisl su un percorso diverso, e sempre più lontano, da quello di Cgil e Uil: “Camminare in solitaria non ci ha mai spaventato. Anzi, lo abbiamo fatto a testa alta, consapevoli della posta in gioco. Del destino che tocca storicamente a chi vuole rimuovere le incrostazioni ideologiche in questo Paese. “La solitudine del riformista” è un libro di Federico Caffè. Il maestro di Ezio Tarantelli”. Scelte che sono state premiate da un aumento degli scritti, ha sottolineato: Le persone si sono riconosciute in tutto questo: 70.000 in più nel 2024; 172.000 in più negli ultimi quattro anni.
Riferendosi invece alle politiche europee, Fumarola ha auspicato che “si recuperi in pieno quello spirito di coesione che di fronte alla pandemia aveva portato alla risposta del Next Generation e a strumenti come il Programma Sure. E che non si prosegua, invece, nella scelta sbagliata delle rigidità rigoriste o ideologiche. Come è stato fatto con la riforma del nuovo Patto di stabilità. Come è stato previsto in un “green deal”, che di “Deal”, cioè di “Patto”, non ha nulla definendo in maniera unilaterale, rigida e ideologica la linea del 2035 per la fine dei motori a scoppio”. "Il sentiero è quello indicato dal Rapporto Draghi sulla competitività e anche da quello sul mercato unico di Enrico Letta”, ha aggiunto.
Facendo riferimento alla questione salariale, infine, ha ribadito il no della Cisl a una legge sul salario minimo, voluta invece da Cgil e Uil: “La questione salariale – ha riconosciuto – ha bisogno di nuove risposte. Dove per “nuove”, però, non si può intendere l’introduzione di un salario minimo legale che condurrebbe ad una eterogenesi dei fini che nuocerebbe a lavoratrici e lavoratori, specie delle fasce medie. Perché indebolire la contrattazione collettiva, favorire l’uscita delle aziende dai sistemi di rappresentanza avrebbe come effetto perverso l’abbassamento delle retribuzioni medie”.
A conclusione del suo intervento, Fumarola ha invitato i delegati a indicare, per la segretaria nazionale, una “squadra a sei”, composta, oltre che da lei stessa, da Andrea Cuccello, Ignazio Ganga, Giorgio Graziani, Mattia Pirulli, Sauro Rossi.