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Popolare di Sondrio dice no a Bper: la fusione ci farebbe sparire

Banca Popolare di Sondrio (Roma) 

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Per il Comitato dei piccoli soci valtellinesi, l’Ops “distrugge valore ed è ostile al gruppo”
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MILANO — La risposta della Popolare di Sondrio all’offerta pubblica di scambio (Ops) annunciata da Bper si potrebbe riassumere così: «Preferiamo fare da soli, grazie». In serata, al termine di un consiglio di amministrazione più lungo del previsto, il gruppo guidato da Alberto Mario Pedranzini vuole in primo luogo evidenziare che lo scambio, proposto in 1,45 azioni Bper per ogni titolo di Sondrio, al momento dell’annuncio, il 6 febbraio, prevedeva sì un premio del 6,6% dai prezzi del giorno prima. Tuttavia, al 10 febbraio, «il rapporto esprime il 4% di sconto implicito». Alle quotazioni di ieri, le azioni valtellinesi vengono valorizzate 9,32 euro l’una rispetto ai 9,465 della Borsa.

Soprattutto, però, la Popolare di Sondrio fa presente ch…

MILANO — La risposta della Popolare di Sondrio all’offerta pubblica di scambio (Ops) annunciata da Bper si potrebbe riassumere così: «Preferiamo fare da soli, grazie». In serata, al termine di un consiglio di amministrazione più lungo del previsto, il gruppo guidato da Alberto Mario Pedranzini vuole in primo luogo evidenziare che lo scambio, proposto in 1,45 azioni Bper per ogni titolo di Sondrio, al momento dell’annuncio, il 6 febbraio, prevedeva sì un premio del 6,6% dai prezzi del giorno prima. Tuttavia, al 10 febbraio, «il rapporto esprime il 4% di sconto implicito». Alle quotazioni di ieri, le azioni valtellinesi vengono valorizzate 9,32 euro l’una rispetto ai 9,465 della Borsa.

Soprattutto, però, la Popolare di Sondrio fa presente che «l’offerta non riflette il percorso di creazione di valore della banca in ottica stand alone» così come disegnato dal nuovo piano industriale al 2027 che sarà presentato il 26 febbraio. Perciò il cda «ritiene che sia nell’interesse di tutti gli azionisti poter valutare il profilo di solidità patrimoniale e le prospettive di crescita su base stand alone, confrontandoli con le incertezze e i rischi connessi con uno scenario di integrazione con Bper».

Il cda valtellinese, ribadendo che l’offerta non è stata concordata, precisa comunque che sulla stessa si esprimerà ufficialmente in un secondo momento, quando cioè sarà disponibile il prospetto.

Al pari di quanto fatto da Banco Bpm dopo l’offerta pubblica di Unicredit, anche la Popolare di Sondrio esprime dubbi sulle possibili conseguenze occupazionali: «La combinazione tra Bper e Bp Sondrio dovrebbe generare sinergie di costo lorde fino a 190 milioni, importo che desta preoccupazioni, facendo intravedere potenziali ricadute sul personale e sulla struttura organizzativa e commerciale della banca».

Ieri la posizione del gruppo valtellinese era stata anticipata da quella, molto meno diplomatica, del Comitato per l’autonomia e l’indipendenza della Banca Popolare di Sondrio, che riunisce un gruppo di soci sotto la guida dell’economista Marco Vitale.

L’operazione di Bper, a detta del Comitato, «è distruttrice di valore ed è ostile alla banca, come è comprovato dal fatto che chi ha ora orchestrato l’operazione ostile e dannosa ha, nel recente passato, ripetutamente dichiarato il suo favore per l’autonomia e l’indipendenza della Bps». Il riferimento sembra essere al gruppo assicurativo bolognese Unipol, primo azionista al 19,8% di Bper e al 19,7% di Popolare di Sondrio.

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