Vance attacca l’Europa: “Troppe regole sull’IA”. E von der Leyen rilancia: “Piano da 200 miliardi”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI — «Il più grande partenariato pubblico-privato al mondo per lo sviluppo di un’IA affidabile», dice Ursula von der Leyen a proposito dei 200 miliardi di euro che l’Ue vuole investire nell’intelligenza artificiale. In occasione dell’AI Summit Action di Parigi, la presidente della Commissione europea ha annunciato una nuova alleanza con partner privati, che riunisce oltre sessanta società, tra cui grandi gruppi industriali (come Airbus, L’Oréal, Mercedes, Siemens) e tecnologici (tra cui Spotify e Mistral AI). «Vogliamo che l’Europa sia uno dei principali continenti nel campo dell’intelligenza artificiale», ha aggiunto von der Leyen, sottolineando che l’Ue intende puntare sulle gigafactory con investimenti per 20 miliardi di euro.
PARIGI — «Il più grande partenariato pubblico-privato al mondo per lo sviluppo di un’IA affidabile», dice Ursula von der Leyen a proposito dei 200 miliardi di euro che l’Ue vuole investire nell’intelligenza artificiale. In occasione dell’AI Summit Action di Parigi, la presidente della Commissione europea ha annunciato una nuova alleanza con partner privati, che riunisce oltre sessanta società, tra cui grandi gruppi industriali (come Airbus, L’Oréal, Mercedes, Siemens) e tecnologici (tra cui Spotify e Mistral AI). «Vogliamo che l’Europa sia uno dei principali continenti nel campo dell’intelligenza artificiale», ha aggiunto von der Leyen, sottolineando che l’Ue intende puntare sulle gigafactory con investimenti per 20 miliardi di euro.
Nell’ultima giornata del vertice parigino, l’intervento più atteso è stato quello di J.D. Vance, invitato poi a colazione all’Eliseo. Il nuovo vicepresidente Usa è sbarcato a Parigi con moglie e tre figli per una settimana decisiva nelle nuove relazioni tra l’Ue e l’amministrazione americana. Nel suo discorso sotto le volte del Grand Palais, Vance si è scagliato contro le collaborazioni con i «regimi autoritari» nel settore dell’IA, allusione alla Cina e alla sfida lanciata da DeepSeek, ma anche contro una «regolamentazione eccessiva» dell’intelligenza artificiale, che «potrebbe uccidere un’industria in piena espansione».
In questo caso il riferimento è alle regolamentazioni dell’Ue, criticate dalla nuova amministrazione statunitense, anche perché prendono di mira Big Tech, come Elon Musk. Già a settembre Vance aveva minacciato il ritiro dei fondi americani alla Nato nel caso di un intervento dell’Ue sulla piattaforma X. «L’America vuole collaborare con tutti voi», ha precisato poi il vicepresidente rivolgendosi alla platea dei leader. Ma, ha evidenziato, «abbiamo bisogno di regimi normativi internazionali che favoriscano lo sviluppo delle tecnologie di IA, invece che soffocarle».
Davanti alla posizione americana, nel discorso di chiusura del vertice, Emmanuel Macron ha insistito sulla «necessità di regole» e di un «quadro di fiducia» per accompagnare lo sviluppo dell’IA. «Abbiamo bisogno di queste regole per farla progredire» e «di continuare a far progredire una governance internazionale», ha sottolineato il presidente francese, annunciando per il suo Paese un piano di investimenti privati per 109 miliardi di euro.
Senza molta suspense, gli Usa hanno deciso di non firmare la dichiarazione finale dell’AI Action Summit, sottoscritta da una sessantina di Stati tra cui Cina, India e Unione Africana. È invece una sorpresa la decisione del Regno Unito di non sottoscrivere il testo, con il premier Keir Starmer desideroso di ricucire le relazioni con la nuova amministrazione Usa.
Anche Israele, che sviluppa molta IA, non ha firmato la dichiarazione finale. Nel testo si parla di difendere la creazione di intelligenze artificiali “aperte”, “inclusive” e “etiche”, ma anche di evitare “una concentrazione del mercato” per rendere più accessibile questa tecnologia. E si chiede di affrontare gli effetti dello sviluppo delle IA sia in termini di impatto ambientale che di conseguenze per l’economia e il mercato del lavoro.
«L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento potente nelle mani di quegli scienziati ed esperti che cooperano per trovare soluzioni innovative e creative che promuovano l’ecosostenibilità della Terra», ha osservato papa Francesco in un messaggio inviato al vertice. A Parigi per l’Italia c’era il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha plaudito agli annunci della Commissione Ue. «È un passo in avanti importante per l’Europa – ha detto – che passa dalla definizione delle regole alla mobilitazione delle risorse per sviluppare un proprio ecosistema di intelligenza artificiale».
Grande assente dal vertice, Elon Musk: ha spiegato di essere impegnato a Washington per il suo «duro lavoro» nella nuova amministrazione. Il ceo di Tesla e SpaceX ha comunque fatto piombare sul summit la sua clamorosa offerta su OpenAi, mettendo sul tavolo 97,4 miliardi di dollari. «Compriamo noi X per 9,74 miliardi» ha risposto al suo ex socio il ceo di OpenAI, Sam Altman, presente al summit francese. Il fondatore dell’azienda americana ha ribadito che la sua startup, che ha sviluppato ChatGpt, non è in vendita. «Abbiamo il compito di far beneficiare l’intera umanità dell’intelligenza artificiale generale. Ed è per questo che siamo venuti. Non siamo in vendita», ha spiegato Altman dal palco dell’incubatore di startup Station F. A proposito dell’ex socio e ormai rivale, ha aggiunto: «Penso che stia cercando di rallentarci». «Vorrei che competesse con noi sviluppando un prodotto migliore», ha continuato Altman, denunciando da parte di Musk «tattiche, azioni legali e cose folli».