Paradosso Tari, al Sud si paga di più per servizi peggiori. La Uil: “Accelerare il Pnrr”
di Rosaria AmatoROMA – La tassa sui rifiuti nel Mezzogiorno pesa sul bilancio delle famiglie il doppio che nel Nord-Est, l’area più virtuosa del Paese: l’1,34% contro lo 0,64%. In media, le famiglie meridionali (isole comprese) hanno sostenuto una spesa media di 388 euro, contro i 278 euro del Nord-Est. A puntare il dito contro i sistemi ancora inefficienti di smaltimento dei rifiuti al Sud, che fanno lievitare le tariffe della Tari molto di più che nel resto del Paese, è un’indagine del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil.
Dallo studio emerge che nel 2024 la Tari è aumentata in tutte le aree del Paese. Il campione di riferimento è costituito da un nucleo composto da quattro componenti, con un’abitazione di 80 metri quadri e un reddito Isee di 25.000 euro annui.
"Il risultato di questa indagine – ha commentato il segretario confederale della Uil Santo Biondo, coordinatore dell’indagine – è un ennesimo campanello d’allarme per il Mezzogiorno, direttament…
ROMA – La tassa sui rifiuti nel Mezzogiorno pesa sul bilancio delle famiglie il doppio che nel Nord-Est, l’area più virtuosa del Paese: l’1,34% contro lo 0,64%. In media, le famiglie meridionali (isole comprese) hanno sostenuto una spesa media di 388 euro, contro i 278 euro del Nord-Est. A puntare il dito contro i sistemi ancora inefficienti di smaltimento dei rifiuti al Sud, che fanno lievitare le tariffe della Tari molto di più che nel resto del Paese, è un’indagine del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil.
Dallo studio emerge che nel 2024 la Tari è aumentata in tutte le aree del Paese. Il campione di riferimento è costituito da un nucleo composto da quattro componenti, con un’abitazione di 80 metri quadri e un reddito Isee di 25.000 euro annui.
"Il risultato di questa indagine – ha commentato il segretario confederale della Uil Santo Biondo, coordinatore dell’indagine – è un ennesimo campanello d’allarme per il Mezzogiorno, direttamente connesso alle difficoltà e ai ritardi nell’attuazione del Pnrr, registrati dalle analisi Svimez, soprattutto in progetti di competenza delle Regioni. Tra i settori più critici, c’è proprio quello della gestione dei rifiuti, dove l’assenza di impianti moderni ed efficienti continua a tradursi in costi insostenibili per cittadini e imprese. A fronte di questa situazione, i Comuni meridionali, che sono gli enti locali più esposti e con meno risorse a disposizione, si trovano soli a gestire una sfida enorme”.
L’ennesima situazione dunque in cui il Pnrr, che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità per colmare il divario infrastrutturale, rischia fortemente di non raggiungere i suoi obiettivi, facendo anzi aumentare le distanze tra Nord e Sud. “Senza questi investimenti, – afferma Biondo – i rifiuti prodotti al Sud continueranno a essere trasportati fuori regione con costi esorbitanti, che si ripercuotono direttamente sulle bollette”.delle famiglie e sul bilancio degli enti locali”. Occorre quindi “garantire che le risorse del Pnrr vengano utilizzate in tempi certi e con procedure più snelle, affinché i progetti non restino bloccati tra burocrazia e ritardi amministrativi.
Dove si paga di più
L’indagine compila una “top ten” delle città con la Tari più alta e di quelle con la Tari più bassa. Nel 2024 il costo maggiore si registra a Pisa con 595 euro medi l’anno a nucleo; a Brindisi si versano 518 euro; a Trapani 511 euro; a Genova 508 euro; a Pistoia 504 euro; a Napoli 493 euro; a Reggio Calabria 487 euro; a Barletta 485 euro; a Siracusa e ad Asti 481 euro.
Dove si paga di meno
Al contrario, si paga decisamente meno a La Spezia 170 euro l’anno a nucleo; a Belluno 186 euro; a Novara 189 euro; a Brescia 195 euro; ad Ascoli Piceno 200 euro; a Trento 202 euro; a Macerata 204 euro; a Vercelli 205 euro; a Udine 211 euro e a Pordenone 214 euro.
Questa la graduatoria delle città metropolitane: la tassa sui rifiuti pesa per 508 euro all’anno a nucleo a Genova; a Napoli per 493 euro; a Reggio Calabria per 487 euro; a Catania per 475 euro; a Cagliari per 450 euro; a Bari per 427 euro; a Venezia per 364 euro; a Torino per 357 euro; a Palermo per 345 euro; a Firenze e Roma per 326 euro; a Milano per 306 euro; a Messina per 303 euro e a Bologna per 228 euro.